Grand Cafè, Oslo

In viaggio tra i caffè letterari: Grand Café, a Oslo

Siamo giunti alle quinta tappa del nostro viaggio tra i caffè letterari: Il Grand Café di Oslo, Norvegia!

Risultati immagini per grand cafè osloCiao iCrewer! Ti è mai capitato di passare davanti alla vetrina di un bar e vedere i clienti intenti a leggere, discutere, magari disegnare? Questo è quello che immagino, quando si parla di caffè letterario: un luogo raccolto, popolare, certo, ma con un clientela che predilige l’arte, la musica, la letteratura, oltre al buon cibo. Un posto in cui non sentirsi a disagio per aver ordinato una sola tazza di caffè, ma essere seduti al tavolo da ore, a leggere.

E’ anche per questo che ho intrapreso il mio viaggio tra i caffè letterari, per vedere quanto la mia immaginazione si scosti dalla realtà. E per fare ciò, oggi ho deciso di andare a Oslo, al Grand Café. Ti va di accompagnarmi?

Tra i caffè che abbiamo visitato fin ora, forse solo The Eagle and Child di Oxford corrispondeva un pò alla mia idea. Di sicuro non l’assolata La Rotonde di Parigi, o il colorato Vesuvio Cafe di San Francisco. Oppure l’Antico Caffè Greco di Roma. E come sarà il Grand Café? Non ci resta che scoprirlo.

Gran Café di Oslo

Risultati immagini per grand cafè oslo muraleAperto nel 1874, quando la città si chiamava ancora Kristiania (in onore di re Cristino IV), il Grand Café fu il primo caffè moderno di Oslo, arredato in stile internazionale, con specchi, tavolini in marmo e mobili intarsiati. Presto divenne luogo di ritrovo per artisti di ogni genere, tra cui ricordiamo Henrik Ibsen, Edvard Munch, Roald Amundsen, Knut Hamsun, Gustav Vigeland e Fridtjof Nansen, oltre molti altri “Kristianabohemer“, un gruppo di artisti che, verso la fine dell’800, era solito ritrovarsi nelle sale del Grand Cafè.

Fu proprio uno dei Kristianabohemer, Per Krogh, che negli anni Venti del Novecento dipinse un murale all’interno del caffè, raffigurando Ibsen e Munch in compagnia del gruppo di cui egli faceva parte.

Henrik Johan Ibsen e la drammaturgia

Henrik Ibsen
Henrik Ibsen

Henrik Johan Ibsen è considerato il padre della drammaturgia moderna, in quanto, con le sue opere teatrali è stato in grado di fare luce sulla borghesia ottocentesca, svelandone le più intime contraddizioni.

Nato nel 1828, a Skien, Norvegia, fu poeta, drammaturgo e regista teatrale. Fin da piccolo era di carattere schivo, preferiva la solitudine alla compagnia dei coetanei, aveva una spiccata passione per la pittura, il disegno e la poesia. Avviato agli studi di medicina, continuò a coltivare il suo amore per il teatro, studiando a Copenaghen e a Dresda e diventando, nel 1857, direttore del Kristiania Norske Theater di Bergen.

Dalla fine degli anni ’70 dell’Ottocento, le sue opere iniziarono ad avere un carattere più sociale, rispetto alle precedenti, di stampo romantico. Ibsen s’impegnò per parlare della società a lui coeva, delle sue ipocrisie, delle sue contraddizioni, dei molteplici personaggi che la abitavano.

Uno dei suoi testi più famosi è, forse, Casa di bambola, opera teatrale in tre atti scritta ad Amalfi nel 1879. In quest’opera, Ibsen prende in esame i diversi ruoli assegnati a uomo e donna all’interno del matrimonio, in epoca vittoriana, criticandoli aspramente. La vicenda narrata è ispirata ad un episodio simile avvenuto a un’amica dello scrittore. Nel 2001 l’UNESCO ha inserito Casa di bambola nel Registro della memoria del mondo.

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Sei mai stato a Oslo? E al Gran Café?

Cristina Speggiorin
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