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Sogni di Carta… Silvia Volpi alla presentazione di Alzati e Corri Direttora

Silvia Volpi
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Sogni di Carta… intervista Silvia Volpi

Un cappello per due

Caro iCrewer presso la terza edizione di Libri in Baia ho assistito alla presentazione del libro Alzati e corri direttora scritto da Silvia Volpi che la nostra Erika Zappoli ha magistralmente recensito.

Ho avuto pertanto l’occasione di formulare a Silvia Volpi delle domande ed eccoti le risposte dell’autrice.

Parto da una premessa: Alzati e Corri direttora è un giallo, ambientato a Pisa che ha come protagonisti Elsa Giudi, appunto la direttora del quotidiano La Piazza e l’aspirante giornalista di nera Tommaso Morotti. La storia parte con un apparente suicidio avvenuto sotto gli occhi di tutti e qui partono le ricerche dell’affascinante giornalista che intuisce che dietro a questo suicidio c’è molto altro da scrivere.

Ma iniziamo…

Quanto ha influenzato il lavoro, come giornalista del Tirreno, nella stesura e in particolare nell’ambientazione del romanzo?

La protagonista del romanzo è la direttrice di un giornale che si chiama La Piazza e il suo coprotagonista è il bello e simpatico Tommaso Morotti che sogna di diventare un giornalista.

L’ambientazione del romanzo è in primo luogo Pisa, ma sicuramente anche il luogo in cui i due protagonisti lavorano e cioè la sede del giornale. I personaggi tuttavia non sono solo dei giornalisti, perché nel romanzo loro si occupano anche di indagare, infatti Silvia Volpi ha scelto di non inserire la figura del commissario o meglio, anche se c’è questa figura, non è lui il personaggio che indaga, ma è il giornalista che compie l’indagine.

Nella realtà un giornalista tende a chiudere una notizia di suicidio come una notizia secca, ci confessa l’autrice, quello avvenuto in questo romanzo è inoltre un suicidio particolare avvenuto in una piazza, tuttavia la direttora liquida Morotti che vorrebbe ampliare la notizia e lo manda a lavorare, anche se invece nel giovane scatta qualcosa che lo spinge a proseguire l’indagine e ad andare oltre.

La trama è quindi ambientata in una redazione con i suoi tempi, infatti il tempo della cronaca oggi giorno è l’adesso, l’ora e la storia procede con l’uscita degli articoli, il tempo della cronaca è per questo sembrato il migliore all’autrice.

Silvia Volpi ci spiega poi che esistono due tempi nel giornale, un tempo immediato che è quello delle notizie che escono immediatamente nel web e un tempo in cui queste notizie vengono ampliate e scritte sulla carta.

Questo porta ad avere molte riunioni interne anche nel corso di una giornata e queste sono presenti anche nel romanzo, la direttora ha molte riunioni nel corso delle ore lavorative e il suo obiettivo è arrivare al cuore del lettore a cui si giunge solo se si è andati a scavare nella notizia e si porta quel qualcosa in più che altri non hanno notato.

Tommaso Morotti ha invece l’abilità del cronista che consiste nel non riuscire a smettere di fare domande, è questo che fa la differenza tra un giornalista e l’altro: l’empatia che porta il riuscire ad entrare nel altro.

Come nasce il personaggio di Elsa Giudi?

Elsa Guidi è la direttora del giornale La Piazza, è quel capo che incute timore e riverenza, di cui hai paura a parlare sul luogo del lavoro, perché non si sente arrivare, ma è ovunque.

Devi infatti sapere che ha un calzolaio di fiducia da cui si fa silenziare il tacco dieci con cui va sempre in giro. È appassionata di scarpe con il tacco e l’autrice ci dice che è stata ispirata da tre persone differenti.

In primo luogo ha ottenuto Elsa da sua nonna, la nonna di Silvia Volpi è una donna a cui l’autrice tiene molto e con cui parlava spesso e spesso le diceva: mi sembri una Direttora e da qui il soprannome della protagonista; è infatti la stessa Elsa che si è data il nomignolo di Direttora, tutti la chiamano Direttrice della Piazza è lei che si sente un po’ così.

Nasce poi da un’amica che come Elsa corre, anche se Elsa lo fa per sfogo, mentre l’amica dell’autrice correre per passione e quasi per lavoro, infatti corre come maratoneta; l’autrice racconta che questa sua amica riesce a fare delle maratone tutta truccata e terminarle mantenendo trucco e capelli sistemati. Questo per lei riesce a comunicare qualcosa: passione, forza, sofferenza nell’arrivare dove si è giunti e questo le è servito per creare un dettaglio di Elsa.

Abbiamo infine la parrucchiera di Silvia Volpi che ha in negozio su una mensola una testa a cui fare le acconciature. Quando l’autrice l’ha vista ha riconosciuto il volto della sua Elsa.

Concludo infine con il colore degli occhi di Elsa Guidi, sono infatti verdi come le mareggiate, questo colore è stato scelto perché è questo quello che Tommaso Morotti vede nei suoi occhi il colore del mare dopo una tempesta.

C’è un dettaglio curioso del romanzo di cui possiamo parlare?

Le pietre di Elsa Guidi, Elsa è infatti appassionata di cristalli e li mette alla base della scrivania e per lei queste pietre assolvono particolari funzioni, cerca aiuto in queste sfiorandole in particolare quando c’è qualcuno che la stressa o come dice lei: scantuccia lo scrimolo che vuol dire che rompe.

Nella Realtà Tommaso Morotti esiste?

Morotti è quel personaggio bello, solare, allegro, ironico…

Quando si riesce a sorridere si incontrano più persone e i personaggi di questo romanzo sono aperti perché sorridono e ironici. Morotti poi è un dongiovanni, s’innamora di tutte, vuole arrivare, è quel personaggio che in scooter e jeans arriva dove vuole.

Nella realtà l’autrice non ha preso spunto da nessuno anche se un’amica che lavora con lei al giornale lo ha identificato con una persona, anche se Silvia Volpi nega questa ispirazione; è però bello sottolineare come questo protagonista sia così reale da poterlo identificare con qualcuno.

Voglio poi riportarti una piccola parentesi dedicata all’amicizia che mi ha molto fatto apprezzare Silvia Volpi.

L’amicizia è quel qualcosa che rende le persone permeabili, mette paura, ma dona anche forza. Quando c’è l’amicizia è più facile arrivare da qualche parte, è una forza e una debolezza che dona qualcosa di prezioso.

Quando è nato il romanzo Alzati e corri direttora?

Silvia Volpi ha iniziato a scrivere questo romanzo due anni fa ed è nato dalla voglia sia di raccontare il mondo in cui lavora, quello del giornale che far vivere i due personaggi che da un po’ le facevano compagnia.

Ci sono altri lavori in programma per il futuro?

L’autrice ci ha confessato che ha già iniziato a scrivere altre storie di Elsa Guidi, quindi è probabile che arriveranno dei sequel.

In che momento della giornata scrivi?

Sempre è la risposta di Silvia Volpi, lavorando anche per un giornale si finisce per scriver un po’ sempre in particolare la prima stesura del romanzo deve essere una situazione di grande empatia con i personaggi per cui si finisce per vivere costantemente con loro.

Ringrazio Silvia Volpi per questa bella intervista e spero di leggere altre sue opere.

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Bellissima intervista e grazie per la citazione ?.
Il romanzo merita davvero di essere letto .

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