Poseidone ostacola Ulisse soprattutto perché l’eroe acceca Polifemo, suo figlio, e dopo la fuga rivela con orgoglio il proprio nome. Il Ciclope invoca allora il padre e gli chiede di impedire il ritorno di Ulisse oppure, se il destino prevede comunque Itaca, di farlo arrivare tardi, solo e dopo avere perso tutti i compagni. Nell’Odissea l’ira di Poseidone diventa così una delle cause principali dei naufragi e dei ritardi del nostos.
Il conflitto non va però ridotto a una semplice vendetta personale. Poseidone rappresenta anche la forza del mare che Ulisse non può controllare con l’astuzia. Per seguire l’intero itinerario puoi usare la nostra guida al viaggio di Ulisse e alle tappe dell’Odissea in ordine.
Perché Poseidone odia Ulisse?
La risposta nasce nel libro IX. Ulisse e i compagni entrano nella grotta del Ciclope Polifemo, vengono imprigionati e vedono alcuni uomini divorati dal gigante. L’eroe riesce a salvarsi usando l’inganno del nome “Nessuno”, acceca Polifemo e fugge nascondendo i compagni sotto le pecore.
Il piano funzionerebbe perfettamente se Ulisse mantenesse l’anonimato. Quando la nave si allontana, però, l’eroe non resiste al desiderio di rivendicare la propria impresa e comunica al Ciclope il vero nome. Polifemo può così rivolgersi a Poseidone e chiedere una vendetta precisa.
Abbiamo ricostruito separatamente come Ulisse inganna Polifemo e perché il nome “Nessuno” è decisivo. È proprio quel momento a trasformare un successo locale in un problema destinato ad accompagnare l’eroe per il resto del viaggio.

Che cosa chiede Polifemo a Poseidone?
Polifemo non chiede soltanto che Ulisse venga punito. La sua preghiera definisce in modo quasi programmatico la forma della punizione: se l’eroe deve comunque tornare a casa, che vi arrivi tardi, dopo grandi sofferenze, su una nave altrui e senza i compagni.
Questa richiesta coincide con ciò che accade. Ulisse perde progressivamente la flotta, rimane l’unico superstite dopo la punizione per le vacche di Helios, trascorre anni lontano da Itaca e infine viene riportato in patria dai Feaci. Il poema non presenta quindi l’ostilità di Poseidone come un ostacolo casuale, ma come una linea narrativa che collega numerosi episodi.
Poseidone provoca tutte le disgrazie di Ulisse?
No. È importante distinguere l’ira del dio dalle responsabilità di Ulisse e dei compagni. Nell’Odissea alcuni problemi derivano direttamente da decisioni umane: i compagni aprono l’otre di Eolo, altri mangiano le vacche sacre di Helios, Ulisse sceglie di rivelare il proprio nome a Polifemo.
Poseidone aggrava e prolunga il viaggio, ma il poema non cancella la responsabilità dei personaggi. Questa combinazione fra volontà divina e scelte umane è uno dei motivi per cui il ritorno non può essere letto come una semplice serie di prove imposte dall’esterno.
Quali tempeste provoca Poseidone?
Uno degli interventi più chiari avviene dopo la partenza da Ogigia. Calipso lascia finalmente andare Ulisse e l’eroe costruisce una zattera. Quando Poseidone lo vede in mare, scatena una tempesta violentissima che distrugge l’imbarcazione e costringe Ulisse a lottare ancora una volta per sopravvivere.
La scena arriva dopo sette anni trascorsi presso Calipso. Nella nostra guida su Calipso e i sette anni di Ulisse a Ogigia abbiamo spiegato perché quella lunga sosta pesa così tanto sui dieci anni del ritorno.
Ulisse si salva e raggiunge infine la terra dei Feaci. L’intervento di Poseidone non annulla quindi il destino del ritorno, ma rende l’ultimo tratto ancora più difficile.
Perché Poseidone è contrario ai Feaci?
I Feaci sono navigatori straordinari e aiutano Ulisse nell’ultimo passaggio verso Itaca. Proprio questo aiuto entra in tensione con Poseidone: il popolo marinaro permette all’eroe di completare il ritorno che il dio ha cercato a lungo di ritardare.
