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Settima Onda di Silvia Petronici. Storia di un progetto relazionale tra arte e libertà

Un libro, un appartamento, un luogo esperenziale dove le arti si incontrano

Settima onda Silvia petronici

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A breve in pubblicazione

  • Segnalazione: L'amore è... uno sguardo, un volto, un sorriso sarà pubblicato alle 10:00 del 20.09
  • Cover reveal: Shiva occhi belli di Monique Vane sarà pubblicato alle 12:00 del 20.09

“Settima onda. Un appartamento, gli artisti e un quartiere. Storia di un progetto relazionale” è una mappa per orientarsi nel ricco arcipelago di relazioni e interessi per il contemporaneo, le pratiche comunitarie e il valore sociale dell’arte che creano l’ambiente umano e di ricerca nel quale vive e si evolve il progetto di Aurora Di Mauro, museologa non convenzionale che abita a Padova, in un quartiere dallo storico nome longobardo Guizza che è ancora alla ricerca di una sua identità culturale. “Settima Onda” non è solo un appartamento privato, ma è un luogo dove è possibile indagare il presente e la libertà, aprire nuovi spazi di relazione, esplorare la nozione di casa, riconnettere lo spazio domestico al condominio, al quartiere, alla città. Ispirandosi alla settima onda, quella che ridà la libertà all’evaso Papillon che fugge dall’Isola del Diavolo dove era confinato, l’appartamento “Settima Onda” contiene e rappresenta quello slancio libertario intriso di vocazione indomita alla fuga e, così, mette insieme coraggio, fiducia e follia in un approccio genuino al cambiamento.
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“Settima onda. Un appartamento, gli artisti e un quartiere. Storia di un progetto relazionale” è una mappa per orientarsi nel ricco arcipelago di relazioni e interessi per il contemporaneo, le pratiche comunitarie e il valore sociale dell’arte che creano l’ambiente umano e di ricerca nel quale vive e si evolve il progetto di Aurora Di Mauro, museologa non convenzionale che abita a Padova, in un quartiere dallo storico nome longobardo Guizza che è ancora alla ricerca di una sua identità culturale. “Settima Onda” non è solo un appartamento privato, ma è un luogo dove è possibile indagare il presente e la libertà, aprire nuovi spazi di relazione, esplorare la nozione di casa, riconnettere lo spazio domestico al condominio, al quartiere, alla città. Ispirandosi alla settima onda, quella che ridà la libertà all’evaso Papillon che fugge dall’Isola del Diavolo dove era confinato, l’appartamento “Settima Onda” contiene e rappresenta quello slancio libertario intriso di vocazione indomita alla fuga e, così, mette insieme coraggio, fiducia e follia in un approccio genuino al cambiamento.
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Caro iCrewer oggi ti parlerò di Settima Onda. Un appartamento, gli artisti e un quartiere. Storia di un progetto relazionale di Silvia Petronici. 

Il Rio edizioni porta in libreria a maggio un breve racconto sul progetto Settima Onda, che nasce dal dialogo tra la storica dell’arte Aurora Di Mauro e Silvia Petronici, filosofa, curatore e studiosa di pratiche di partecipazione socially engaged.

Cuore della storia e uno dei valori cardine dell’arte è proprio la relazione, come spiega Aurora Di Mauro nel testo:

La relazione è un motore di cui si è persa consapevolezza e che invece potrebbe muovere una crescita culturale più democratica e dinamica, un’economia solidale orientata al benessere intellettuale e spirituale.

Da dove viene il nome Settima onda

Per spiegare con completezza quest’opera è necesario fare qualche passo indietro, partendo dal perchè del nome Settima Onda.

Tutto parte da Papillon la storia vera di di Henri Charrière, raccontata nell’omonimo romanzo autobiografico dello stesso Charrière, pubblicato a fine anni Sessanta e diventato anche un film.

Il protagonista con una farfalla tatuata sul petto, viene condannato ai lavori forzati per un omicidio che non ha commesso. Charrière viene imprigionato sull’Isola del Diavolo, oasi naturale e luogo di detenzione francese dalla quale il venticinquenne Papillon, tenta di fuggire diverse volte.

Le onde arrivano in serie di sette. La settima onda è grossa abbastanza da riuscire a portarci fuori vincendo la forza delle altre.

La settima onda è quella ribelle, quella in grado di riportarti rovinosamente a riva o favorire la fuga e la libertà.

Il progetto Settima Onda

Sulla base del concetto di onda ribelle in grado di cambiare tutto, la museologa Aurora Di Mauro ha ideato un progetto e avviato una profonda ristrutturazione di un immobile sito in un anonimo condominio dall’architettura anni settanta nel quartiere Guizza.

Settima Onda è il nome del suo appartamento privato, all’ultimo piano di un palazzo in una via periferica a sud di Padova, aperto al pubblico nel 2012.

settima onda padovaLa casa è caratterizzata dalla presenza di opere site-specific, installazioni d’arte sia strutturali che decorative, che conferiscono all’ambiente un’atmosfera molto particolare e, nello stesso tempo, contribuiscono alla sua vivibilità.

Le opere attualmente presenti sono il pavimento in ceramica firmato da Pino Castagna, la porta con l’onda fluo in marmorino veneziano di Valerio Bevilacqua, la finestra in plexiglass Aurora nel tempo di Francesco Candeloro, il neon Lite Plot di Arthur Duff, la decorazione in zucchero di Marco Chiurato,  l’onda sonora in nylon cromato di Michelangelo Penso e le due sculture ceramiche di Paolo Demo.

Ciò che caratterizza questo immobile va oltre il concetto di un museo al di fuori del museo, si tratta di uno spazio esperenziale e soprattutto relazionale all’interno del quale l’arte crea arte, attraverso l’aggregazione e l’interazione.

Dalla sua apertura, questa casa ha ospitato gratuitamente esposizioni, rassegne teatrali ed incontri culturali come degustazioni, conversazioni, presentazioni di libri, incontri di fotografia analogica, progetti relazionali sul cibo. Incontri che hanno dato vita anche a nuove idee e nuove pubblicazioni.

Un luogo che non viene semplicemente visitato ma vissuto, una casa dove l’arte si vive e si fa.

Pensare alla propria casa come la Settima Onda tanto attesa dal galeotto Papillon permette di intendere l’appartamento come uno spazio libero in cui le relazioni sono libere di fluttuare e  le “regole”che imprigionano alla quotidianità restano fuori dalla porta.

Silvia Petronici

Silvia Petronici Settima ondaDottoressa in Filosofia e curatore indipendente di arte contemporanea, ha dedicato la sua intera attività alla ricerca sulle pratiche artistiche site and audience specific, l’arte pubblica e le pratiche di partecipazione socially engaged.

Ha curato mostre e progetti culturali presso enti pubblici, musei. Ha svolto attività didattica e formativa con artisti e curatori all’interno di seminari, conferenze e percorsi residenziali di sperimentazione e studio della pratica e dei linguaggi artistici contemporanei in un’ottica situata e comunitaria.

Ha pubblicato A piedi nudi ballano i santi. La relazione artista-curatore nelle pratiche artistiche site specific, un saggio sulla sua personale esperienza come curatore indipendente e Arte pubblica e progetti socialmente impegnati, un manuale teorico-pratico che disciplina un approccio specifico alla pratica artistica e curatoriale.

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