Il Premio Campiello 2026 si avvicina alla finale con due appuntamenti in Puglia. Mercoledì 26 agosto i cinque autori finalisti saranno ad Alberobello, mentre giovedì 27 agosto il tour proseguirà a Bisceglie.
Le due tappe concluderanno il calendario estivo di incontri organizzato dalla Fondazione Il Campiello per presentare al pubblico la cinquina selezionata dalla Giuria dei Letterati. La proclamazione del vincitore è fissata per sabato 3 ottobre al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia.
A contendersi la 64ª edizione sono Ermanno Cavazzoni, Marcello Fois, Valeria Parrella, Alcide Pierantozzi ed Elena Varvello. La decisione finale spetterà alla Giuria dei Trecento Lettori Anonimi, chiamata a scegliere il libro vincitore tra opere molto diverse per stile, ambientazione e costruzione narrativa.
I cinque finalisti del Premio Campiello 2026
La cinquina è stata scelta il 29 maggio nell’Aula Magna Galileo Galilei di Palazzo del Bo, a Padova. La Giuria dei Letterati ha valutato 62 libri ammessi al concorso e ha selezionato cinque romanzi pubblicati da Quodlibet, Einaudi, Feltrinelli e Guanda.
- Ermanno Cavazzoni, Storia di un’amicizia, Quodlibet
- Marcello Fois, L’immensa distrazione, Einaudi
- Valeria Parrella, La ragazzina, Feltrinelli
- Alcide Pierantozzi, Lo sbilico, Einaudi
- Elena Varvello, La vita sempre, Guanda
Marcello Fois, Ermanno Cavazzoni, Elena Varvello e Valeria Parrella hanno ottenuto sei voti al primo turno della selezione. Alcide Pierantozzi è entrato nella cinquina dopo un ballottaggio, anche in questo caso con sei preferenze.
Per una prima analisi dei titoli e dei possibili favoriti è disponibile anche il nostro approfondimento sulla cinquina del Premio Campiello 2026.
Storia di un’amicizia di Ermanno Cavazzoni
In Storia di un’amicizia, Ermanno Cavazzoni ricostruisce il lungo rapporto umano e letterario con Gianni Celati. Il libro attraversa incontri, conversazioni, viaggi, idee condivise e momenti di distanza, restituendo il ritratto di un’amicizia che ha segnato profondamente la vita di entrambi.
Il racconto personale diventa anche una riflessione sulla scrittura, sull’ambiente culturale italiano e sul modo in cui un legame può modificarsi con il passare degli anni. Cavazzoni evita la biografia tradizionale e procede attraverso ricordi, episodi e divagazioni.
L’immensa distrazione di Marcello Fois
L’immensa distrazione racconta una famiglia di imprenditori emiliani e il peso di un patrimonio costruito anche grazie alle persecuzioni razziali del fascismo. Il romanzo si apre intorno all’ora della morte di Ettore Manfredini e ricostruisce decenni di successi, omissioni e responsabilità.
Marcello Fois unisce saga familiare e indagine storica, interrogandosi su ciò che viene trasmesso da una generazione all’altra. L’eredità non comprende soltanto beni materiali, ma anche silenzi, colpe e versioni accomodanti del passato.
Il romanzo propone così una riflessione sulla memoria privata e collettiva, mostrando come la prosperità di una famiglia possa nascondere una storia molto più complessa di quella tramandata ufficialmente.
La ragazzina di Valeria Parrella
Valeria Parrella torna alla figura di Giovanna d’Arco con La ragazzina, romanzo civile che osserva la Pulzella d’Orléans prima di tutto come un’adolescente decisa a sottrarsi alle regole imposte dagli uomini e dal proprio tempo.
Giovanna indossa abiti maschili, guida un esercito e combatte per restituire il trono al Delfino durante la guerra dei Cent’anni. Parrella mette al centro la sua determinazione, ma anche l’infanzia, il rapporto con la famiglia e il peso di una missione che la rende incontrollabile agli occhi del potere.
Il romanzo collega la vicenda medievale alle guerre e alle disuguaglianze contemporanee. La protagonista diventa l’immagine di ogni giovane donna che rifiuta di accettare il posto stabilito per lei. Il libro sarà presentato anche il 21 agosto a Procida, come raccontato nel nostro articolo sull’incontro con Valeria Parrella dedicato a La ragazzina.
