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Recensione: Prima di morire di Alberto Beruffi

Un grande Thriller ambientato nel mondo del teatro

Prima di morire
Prima di morire

Prima di morire è una lettura che consiglio. Un romanzo, o meglio un Thriller, davvero ricco. Di colpi di scena, di cultura e di storie legate ai personaggi che fanno molto emozionare. Perché oltre alla capacità narrativa e alla bella intuizione della costruzione della trama, l’autore riesce bene anche nel difficile compito di smuovere qualcosa nell’anima del lettore attraverso le vite dei personaggi da lui costruiti. Una vicenda che tiene incollati alle pagine dall’inizio alla fine.

Prima di morire è stata una gran bella lettura. Piacevole, avvincente, giusta e anche istruttiva. Certo, caro iCrewer, ti dico subito quello che è il mio pensiero su questo libro, senza tenerti sulle spine, perché tanta è la voglia di fartelo sapere senza troppi giri di parole: è un Thriller godibilissimo.

Piacevole perché si legge con gusto, la narrazione è scorrevole e non si perde in giochi giochini e giochetti letterari che appesantiscono il testo. Avvincente perché la trama costruisce una matassa difficile da districare che tiene incollati alle pagine fino alla fine. Giusto per i temi trattati e per come vengono evidenziati, istruttivo perché per me, che davvero conosco molto poco di opere teatrali, è stato come seguire una lezione di storia del teatro. 

E allora dopo aver già espresso nei primi paragrafi di questo articolo tutte le mie valutazioni cos’altro ci sarà mai da dire su questo romanzo?

PRIMA DI MORIRE: UN GRAN BEL THRILLER

Beh intanto che Prima di morire è uscito alla fine del mese di agosto per Newton Compton Editori, ed è stato scritto da Alberto Beruffi, autore nato nella provincia di Mantova, appassionato di informatica, giochi di ruolo e musica. Musica che nel romanzo c’è e si sente, altro motivo per cui ho davvero apprezzato questa lettura.

Prima di morire

E poi, come ben sai, affezionato lettore, essendo noi appassionati di libri e di lettura per definizione e ragion d’essere di questo blog, c’è molto da parlare dell’esperienza personale legata al nostro coinvolgimento e al nostro entrare nella storia.

Perché è questo che mi piace fare, ogni volta che racconto la mia esperienza di lettura, figlia del piacere di leggere e non certo di una posizione adeguata per giudicare, vista la mancanza di credenziali per farlo. Leggo, mi appassiono e condivido. 

E allora ecco che Prima di morire diventa anche il mezzo per tornare a respirare i luoghi mantovani a me tanto cari; città quella di Piazza Sordello e di Palazzo Te in cui ho vissuto per dieci mesi, quelli del servizio civile, che mi hanno permesso di riempirmi della sua bellezza, della sua immensa cultura e della semplicità dei suoi abitanti. Mantova nel romanzo è il luogo base da cui partono le indagini dell’ispettore Marco Pioggia, uno dei protagonisti.

Vicende che poi si sviluppano tra Bologna, Verona, Venezia e il Lago di Garda, facendo anche alcune veloci incursioni nel sud Italia. Il lettore, catapultato in questo puzzle geografico, si trova di fronte a tre omicidi che fin dal primo momento appaiono legati tra loro: vuoi per la teatralizzazione del reato e vuoi per gli oggetti trovati sul luogo dell’omicidio. Non voglio fare spoiler pertanto non darò nessun dettaglio.

Omicidi che richiamano fortemente al mondo di William Shakespeare, più in generale al mondo del teatro classico: la tragedia e la commedia sono l’anima del romanzo. 

shakespeare romeo e giulietta

Come detto, non sono molto preparato in questo campo. Certo Romeo e Giulietta è stata una mia lettura adolescenziale, ma mai ho approfondito quest’opera, ne tantomeno, la produzione intera del drammaturgo inglese. Beruffi è bravissimo nel creare una trama che calza a pennello tra le varie opere shakespeariane, facendola sembrare cucita su misura sulle citazioni e le molte nozioni culturali presenti nel testo. Prima di morire è stato per me, quindi, anche l’occasione per apprendere informazioni che hanno arricchito senza dubbio il mio sapere.

Come era successo per l’ultimo Thriller che avevo letto, anche in questo romanzo il passato è una bestia che continua a ruggire pericolosamente nel presente. Quasi tutti i personaggi devono fare i conti con alcuni scheletri nell’armadio e per la soluzione del caso, come spesso avviene, l’ispettore trova l’illuminazione guardando indietro nel tempo.

Del resto cosa può legare una donna uccisa sotto il balcone di Giulietta a Verona e un uomo avvelenato in un museo se non un passato condiviso?

Prima di morire è un viaggio. