Viaggio di sola andata Book Cover Viaggio di sola andata
Libro ebook
Stefano Venditti
Storia militare
Pubme
gennaio 2019
Cartaceo/Ebook
70

"La storia del soldato Giovanni Picciano mi è capitata tra le mani grazie a uno strano destino. Destino che mi ha rimesso in contatto con un'amica di Busso, Nicole Fratangelo, che non vedevo e non sentivo da diverso tempo. In una delle e-mail della nostra 'chiacchierata' virtuale, Nicole mi ha raccontato che una sua amica, Carmela Picciano, era alla ricerca di un giornalista che potesse aiutarla a tenere alta l'attenzione nei confronti dei soldati dispersi nella campagna di Russia durante la seconda guerra mondiale. Nello specifico, la signora Carmela era alla ricerca di un cronista che potesse, attraverso la scrittura, portare all'attenzione del popolo molisano, e non solo, il suo appello: trovare il maggior numero possibile di informazioni su suo zio, Giovanni Picciano, disperso nelle vicinanze del fiume Don." Con questo breve saggio, il giornalista Stefano Venditti ha voluto dar voce a un interrogativo che ancora oggi assilla moltissime famiglie che non hanno avuto più notizie dei loro cari partiti per la Seconda guerra mondiale e risultati oramai dispersi. Attraverso la storia di Giovanni Picciano, l'autore affronta un tema di cui spesso si parla poco.

Nell’inchiesta di Stefano Venditti, l’intenso ricordo di Giovanni Picciano, disperso sul Don.

La storia di Giovanni Picciano è una delle tante storie dimenticate dalla memoria di chi la guerra non l’ha vissuta e fa male pensare a quanto i proverbi siano portatori di verità, “occhio non vede, cuore non duole”, ma non è stato così per altri. Le guerre in genere lasciano dietro loro i dolori più grandi ma non poter piangere sulla tomba del proprio marito o del proprio figlio, perchè all’oscuro di ciò che può essere accaduto, allora sì, questo lacera l’anima.

La famiglia di Giovanni Picciano è una di queste. Il tenente Giovanni, partito per servire ancora una volta la patria, non fa più ritorno alla sua casa, alla sua sposa, alla sua famiglia, è rimasto, non si sa dove, sepolto probabilmente sotto cumuli di neve lambita e sciolta dalle acque del Don, in Russia, durante la seconda guerra mondiale. Una inutile guerra l’ha trascinato via dagli affetti con la sola certezza che, da disperso, nessuno lo avrebbe più cercato, quanto meno per restituire di lui, l’idea del suo passaggio e degli ultimi istanti di vita.

viaggio di sola andata
Stefano Venditti

Molte le famiglie che distrutte dal dolore si sono messe l’anima in pace, rivolgendo ai loro dispersi, i loro pensieri e le loro preghiere ma la famiglia di Giovanni non si è mai fermata all’immaginazione, ha continuato a lottare per capire, scrollando le coscienze di chi non si è più preoccupato di cercare, di mettere una dignitosa fine alla vita di chi, con amore aveva servito la patria. Da soli, purtroppo, non si va da nessuna parte, lo si sa molto bene, la burocrazia e, forse, la vergogna per non aver fatto di più, ha creato ostacoli alla ricerca, ma il documento inchiesta di Stefano Venditti, in qualche modo rappresenta il loro modo di alzare la voce per non dimenticare Giovanni e tutti gli altri, di cui, come lui, non si è saputo più nulla.

Nel labirinto di una ricerca difficile, l’aiuto del giornalista molisano, incuriosito dalla insolita richiesta della famiglia, in nome della pronipote Irene Picciano, anche a distanza di 76 anni e privata ormai di alcuni componenti della famiglia stessa, ha certamente aggiunto un tassello importante per individuare il passaggio e gli ultimi momenti di vita del soldato italiano. Più che raccontare solo i fatti, quello del giornalista è  il preciso intento di farsi portavoce di una famiglia che non ha mai voluto dimenticare. Viaggio di sola andata è un vero e proprio documento di ricerca storica del passaggio del soldato Picciano dalla partenza fino all’ultimo giorno di presenza al campo militare e dal quale poi si sono perse le tracce. Un’inchiesta breve ma scritta con novizia di particolari e correlata da foto che danno l’idea della situazione bellica dell’epoca. Un saggio da usare come cassa di risonanza per tutte le famiglie dei dispersi sepolti con le loro speranze sotto il fiume dell’indifferenza

 

VOTO FINALE
Viaggio di sola andata
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Donatella De Filippo
Salentina doc, del glorioso 57, molto socievole, mamma di Giorgia e Benedetta, amo lo sport. Il mio sogno? Diventare una giornalista sportiva. Studi classici, insegnante di Educazione Fisica nei licei, ho scritto di sport e cultura in radio e TV locali. La mia eredità più grande? La libreria di mio padre e l'amore per i libri. Mi piace leggere, adoro scrivere, comunicare, trasmettere emozioni, aiutare gli altri a capire che la vita, nonostante le sue difficoltà, è meravigliosa ed è bello raccontarla!

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