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Lettura: Black Phone 2 è tratto da un libro di Joe Hill?
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Libri e Cinema

Black Phone 2 è tratto da un libro di Joe Hill?

Il sequel continua la storia del Rapace senza adattare un secondo racconto: il ruolo dello scrittore e dove leggere l'originale.

Valentina Paradiso 1 ora fa Commenta! 9
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Black Phone 2 è tratto da un libro di Joe Hill? La risposta più precisa è: non da un secondo libro. Il film continua la storia cinematografica iniziata con Black Phone, ma non esiste un secondo romanzo o racconto che ne riproduca la trama. Il legame con Joe Hill rimane comunque fondamentale: il primo capitolo adattava direttamente un suo racconto del 2004, mentre l’idea che ha permesso di riportare il Rapace sullo schermo è partita proprio dallo scrittore.

Contenuti
Black Phone 2 non adatta un secondo raccontoDa quale libro è tratto il primo Black PhoneL’idea di Joe Hill che ha fatto nascere il sequelChe cosa riprende Black Phone 2 dal racconto originaleJoe Hill è molto più del figlio di Stephen KingQuale libro leggere dopo Black Phone 2
Black Phone 2 è tratto da un libro di Joe Hill?

Black Phone 2 non adatta un secondo racconto

A differenza del primo film, Black Phone 2 non porta sullo schermo un testo autonomo intitolato allo stesso modo. Nei crediti ufficiali il sequel viene ancora definito basato sul racconto The Black Phone di Joe Hill, perché utilizza personaggi, premesse e mitologia nati in quelle pagine. Questo non significa però che in libreria esista un volume con la stessa vicenda raccontata nel secondo film.

La distinzione è importante per chi, dopo la visione, cerca il presunto libro di Black Phone 2. Il film è una continuazione originale sviluppata per il cinema. La documentazione ufficiale di Universal Pictures attribuisce la sceneggiatura a Scott Derrickson e C. Robert Cargill, indica Joe Hill come produttore esecutivo e ribadisce che alla base del progetto resta il suo racconto originale.

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Da quale libro è tratto il primo Black Phone

Il primo Black Phone, arrivato nelle sale italiane nel 2022, nasce invece da un adattamento diretto. Il testo di Joe Hill si intitola The Black Phone, in italiano Il telefono nero, e fu pubblicato per la prima volta nel 2004. Successivamente entrò nella raccolta 20th Century Ghosts, uscita inizialmente in Italia con il titolo Ghosts.

In occasione dell’adattamento cinematografico la raccolta è stata riproposta da Sperling & Kupfer con il titolo Black Phone. Non si tratta quindi di un romanzo interamente dedicato a Finney e al suo rapitore, ma di un volume di 400 pagine composto da quindici storie. La scheda italiana del libro di Joe Hill permette di individuare l’edizione corretta e di non confonderla con novelization, sceneggiature o prodotti collegati ai film.

Nel racconto, Finney viene rinchiuso nella cantina di un assassino di ragazzi e scopre che un vecchio telefono scollegato può metterlo in contatto con le vittime precedenti. Il film di Derrickson amplia notevolmente questa premessa, aggiungendo spazio per Gwen, la famiglia Blake, gli altri ragazzi scomparsi e il contesto nel quale agisce il Rapace.

L’idea di Joe Hill che ha fatto nascere il sequel

Dopo il successo del primo film, Scott Derrickson non era inizialmente convinto della necessità di realizzare un seguito. Il problema era evidente: la storia breve aveva già raggiunto una conclusione e il suo antagonista sembrava avere completato il proprio percorso. Joe Hill propose però un’immagine capace di riaprire il racconto: il telefono avrebbe squillato ancora e il Rapace avrebbe chiamato Finney dall’aldilà.

Quella fu l’idea decisiva per il sequel, non una sceneggiatura già scritta o un nuovo libro da adattare. Derrickson e Cargill svilupparono il soggetto, costruirono la nuova ambientazione e firmarono il copione. Hill rimase coinvolto come produttore esecutivo e come autore dei personaggi e del mondo narrativo di partenza.

Il suo contributo spiega perché sia riduttivo sostenere che Black Phone 2 non abbia nulla a che fare con la letteratura. Il film non deriva da un secondo testo pubblicato, ma nasce dall’espansione cinematografica di un’idea e di una mitologia letteraria. È una situazione diversa sia dall’adattamento tradizionale sia da un sequel creato senza la partecipazione dell’autore originale.