Dopo avere riportato Ulisse a Itaca, la nave dei Feaci viene colpita dal dio e pietrificata al ritorno. La punizione mostra che l’ira di Poseidone non riguarda soltanto Ulisse come individuo, ma si estende a chi rende possibile il suo rientro.
Perché Atena non ferma subito Poseidone?
Atena protegge Ulisse, ma non può semplicemente cancellare ogni conseguenza delle azioni dell’eroe. All’inizio del poema Poseidone è assente dall’assemblea degli dei e questa circostanza consente ad Atena di spingere nuovamente la vicenda verso il ritorno. Zeus autorizza Hermes a comunicare a Calipso che Ulisse deve partire.
Il rapporto tra gli dei non funziona quindi come una guerra in cui una divinità può annullare automaticamente l’altra. La storia avanza attraverso equilibri, decisioni e limiti. Una guida specifica su Atena nell’Odissea permette di capire meglio perché la dea aiuti sia Ulisse sia Telemaco senza risolvere personalmente ogni problema.
Ulisse viene punito perché ha accecato Polifemo?
Sì, ma il punto decisivo è anche il modo in cui rivendica l’impresa. Ulisse aveva già ottenuto la fuga. Rivelando il proprio nome, consente a Polifemo di identificarlo e di indirizzare la preghiera a Poseidone. Il gesto mette in evidenza il limite della stessa qualità che spesso salva l’eroe: l’intelligenza può trasformarsi in orgoglio.
Il poema costruisce così un paradosso. L’inganno “Nessuno” è un capolavoro di mètis; la successiva dichiarazione del vero nome ne riduce il vantaggio. Ulisse vuole che la propria fama sopravviva all’avventura, ma proprio quella fama rende possibile la maledizione.

Poseidone può impedire definitivamente il ritorno?
No. L’Odissea parte dal presupposto che il ritorno di Ulisse sia destinato a compiersi. Poseidone può ritardarlo, imporre sofferenze e distruggere mezzi di viaggio, ma non cancellare la destinazione finale stabilita nell’ordine complessivo del poema.
È una distinzione importante: il dio non è un antagonista che può “vincere” eliminando la conclusione della storia. Il suo potere determina invece il prezzo del ritorno. Ulisse arriva a Itaca senza i compagni, dopo anni di deviazioni e naufragi, molto diverso dall’uomo che aveva lasciato Troia.
Come si placa l’ira di Poseidone?
La riconciliazione non viene raccontata direttamente nella conclusione dell’Odissea. Nel libro XI Tiresia annuncia a Ulisse che, dopo avere sistemato la situazione a Itaca, dovrà compiere un ulteriore viaggio portando un remo nell’entroterra fino a incontrare persone che non conoscono il mare. Lì dovrà offrire un sacrificio a Poseidone.
Per questo il finale dell’Odissea e la profezia di Tiresia lasciano aperto un compito successivo: il ritorno domestico è concluso, ma la relazione con il dio del mare deve ancora essere pacificata.
Che cosa rappresenta Poseidone nell’Odissea?
Poseidone rappresenta prima di tutto una forza che sfugge al controllo di Ulisse. L’eroe può progettare fughe, travestimenti e menzogne, ma non può ordinare al mare di obbedire. Per questo il dio è un antagonista particolarmente adatto a un poema sul ritorno via mare.
Il conflitto mette inoltre in evidenza un tema centrale: l’astuzia non cancella le conseguenze. Ulisse sopravvive a Polifemo proprio grazie alla propria intelligenza, ma il bisogno di proclamare il nome trasforma quella vittoria in una lunga esposizione alla vendetta.
Dove leggere l’episodio nel testo?
Il punto di partenza è il libro IX dell’Odissea, dove Polifemo viene accecato e invoca Poseidone. Per il quadro generale del poema è utile anche la voce Odissea di Treccani.
Risposta rapida
Poseidone odia Ulisse perché l’eroe ha accecato Polifemo, suo figlio, e ha poi rivelato il proprio nome. Polifemo chiede al padre di rendere difficile il ritorno e il dio scatena tempeste e punizioni che ritardano il viaggio. Poseidone non può però cancellare definitivamente il destino di Ulisse: può soltanto rendere Itaca molto più lontana e costosa da raggiungere.