Caro iCrewer oggi conosciamo meglio Manuela Chiarottino, che ha lasciato il suo lavoro nel campo dell’informatica per dedicarsi totalmente alle sue passioni: il disegno e la scrittura.

Il suo primo libro è Arriveranno le farfalle e la copertina è una sua creazione.

Dopo aver letto il romanzo La bambina che annusava i libri andiamo a scoprire qualcosa in più su questa poliedrica autrice.

Ciao Manuela grazie per aver accettato di dedicarci un po’ del tuo tempo raccontandoci di te.

Se dovessi descriverti con pochi aggettivi quali useresti?

Sorridente, ansiosa (lo so, lo so, sembra un controsenso), innamorata.

Quando scrivi da cosa trai ispirazione? 

Da qualsiasi cosa. Una canzone, un ricordo, una conversazione rubata in giro, un sogno.

Come lettrice quali generi prediligi? Hai un autore/autrice a cui ti ispiri?

Leggo quasi tutto, tranne forse l’horror o il puro poliziesco. Anni fa leggevo molto fantasy, poi mi sono dedicata al romance e oggi sto scoprendo i thriller. Come autrici amo Isabel Allende, Joanne Harris , e adoro Sophie Kinsella per quanto riguarda il genere chick-lit. in cui mi sono anche cimentata.

Se dovessi fare una classifica a quali tra i tuoi romanzi/racconti sei più legata e perché?

“Ancora prima di incontrarti” è il primo romanzo pubblicato con Rizzoli ed essere stata scelta da una casa editrice di rilievo allora mi ha dato molta fiducia, anche perché la storia fu ben accolta dalle lettrici, ma c’è anche un altro motivo: il prologo del romanzo è un mio ricordo d’infanzia, la bambina che si nasconde dietro la bambola sono io, ma nella realtà non c’era la nonna ma mia madre. Come secondo nominerei “Due passi avanti un passo indietro”, la mia prima storia lgbt. Non avevo idea se sarei mai riuscita a pubblicarlo, temevo di non aver avuto la giusta sensibilità, invece mi ha regalato belle soddisfazioni. E poi naturalmente c’è l’ultimo nato, “La bambina che annusava i libri”, un romanzo su cui ho lavorato molto e di cui sono davvero felice.

In La bambina che annusava i libri parli di legami familiari e dell’importanza del passato, com’è nata l’idea di questo romanzo?

Volevo scrivere una storia che avesse proprio i libri come protagonisti e che parlasse della passione che li circonda. Volevo parlare di come il passato, i ricordi, siano importanti per costruire il nostro presente e per sapere chi siamo davvero.

Nel romanzo parli anche di libri antichi, ex-libris e fore-edge, è una tua passione?

Cercavo qualcosa di particolare legato al mondo dei libri. Avevo già sentito parlare di ex libris e fore edge ma in modo superficiale, così ho deciso di documentarmi in ogni modo. In rete, chiedendo a un’associazione di collezionisti, visitando una mostra e ho trovato tutto davvero interessante. Alcuni ex libris sono delle vere piccole opere d’arte.

Ho adorato il personaggio di Stella. Quanto c’è di te in lei?

Come Stella ho sempre amato leggere fin da bambina. Mia madre per un periodo lavorò in una biblioteca e a volte mi portava con sé, forse l’idea di questo romanzo arriva proprio da quei pomeriggi circondata da centinaia di libri. Come lei poi ero piuttosto chiusa e timida, ma entrambe siamo maturate, io e Stella, e abbiamo acquisito una nostra consapevolezza.

Sei soddisfatta del tuo lavoro? Hai un sogno nel cassetto?

Quest’anno ho avuto delle belle soddisfazioni, come la vincita del Premio Verbania for Women e di un premio per la letteratura per l’infanzia. Sono felice del percorso del mio ultimo romanzo e da poco è uscito anche uno young adult, una storia d’amore rivolta ai più giovani ma che può far sognare tutti, dal titolo “Incompatibili”. Scrivere è la mia passione e tutto questo, per una sempre autocritica come me, regala un’iniezione di fiducia. Il sogno nel cassetto è migliorare nella scrittura e arrivare al cuore di sempre più lettori.

Hai in programma un nuovo libro o lo stai già scrivendo?

Una storia è in giro in cerca di casa, chissà. È in editing un romanzo di narrativa che tratterrà un argomento difficile, ma spero possa regalare emozioni a chi vorrà scoprirlo. Dovrebbe uscire all’inizio del nuovo anno. E poi sto scrivendo una nuova storia, direi diversa dalle altre e che si prospetta un duro lavoro, ma ci credo molto e spero possa vedere la luce nel modo giusto.

Ancora grazie a Manuela per essere stata con noi.

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