Che cosa riprende Black Phone 2 dal racconto originale

Black Phone 2 ritrova Finney e Gwen quattro anni dopo gli eventi del primo capitolo. Finney deve convivere con le conseguenze del rapimento, mentre la sorella comincia a ricevere telefonate e visioni collegate a nuovi ragazzi scomparsi. La ricerca conduce i protagonisti verso un campo isolato e permette al Rapace di tornare come minaccia apertamente soprannaturale.

Dal testo di Hill rimangono il telefono come collegamento tra vivi e morti, l’idea che le vittime possano aiutarsi oltre la morte e il rapporto tra paura e capacità di reagire. Il sequel sviluppa invece elementi quasi assenti nel racconto, come i poteri di Gwen, la storia della famiglia Blake e le conseguenze psicologiche di ciò che Finney ha subito.

Il passaggio dalla pagina allo schermo era già stato molto libero nel primo film, pur conservando il nucleo della storia. Un procedimento simile viene analizzato nel nostro confronto tra Nightbooks e il suo adattamento cinematografico: aumentare personaggi e sottotrame può servire a trasformare un testo breve in una narrazione audiovisiva più ampia.

Joe Hill è molto più del figlio di Stephen King

L’interesse intorno a Black Phone riporta inevitabilmente alla famiglia dell’autore. Joe Hill è lo pseudonimo di Joseph Hillström King, figlio degli scrittori Stephen King e Tabitha King. Scelse di pubblicare senza utilizzare il cognome paterno perché voleva essere valutato per i propri racconti e non per una parentela capace di aprire immediatamente molte porte.

Quando la sua identità divenne pubblica, Hill aveva già ottenuto riconoscimenti e costruito una voce autonoma. Oltre alle raccolte di racconti, ha scritto romanzi come La scatola a forma di cuore, La vendetta del diavolo, NOS4A2 e The Fireman. È inoltre il creatore, insieme al disegnatore Gabriel Rodríguez, della serie a fumetti Locke & Key.

Il confronto con il padre resta naturale, soprattutto per la presenza di bambini in pericolo, oggetti soprannaturali e violenza nascosta nella quotidianità americana. Hill tende però a lavorare con strutture più compatte, immagini molto visive e contaminazioni provenienti dal fumetto. Chi vuole approfondire il contesto familiare può leggere anche il nostro profilo dedicato alla vita e alle opere di Stephen King.

Quale libro leggere dopo Black Phone 2

Chi cerca una versione letteraria identica a Black Phone 2 non la troverà. La lettura da recuperare resta la raccolta Black Phone, che permette di conoscere il testo da cui è nato il primo film e di confrontare la scrittura di Hill con l’espansione realizzata da Derrickson e Cargill. Il racconto è breve, più claustrofobico e quasi interamente concentrato sulla prigionia di Finney.

La raccolta offre inoltre un quadro più ampio dell’autore. Le altre storie non ripetono necessariamente la formula del telefono e del serial killer: comprendono fantasmi, adolescenza, cinema, famiglie problematiche e situazioni nelle quali il soprannaturale si inserisce nella vita ordinaria. È quindi un ingresso più completo nell’immaginario di Joe Hill rispetto alla sola visione dei due film.

  • Il primo Black Phone è tratto dal racconto The Black Phone di Joe Hill.
  • Il racconto si trova nella raccolta italiana Black Phone, precedentemente pubblicata come Ghosts.
  • Black Phone 2 non adatta un secondo romanzo o un secondo racconto.
  • L’idea iniziale del ritorno del Rapace è stata proposta da Joe Hill.
  • La sceneggiatura del sequel è firmata da Scott Derrickson e C. Robert Cargill.

La risposta alla domanda iniziale è dunque meno semplice di un sì o di un no assoluti. Black Phone 2 non è la trasposizione di un nuovo libro, ma continua un universo nato dalla letteratura e sviluppa un’intuizione dello stesso Joe Hill. Per conoscere la storia scritta bisogna tornare al primo telefono nero; per scoprire che cosa accade dopo, invece, il riferimento è esclusivamente il sequel cinematografico.

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