Giulia Scomazzon ha vinto il Premio Katundo 2026 con 8.6 gradi di separazione, pubblicato da Nottetempo. Il verdetto è arrivato al termine delle serate del 4 e 5 settembre a San Marzano di San Giuseppe, in provincia di Taranto. Il romanzo entra così nell’albo d’oro della seconda edizione del riconoscimento dedicato alle opere seconde di narrativa italiana.
La vittoria è stata comunicata dopo la consegna del premio e riportata il 6 settembre da Il Bo Live dell’Università di Padova. Scomazzon ha superato gli altri finalisti Alberto Ravasio, in gara con Il grande mantenuto, e Irene Salvatori, candidata con Non ancora 101.

Chi ha vinto il Premio Katundo 2026
La vincitrice del Premio Katundo 2026 è Giulia Scomazzon. Il libro premiato, 8.6 gradi di separazione, è il suo secondo lavoro narrativo pubblicato da Nottetempo e rappresenta il passaggio dal memoir d’esordio alla fiction.
Con questo risultato l’autrice succede a Enrico Prevedello, vincitore della prima edizione nel 2025 con Una rivolta. Orizzonti e confini del Nord-Est. La sequenza completa è disponibile nell’albo d’oro del Premio Katundo, aggiornato con autori, titoli ed editori premiati.
8.6 gradi di separazione: di cosa parla il libro vincitore
8.6 gradi di separazione racconta Alice, un’insegnante poco più che trentenne che deve affrontare una dipendenza dall’alcol. La fine di una relazione e un imprevisto la costringono a misurarsi con psicoterapia, Alcolisti Anonimi, servizi per le dipendenze e lavoro agricolo, mentre la provincia veneta e la socialità costruita intorno al bere diventano parte del conflitto.
La scheda ufficiale di Nottetempo indica 168 pagine e la data di pubblicazione del 17 ottobre 2025. Il titolo richiama la gradazione alcolica della birra, ma anche la distanza che la protagonista mantiene dalle persone e dalla possibilità di riconoscere la propria dipendenza.

Perché la vittoria di Giulia Scomazzon è coerente con il premio
Il Katundo osserva in modo specifico ciò che accade dopo un esordio. Scomazzon aveva debuttato con La paura ferisce come un coltello arrugginito, memoir dedicato alla madre scomparsa e vincitore del Premio Bagutta Opera Prima. Con il secondo libro mantiene l’attenzione per ferite, dipendenze e forme della memoria, ma cambia genere e affida il racconto a una protagonista di finzione.
Questo passaggio rende leggibile una direzione autoriale senza ridurre il nuovo romanzo a una ripetizione del precedente. La vittoria porta inoltre ulteriore attenzione su un libro che nel 2026 aveva già ottenuto altri riconoscimenti, rafforzando il percorso di Scomazzon nella narrativa italiana contemporanea.
Gli altri finalisti del Premio Katundo 2026
- Alberto Ravasio, Il grande mantenuto, Quodlibet
- Irene Salvatori, Non ancora 101, Marcos y Marcos
- Giulia Scomazzon, 8.6 gradi di separazione, Nottetempo, vincitrice
I tre libri arrivavano alla finale con progetti molto diversi: satira del mondo culturale e delle differenze di classe per Ravasio, famiglia e vita quotidiana per Salvatori, dipendenza e provincia veneta per Scomazzon. Il nostro confronto tra i libri finalisti del Katundo 2026 aiuta a scegliere quale leggere in base a temi, tono e tipo di esperienza narrativa.
Come funziona il Premio Katundo
Il Premio Katundo – Opera Seconda è nato nel 2025 per valorizzare il secondo libro di narrativa di un autore o di un’autrice. È promosso dall’Associazione Culturale Clizia e dal Comune di San Marzano di San Giuseppe. Il nome significa comunità in arbëresh e richiama le radici culturali del territorio.
Per criteri di ammissione, composizione della giuria e percorso di selezione puoi consultare la guida su come funziona il Premio Katundo. Nell’edizione 2026 la giuria era composta da Giulia Corsalini, Raffaele Donnarumma e Matteo Marchesini.




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