Il Premio Katundo 2026 è dedicato alle seconde opere di narrativa italiana. Non premia quindi un esordio né il miglior romanzo dell’anno in senso generale: osserva il passaggio successivo, quello in cui una nuova voce deve mostrare continuità, ricerca e identità autoriale.
La seconda edizione è arrivata alla fase conclusiva con tre finalisti: Alberto Ravasio, Irene Salvatori e Giulia Scomazzon. Per capire il premio, però, è utile partire dalle regole, dalla composizione della giuria e dai criteri che distinguono il Katundo dagli altri riconoscimenti italiani.

Come funziona il Premio Katundo
Il Premio Katundo Opera Seconda nasce con un obiettivo preciso: osservare cosa accade dopo l’esordio. Il primo libro può attirare l’attenzione su una nuova voce, mentre il secondo permette di capire se esistono una poetica, una direzione e un progetto capaci di svilupparsi nel tempo.
Il sito ufficiale del Premio Katundo indica tra gli elementi centrali visione, qualità letteraria e cura editoriale. Il premio è promosso da Clizia APS e dal Comune di San Marzano di San Giuseppe, con la direzione di Giuseppe Quaranta.
Anche il nome richiama il territorio: Katundo significa comunità in arbëreshë e rimanda alle radici albanesi di San Marzano di San Giuseppe, in provincia di Taranto, dove si svolgono gli appuntamenti conclusivi.
Chi può partecipare al Premio Katundo?
Il criterio fondamentale riguarda il percorso dell’autore. Il riconoscimento è rivolto a opere in lingua italiana che rappresentino la seconda pubblicazione di narrativa dello scrittore o della scrittrice.
Nel perimetro della narrativa rientrano romanzi, novelle e raccolte di racconti regolarmente pubblicati. Aver firmato in precedenza saggi, poesia o teatro non impedisce automaticamente la partecipazione: ciò che conta è che il libro candidato costituisca la seconda opera nell’ambito narrativo secondo il bando dell’edizione.
Finestre temporali, scadenze e requisiti specifici possono cambiare di anno in anno. Per questo, quando si valuta una candidatura, il riferimento corretto resta sempre il regolamento dell’edizione in corso.
Chi fa parte della giuria del Premio Katundo 2026?
A scegliere finalisti e vincitore è una giuria critica. Per l’edizione 2026 i componenti indicati dagli organizzatori sono Giulia Corsalini, Raffaele Donnarumma e Matteo Marchesini.
- Giulia Corsalini: docente, critica letteraria e narratrice.
- Raffaele Donnarumma: docente, critico letterario e studioso di narrativa contemporanea.
- Matteo Marchesini: poeta, critico letterario e narratore.
Non si tratta quindi di una votazione popolare. La selezione è affidata direttamente alla giuria, che valuta le opere e forma la terna conclusiva.
Come vengono scelti i finalisti?
Nel 2026 la giuria ha selezionato Il grande mantenuto di Alberto Ravasio, pubblicato da Quodlibet, Non ancora 101 di Irene Salvatori, edito da Marcos y Marcos, e 8.6 gradi di separazione di Giulia Scomazzon, pubblicato da Nottetempo.
La terna è stata annunciata il 18 agosto 2026. Abbiamo raccolto il calendario nell’approfondimento sui finalisti del Premio Katundo 2026, mentre chi vuole scegliere cosa leggere può confrontare i tre libri finalisti e le loro differenze.
Quali criteri utilizza il Premio Katundo?
La comunicazione ufficiale insiste sulla capacità dell’opera seconda di consolidare un’identità autoriale. Il successo commerciale o la notorietà dell’autore non bastano: il punto è capire se il secondo libro mostra una ricerca riconoscibile e un progetto letterario più definito.
I criteri richiamati dagli organizzatori sono visione, qualità letteraria e cura editoriale. Il Katundo prova quindi a valorizzare un momento spesso meno raccontato rispetto all’esordio: la fase in cui uno scrittore deve dimostrare che il primo libro non era un episodio isolato.
Perché premiare proprio il secondo libro?
L’esordio beneficia spesso della curiosità riservata alle nuove voci, mentre gli autori già affermati possono contare su un pubblico consolidato. Il secondo libro si trova nel mezzo: deve confermare o ridefinire ciò che era emerso al debutto.
È in questa fase che iniziano a diventare visibili continuità, cambiamenti, temi ricorrenti e scelte stilistiche. Il Katundo trasforma quindi un passaggio normalmente poco celebrato nel centro stesso della competizione.
Chi ha vinto il Premio Katundo 2026?
Giulia Scomazzon ha vinto il Premio Katundo 2026 con 8.6 gradi di separazione, pubblicato da Nottetempo. Il risultato è arrivato al termine delle giornate conclusive del 4 e 5 settembre a San Marzano di San Giuseppe.
Scomazzon entra nell’albo d’oro dopo Enrico Prevedello, premiato nel 2025 con Una rivolta. Orizzonti e confini del Nord-Est. L’approfondimento sul vincitore del Premio Katundo 2026 raccoglie il verdetto, il libro premiato e gli altri finalisti.

In sintesi
Il Premio Katundo premia la seconda opera di narrativa e affida la scelta a una giuria critica. Nel 2026 i finalisti erano Alberto Ravasio, Irene Salvatori e Giulia Scomazzon; la vittoria è andata a Scomazzon. La particolarità del riconoscimento resta la stessa: osservare gli autori nel momento in cui l’esordio deve trasformarsi in un percorso letterario riconoscibile.




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