Dal 13 maggio 2026 è in libreria “Charlotte Löwensköld” di Selma Lagerlöf, pubblicato da Iperborea nella collana Gli Iperborei (n. 411) con la traduzione di Andrea Berardini. Il volume conta 386 pagine e ha un prezzo di copertina di 19,50 euro. Si tratta della prima traduzione italiana di questo romanzo, secondo capitolo della trilogia dei Löwensköld, che torna così completa nella nostra lingua dopo la ristampa de “L’anello rubato” avvenuta nel 2024.

La saga dei Löwensköld: dalla maledizione gotica alla fiaba d’amore
Chi ha letto “L’anello rubato” conosce già la famiglia Löwensköld e la maledizione che si porta dietro: un anello trafugato dalla tomba del generale Forte Bengt, una catena di sventure, e l’amore come unica forza capace di spezzare il legame con il male. “Charlotte Löwensköld”, pubblicato in origine nel 1927, sposta il centro narrativo su un nuovo dramma, questa volta sentimentale. Un affascinante pastore di nome Karl-Artur scaglia a terra l’anello di fidanzamento in un momento d’ira, rompendo cinque anni di promesse con Charlotte Löwensköld. Non lo fa per brama di potere o per mancanza di sentimento: al contrario, vuole seguire fedelmente l’insegnamento evangelico, rinunciare alle ricchezze della famiglia e alla carriera, e camminare sulle orme di Cristo. Un gesto di fede che si trasforma in un atto di devastazione per chi lo subisce, aprendo una storia di gelosie, incomprensioni e intrecci amorosi che Lagerlöf trasforma, con la maestria che la contraddistingue, in una fiaba di redenzione e salvezza.
La trilogia si concluderà con “Anna Svärd” (1928), che rimane ancora inedito in italiano.
Gli anelli come simbolo universale
Il comunicato di Iperborea inquadra il romanzo all’interno di una riflessione più ampia sul simbolismo degli anelli nella cultura occidentale, da Tolkien alla Tetralogia di Wagner: oggetti che nascono come pegno d’amore e fedeltà e possono trasformarsi nel loro contrario, diventando strumenti di dominio e violenza. Lagerlöf attinge a questo immaginario secolare per raccontare qualcosa di profondamente umano: il modo in cui un legame, rotto nel momento sbagliato per la ragione sbagliata, può generare una catena di dolore difficile da interrompere. Come nel primo romanzo, l’unica risposta possibile alla maledizione resta l’amore.
Chi era Selma Lagerlöf
Selma Lagerlöf (1858-1940) è stata la prima donna nella storia a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura, nel 1909, e la prima donna a essere chiamata a far parte dell’Accademia di Svezia. Partita da maestra elementare in una scuola femminile, divenne nel giro di pochi decenni l’autrice svedese più nota e amata nel mondo, traducendosi in decine di lingue. Tra le sue opere più celebri figurano “Il meraviglioso viaggio di Nils Holgersson” e “La saga di Gösta Berling”, che nel 1924 ispirò l’omonimo film di Mauritz Stiller con una delle prime interpretazioni cinematografiche di Greta Garbo. Sul portale è disponibile un approfondimento dedicato alla sua biografia e alla sua opera nella rubrica Autori in tasca.
La trilogia dei Löwensköld appartiene alla fase finale della sua produzione, composta tra il 1925 e il 1928, e rappresenta uno degli esempi più compiuti della sua capacità di intrecciare leggende nordiche, dramma sentimentale e riflessione morale. Con “Charlotte Löwensköld” Iperborea completa un tassello importante del catalogo Lagerlöf in italiano, offrendo ai lettori la possibilità di seguire la saga per intero per la prima volta nella nostra lingua.