Lo sbilico di Alcide Pierantozzi
Lo sbilico è il titolo più apertamente autobiografico della cinquina. Alcide Pierantozzi racconta la malattia, la dipendenza, i ricoveri e la difficoltà di ricostruire un’identità dopo aver attraversato una lunga fase di perdita del controllo.
Il libro alterna memoria personale, riflessione e osservazione del sistema sanitario. La scrittura non cerca di ordinare completamente l’esperienza, ma ne conserva fratture, contraddizioni e passaggi dolorosi.
Lo sbilico è stato finalista anche al Premio Strega 2026 e ha ottenuto il Premio Strega Deutschland. Il doppio riconoscimento ha contribuito a trasformarlo in uno dei casi letterari dell’anno, analizzato nel nostro approfondimento su Lo sbilico tra Premio Strega e Premio Campiello.
La vita sempre di Elena Varvello
La vita sempre nasce dalla storia dei nonni di Elena Varvello e attraversa l’Italia del fascismo e della guerra. Il romanzo ricostruisce un rapporto sentimentale esposto alle pressioni della politica, della violenza e delle scelte compiute in anni decisivi.
La memoria familiare diventa il punto di partenza per interrogare le responsabilità individuali. Varvello evita di trasformare i personaggi in semplici simboli storici e mostra come affetti, paure e opportunismi possano convivere all’interno della stessa vita.
La presenza del romanzo nella cinquina conferma uno dei temi ricorrenti dell’edizione 2026: il rapporto tra passato e presente, affrontato attraverso famiglie, biografie e vicende private che si intrecciano con la storia italiana.
La tappa del 26 agosto ad Alberobello
Mercoledì 26 agosto il tour del Premio Campiello arriverà ad Alberobello. L’incontro è previsto presso il Trullo Sovrano ed è organizzato in collaborazione con il Comune e con il Presidio del Libro locale.
La sede è uno dei monumenti più riconoscibili della città pugliese ed è l’unico trullo tradizionale costruito su due piani. L’appuntamento consentirà al pubblico di ascoltare i finalisti e approfondire direttamente temi, personaggi e percorsi di scrittura dei cinque romanzi.
La comunicazione ufficiale del Premio Campiello sul tour 2026 conferma data e luogo, ma non indica ancora l’orario dell’incontro di Alberobello.
Il 27 agosto il Campiello arriva a Bisceglie
Giovedì 27 agosto la cinquina sarà protagonista a Bisceglie nell’ambito della diciassettesima edizione di Libri nel Borgo Antico. L’appuntamento è promosso dal Comune e da Confindustria BAT.
Il festival si svolgerà dal 27 al 31 agosto nel centro storico e sul porto, con oltre 150 autori e circa 50 case editrici. La presenza dei finalisti del Campiello aprirà il programma principale della manifestazione e offrirà un confronto sui cinque libri in gara.
Il programma ufficiale di Libri nel Borgo Antico 2026 conferma la partecipazione della cinquina, ma non specifica ancora nella pagina generale l’orario e la piazza assegnati all’incontro.
Quando sarà proclamato il vincitore
Dopo le due tappe pugliesi inizierà l’ultima fase del premio. Il vincitore sarà proclamato sabato 3 ottobre 2026 al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia, sede scelta per la prima volta nella storia del Campiello.
A decidere sarà la Giuria dei Trecento Lettori Anonimi, composta da persone selezionate in diverse regioni italiane e rappresentative di età, professioni e abitudini di lettura differenti. Il loro voto determina il risultato conclusivo senza dipendere dalla graduatoria prodotta in maggio dalla Giuria dei Letterati.
- 26 agosto 2026: incontro con i finalisti al Trullo Sovrano di Alberobello
- 27 agosto 2026: incontro a Bisceglie durante Libri nel Borgo Antico
- 3 ottobre 2026: finale al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia
- Giuria finale: Trecento Lettori Anonimi
- Edizione: 64ª
Le tappe in Puglia saranno quindi le ultime occasioni estive per incontrare insieme gli autori prima della votazione. Cinque romanzi diversi, ma accomunati dall’attenzione per la memoria, l’identità e il rapporto tra le vicende personali e i grandi cambiamenti della storia.