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Volere è potere: La sfida di Cristina Toffolo De Piante

“Pochi libri per pochi, il motto della nuova casa editrice  De Piante

Cristina Toffolo De Piante è un’imprenditrice di ferro, determinata, senza troppi sorrisi e pochi abbracci, da giovanissima eredita un’officina meccanica che costruisce macchinari da stampa e, pur non avendo specifiche competenze, decide di condurla tra i grandi dell’imprenditoria del settore. In 20 anni, con impegno e sguardo al futuro, l’azienda si colloca tra le 5 più grandi del settore ma lei, che di sfide se ne intende, si guarda intorno e decide di investire il suo tempo e il denaro in un progetto alquanto ambizioso.

La sfida questa volta è rivolta all’editoria, un settore notoriamente in crisi, ma questo non spaventa ne blocca l’imprenditrice nel portare avanti il progetto ambizioso di fondare una nuova casa editrice, totalmente diversa dal panorama editoriale,

La crisi, afferma l’editrice in una recente intervista, a differenza di quanto insegnano gli economisti e i tecnici, si batte con il lusso non con la “spending review”( e la nostra sarà una casa editrice sontuosa). E’ insistere anche in campo culturale, sul marchio “fatto in Italia” può essere che una scommessa vincente.”

Il progetto nasce dalla collaborazione con il giornalista (caposervizio della redazione cultura e spettacolo del Giornale) Luigi Mascheroni e la direzione artistica di Angelo Crespi e le idee sono, sin da subito, chiare ma soprattutto vincenti,

“Abbiamo voluto creare una casa editrice con l’obiettivo di pubblicare quei libri che a noi piacciono e che non si riescono a trovare in libreria”, spiega il giornalista, “è difficile trovare un libro bello che unisca un testo interessante all’oggetto libro fatto bene.” 

“Pochi libri per pochi” diventa quindi il motto della nuova casa editrice De Piante che “vuole essere per pochi, senza essere elitaria, ambiziosa senza essere arrogante, elegante senza essere vistosa, lontana dal mercato editoriale fatto per lo più di fastbook, facilmente dimenticabili,” questi gli aggettivi usati dalla editrice per descrivere la peculiarità del progetto, nato per creare libri da custodire come opere d’arte, un lavoro di ricerca degli inediti dei grandi della letteratura, da offrire come esclusivo e fuori dal mercato, un vero e proprio oggetto del desiderio, da esibire come unico, come un libro gioiello che, con il tempo, diventa sempre più prezioso.

Definita dai più “antimoderna,” la formula, dopo appena due anni, ha permesso comunque, di raggiungere risultati culturalmente molto positivi, offrendosi sia ad una tipologia di lettore particolare, appassionato o collezionista, dall’altra, alle aziende interessate a prodotti preziosi da omaggiare ai clienti a prezzi contenuti

Il catalogo è già impreziosito di nomi illustri come Eugenio Montale, Piero Chiara, Oriana Fallaci, Sebastiano Vassalli, fino ad arrivare a Leonardo Sciascia e Gianni Brera.  Ogni inedito o testo, infatti, prima di essere pubblicato, viene accuratamente personalizzato nella selezione della carta e nella scelta artistica della copertina e gli esempi spiegano bene il valore dell impegno profuso.  A partire dal primo volume già in vendita, cioè il libro “Non posseggo nemmeno una Divina Commedia” raccolta stampata di 500 copie di tre lettere inedite di Eugenio Montale, scritte negli anni 50 o anche le lettere di Oriana Fallacci del periodo in cuiscriveva “Un uomo”.

“Dire che vogliamo far libri per pochi non è snobismo, ma voglia di divertirci con una qualità tutta italiana” spiegano i fondatori della nuova casa editrice, e di certo, la loro sfida  l’hanno già vinta.

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