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Paolo Nori, Sanguina ancora, Mondadori

Recensione: Sanguina ancora, di Paolo Nori

Oggi ti parlerò del saggio vincitore del Premio Campiello: Sanguina ancora, di Paolo Nori

Oggi, caro iCrewer, sono estremamente felice. Perchè? Semplice: sto per parlarti di un libro che non solo mi è piaciuto moltissimo, ma che tratta anche uno dei miei argomenti preferiti: la letteratura, nello specifico quella russa, nello specifico, Dostoevskij. Si tratta del saggio di Paolo Nori, Sanguina ancora. L’incredibile vita di Fëdor M. Dostojevskij, pubblicato da Mondadori.

L’opera, che l’autore definisce un romanzo, ma che credo possa essere collocata nella macro categoria dei saggi, nel settore della critica letteraria, è stata anche vincitrice del Premio Campiello di quest’anno.

Oggi niente trama

Ebbene sì, visto che Paolo Nori non ha scritto esattamente una storia inedita, ho pensato che non fosse necessario farti un riassunto del contenuto del suo ultimo libro o, quanto meno, un assaggio di esso (come faccio di solito, per capirci).

Dostoevskij, I fratelli Karamazov
Ritratto di Dostoevskij, Vasilij Perov, 1872 (Galleria Tret’jakov, Mosca)

Posso però dirti, iCrewer, di preparati a molte sorprese, perchè la penna del professore va in direzioni sempre nuove. Non credere che, in Sanguina ancora, troverai un’approfondita analisi lunga quasi trecento pagine su un singolo scrittore (che, pur essendo Dostoevskij, alla fine mi sa che risulterebbe un attimo pesante): viene presa in esame una buona fetta di letteratura contemporanea, precedente e anche successiva.

Dopotutto, nessun volume può essere letto in completo isolamente dalla sua epoca e dal contesto in cui il suo autore si trovava a scrivere. O meglio, si può certamente fare anche così, ma venire a conoscenza dei retroscena, secondo me, dà tutto un altro sapore alle parole.

Sanguina ancora: la recensione

Uno scrittore russo, Vasilij Rozanov, descrive Dostoevskij come un arciere nel deserto con una faretra piena di frecce che, se ti colpiscono, esce il sangue.

Eccoci qui, tornati sul terreno conosciuto. Ora, infatti, è il momento in cui ti espongo il mio pensiero su Sanguina ancora, di Paolo Nori.

Mi sento di ribadirlo forte e chiaro: quast’opera, che per l’autore è un romanzo, e che per me è un saggio (alla fine si tratta soltanto di sfumature e interpretazioni) mi è davvero piaciuta.

Ammetto che quando si tratta di Dostoevskij, finisco, almeno in un primo momento, per essere attirata in modo irreversibile dal volume in esame. Tuttavia, con Sanguina ancora l’infatuazione è durata fino all’ultima pagina.

Lo stile in cui Paolo Nori racconta degli autori della letteratura russa è estremamente colloquiale (nel senso che sembra proprio di sentirlo parlare). Ora, sebbene io ammetta che non si tratti esattamente del mio preferito – in questa forma, a volte mi è difficile seguire il filo del discorso – è di sicuro una ventata d’aria fresca, rispetto alle vare Storia della letteratura, così classiche e impostate.

È stato quasi come incontrarsi al bar con un amico e ascoltarlo parlare della sua passione, con annesse divagazioni personali – molto aprezzate anche quelle, visto che hanno contribuito a creare l’immagine di un autore alla mano, non seduto sugli allori. Allo stesso tempo, i contenuti, i riferimenti a moltissime opere e la bibliografia mettono subito in luce il grande lavoro e la grande ricerca che si celano dietro queste pagine.

In men che non si dica, Paolo Nori ci narra la vita di Dostoevskij, le condizioni in cui ha scritto le sue opere, da Povera gente a I fratelli Karamazov, inserendo qua e là l’introduzione di qualche altro scrittore o critico, in modo da dipingere un quadro il più completo possibile.

Mi è piaciuta molto l’elevata presenza di citazionizi, brani di critica e di corrispondenza privata (con o su Dostoevskij, di solito) che sono stati inseriti nel volume. Parole di lode anche per la cover, che per richiama il sangue di, appunto, Sanguina ancora, mettendo allo stesso tempo ben in chiaro il punto cardine del saggio (difficile ignorare tutti quei piccoli Fëdor).

Concludendo, direi che Sanguina ancora è perfetto non solo per chi, come Paolo Nori, è un grande appassionato di letteratura russa, ma anche – e forse soprattutto – per coloro che si stanno affacciando all’argomento per la prima volta.

Paolo Nori

Paolo Nori, sanguina ancora, Mondadori
Paolo Nori

Paolo Nori, nato a Parma nel 1963, è scrittore, professore di letteratura all’università, traduttore, nonchè a capo di un blog su Il Post.

Le opere che ha pubblicato sono molte e si collocano in vari ambiti, dal saggio al giallo, fino al romanzo. Oltre a Sanguina ancora. L’incredibile vita di Fëdor M. Dostojevskij troviamo, infatti, I russi sono matti, La grande Russia portatile, Che dispiacere, Repertorio dei matti della letteratura russa (raccolta di lavori dei partecipanti ai suoi corsi di scrittura), Bassotuba non c’è e molti altri.

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Voto iCrewers

Sanguina ancora non è semplicemente un saggio (o romanzo, come lo definisce l’autore stesso) su Dostoevskij. Per quanto questo celebre scrittore sia il nocciolo del tutto, Paolo Nori coglie l’occasione per farci fare un appassionanate viaggio nella letteratura russa, in modo piacevole e coinvolgente.

Consigliato, sia per gli appassionati, sia per chi è solleticato dalla curiosità di leggere qualcosa di nuovo.

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