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Premio Katundo: come funziona e perché premia le opere seconde

Dalla selezione della giuria alla finale: regole, obiettivi e particolarità del giovane premio letterario pugliese

Valentina Paradiso 1 ora fa Commenta! 7
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Il Premio Katundo ha una caratteristica che lo distingue immediatamente da molti altri riconoscimenti letterari italiani: non premia gli esordi né l’intera carriera di uno scrittore, ma esclusivamente le seconde opere di narrativa. Una scelta precisa, nata dall’idea che il secondo libro sia uno dei momenti più delicati nella costruzione di un percorso autoriale.

Contenuti
Che cos’è il Premio Katundo Opera SecondaChi può partecipare al Premio KatundoChi sceglie i finalisti e il vincitoreCome si arriva dalla candidatura alla finalePerché premiare proprio il secondo libroUn premio giovane che sta costruendo la propria identità

Il riconoscimento è ancora giovane, ma l’edizione 2026 sta attirando attenzione anche grazie alla terna formata da Alberto Ravasio, Irene Salvatori e Giulia Scomazzon. Nel nostro approfondimento dedicato abbiamo già raccolto i tre finalisti del Premio Katundo 2026 e le date della finale. Per capire davvero il senso della competizione, però, bisogna partire dalle sue regole.

Che cos’è il Premio Katundo Opera Seconda

Il Premio Katundo – Opera Seconda è promosso dall’Associazione Culturale Clizia e dal Comune di San Marzano di San Giuseppe, in provincia di Taranto. La manifestazione nasce per valorizzare un passaggio editoriale che riceve generalmente meno attenzione rispetto al debutto: la pubblicazione del secondo libro.

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Sul sito ufficiale del Premio Katundo gli organizzatori spiegano che è proprio con l’opera seconda che può iniziare a emergere con maggiore chiarezza un’identità autoriale. Dopo l’effetto novità dell’esordio, uno scrittore deve infatti dimostrare di poter sviluppare una ricerca, una poetica e una direzione riconoscibili.

Anche il nome del premio racconta il legame con il territorio. Katundo significa comunità in arbëresh e richiama le radici albanesi di San Marzano di San Giuseppe. Il progetto unisce quindi la promozione della narrativa contemporanea alla volontà di creare un luogo di incontro culturale lontano dai principali centri editoriali italiani.

Chi può partecipare al Premio Katundo

Il criterio fondamentale riguarda il percorso dell’autore. Il premio è rivolto a opere letterarie in lingua italiana che rappresentino la seconda pubblicazione di narrativa dello scrittore o della scrittrice. Rientrano nella narrativa romanzi, novelle e raccolte di racconti regolarmente pubblicati.

Aver pubblicato in precedenza libri appartenenti ad altri generi non impedisce la partecipazione. Un autore può quindi avere già firmato saggi, raccolte poetiche o testi teatrali: ciò che conta è che l’opera candidata costituisca il suo secondo titolo nell’ambito della narrativa.

Il regolamento della prima edizione escludeva invece le opere autopubblicate, anche quando provviste di ISBN. Le finestre temporali nelle quali devono essere usciti i libri candidabili e le scadenze di iscrizione vengono stabilite dal bando della singola edizione, quindi non vanno considerate identiche di anno in anno.

Chi sceglie i finalisti e il vincitore

La selezione non è affidata a una votazione popolare. Nel 2026 la giuria è composta da Giulia Corsalini, Raffaele Donnarumma e Matteo Marchesini, gli stessi nomi indicati anche nella prima edizione del riconoscimento.

  • Giulia Corsalini è docente, critica letteraria e narratrice.
  • Raffaele Donnarumma è docente universitario, critico letterario e studioso di narrativa contemporanea.
  • Matteo Marchesini è poeta, narratore e critico letterario.

È la giuria a valutare le opere candidate e a individuare la terna che arriva alla fase conclusiva. Per il 2026 sono stati scelti Il grande mantenuto di Alberto Ravasio, Non ancora 101 di Irene Salvatori e 8.6 gradi di separazione di Giulia Scomazzon. La decisione sul vincitore resta quindi nelle mani dello stesso nucleo di critici e studiosi, senza un voto parallelo del pubblico.

Come si arriva dalla candidatura alla finale

Il percorso del Katundo è più compatto rispetto a quello di premi letterari molto più grandi. Le opere ammesse vengono sottoposte alla giuria, che procede alla lettura e alla selezione fino alla definizione dei tre finalisti. La fase conclusiva diventa poi anche un evento pubblico fatto di incontri, conversazioni e letture.

Nel 2026 le serate finali sono in programma il 4 e 5 settembre a San Marzano di San Giuseppe. ANSA ha confermato che alla manifestazione parteciperanno anche Paolo Di Paolo, Federica De Paolis e Christian Raimo. La proclamazione del vincitore avverrà nell’ambito delle due giornate conclusive.

Il meccanismo è quindi molto diverso, per esempio, da quello del Premio Strega 2026 e della sua ampia platea di votanti. Il Katundo affida invece la responsabilità della scelta a una giuria molto ristretta, con un’impostazione più vicina alla valutazione critica che alla costruzione di un grande corpo elettorale.

Perché premiare proprio il secondo libro

È questo l’elemento che rende il Katundo più interessante dal punto di vista editoriale. L’esordio beneficia spesso della curiosità riservata alle nuove voci, mentre gli autori già affermati possono contare su un pubblico e su una reputazione consolidati. Il secondo libro si trova invece in una sorta di terra di mezzo.

Dopo un debutto apprezzato arriva infatti la necessità di confermarsi, mentre dopo un esordio passato quasi inosservato il secondo titolo può diventare l’occasione per definire meglio la propria voce. È in questa fase che iniziano a essere visibili continuità, cambiamenti e ossessioni ricorrenti di un autore.

Il Katundo prova dunque a trasformare quello che normalmente è soltanto un passaggio della carriera editoriale nel centro stesso della competizione. Non cerca necessariamente il miglior esordiente dell’anno, ma uno scrittore che abbia mostrato, attraverso il secondo libro, la capacità di costruire un percorso letterario.

Un premio giovane che sta costruendo la propria identità

La prima edizione si è conclusa nel 2025 con la vittoria di Enrico Prevedello e Una rivolta. Orizzonti e confini del Nord-Est, pubblicato da Nottetempo. Secondo gli organizzatori, erano state candidate oltre settanta opere, un dato significativo per un riconoscimento appena nato e dedicato a una categoria tanto specifica.

Il confronto con premi più consolidati resta inevitabile, ma è proprio la specializzazione a permettere al Katundo di ritagliarsi uno spazio autonomo. Anche il Premio Campiello 2026, per esempio, adotta un sistema di selezione molto differente e non pone alcun vincolo legato al numero di opere già pubblicate dagli autori.

Alla vigilia della seconda finale, il Premio Katundo ha quindi già una caratteristica facilmente riconoscibile: osservare gli scrittori nel momento successivo all’esordio, quando l’etichetta di nuova voce non basta più e comincia invece la costruzione di una vera continuità letteraria.

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