Elpenore è un giovane compagno di Ulisse che muore sull’isola di Circe cadendo dal tetto dopo essersi addormentato ubriaco. Quando Ulisse scende nel regno dei morti, la sua ombra è una delle prime che incontra. Elpenore gli chiede una cosa precisa: tornare a Eea, bruciare il corpo, seppellirlo con le armi e piantare sul tumulo il remo che aveva usato in vita.
L’episodio collega il Libro X al Libro XI dell’Odissea e mostra che il viaggio non può proseguire ignorando i doveri verso i morti. Per collocarlo nella sequenza generale puoi partire dalla nostra guida al viaggio di Ulisse con tutte le tappe in ordine e dalla panoramica su trama, personaggi e 24 libri dell’Odissea.

Chi è Elpenore nell’Odissea?
Elpenore è uno dei compagni che arrivano con Ulisse sull’isola di Eea. Omero lo presenta come uno dei più giovani del gruppo e non come un guerriero eccezionale. Il personaggio acquista importanza non per un’impresa eroica, ma per la sua morte improvvisa e per il dovere funebre che impone ai vivi.
La sua vicenda arriva dopo il lungo soggiorno presso Circe. L’eroe e i compagni hanno trascorso circa un anno sull’isola e stanno finalmente preparando la partenza. Proprio in quel momento una morte accidentale interrompe la transizione verso la tappa successiva.
Come muore Elpenore?
Elpenore muore cadendo dal tetto della casa di Circe. Dopo aver bevuto, si era addormentato in alto, lontano dagli altri. Al mattino si sveglia all’improvviso per il movimento della partenza, dimentica di usare la scala, precipita e si rompe il collo.
Non viene ucciso da Circe, da un mostro o da una divinità. È una morte casuale e quasi anti-eroica, molto diversa dalle grandi prove del viaggio. Proprio per questo colpisce: nell’Odissea si può morire non soltanto in battaglia o in mare, ma anche per disattenzione e fragilità umana.
Perché Ulisse parte senza seppellirlo?
La partenza verso il regno dei morti avviene subito dopo. Il corpo di Elpenore resta a Eea e i compagni non completano immediatamente i riti funebri. Non è presentato come un gesto deliberato di disprezzo: la spedizione indicata da Circe ha carattere urgente e la morte avviene mentre tutti si stanno mettendo in movimento.
La mancata sepoltura, però, deve essere riparata. È questo il motivo per cui l’ombra di Elpenore diventa così importante quando Ulisse raggiunge l’Ade.
Perché Elpenore è già nell’Ade quando Ulisse arriva?
Quando Ulisse compie il rito per parlare con i morti, Elpenore è una delle prime ombre che gli appare. L’eroe si sorprende perché non sapeva ancora pienamente che cosa fosse accaduto al compagno. Il dialogo permette a Elpenore di raccontare la propria morte e di chiedere i funerali.
La scena precede l’incontro più importante della discesa, quello con Tiresia. Abbiamo dedicato un approfondimento separato a Tiresia e alla profezia sul ritorno di Ulisse, perché i due personaggi rispondono a intenti diversi: Elpenore riguarda memoria e sepoltura; Tiresia il destino del viaggio.

Che cosa chiede Elpenore a Ulisse?
Elpenore chiede a Ulisse di non abbandonare il suo corpo senza riti funebri. Vuole che venga bruciato insieme alle armi, che le ceneri siano raccolte e che venga costruito un tumulo sulla riva del mare.
Aggiunge un dettaglio memorabile: sul tumulo dovrà essere piantato il remo con cui aveva remato quando era vivo. L’oggetto identifica Elpenore come membro dell’equipaggio e trasforma la sua vita di navigatore nel segno visibile della tomba.
Ulisse mantiene la promessa?
Sì. Dopo la discesa nel regno dei morti, Ulisse torna sull’isola di Circe. Una delle prime azioni è proprio il funerale di Elpenore. Il corpo viene bruciato, viene innalzato il tumulo e il remo viene posto sulla sepoltura come richiesto.
Il ritorno da Circe non serve quindi soltanto a ricevere le istruzioni per Sirene, Scilla e Cariddi. Serve anche a chiudere un dovere rimasto sospeso. Nella nostra guida su Circe nell’Odissea trovi il raccordo completo fra Eea, Ade e ripartenza.
Che cosa significa l’episodio di Elpenore?
La funzione più evidente riguarda la memoria dei morti e l’obbligo della sepoltura. Nel mondo epico, lasciare un compagno senza funerali non è un dettaglio secondario. I riti permettono di riconoscere il morto, conservarne il nome e separare correttamente il mondo dei vivi da quello dei defunti.
Elpenore rappresenta anche un contrasto con l’eroismo tradizionale. Non muore in duello e non compie un gesto glorioso. La sua vicenda ricorda che l’equipaggio di Ulisse è formato da uomini vulnerabili, esposti a errori banali oltre che a mostri e tempeste.
In quali libri compare Elpenore?
La morte è raccontata alla fine del Libro X; l’incontro con l’ombra e la richiesta dei funerali sono nel Libro XI; il ritorno a Eea e la sepoltura vengono completati all’inizio del Libro XII. La sua storia attraversa quindi tre libri consecutivi pur occupando uno spazio narrativo relativamente breve.
Dove leggere l’episodio nel testo?
La morte è nel Libro X dell’Odissea su Perseus, mentre il dialogo nell’Ade è nel Libro XI. Per il quadro generale puoi consultare anche la voce Odissea di Treccani.
Il tema del ritorno dall’Ade si collega anche alla nostra guida sul finale dell’Odissea e sulla profezia di Tiresia, che distingue ciò che Omero racconta direttamente dalle tradizioni successive.
Risposta rapida
Elpenore muore cadendo dal tetto della casa di Circe dopo essersi svegliato ancora stordito dal vino. Nell’Ade chiede a Ulisse di tornare a Eea, bruciare il corpo, costruire un tumulo e piantare sulla tomba il suo remo. Ulisse mantiene la promessa dopo il ritorno dal regno dei morti.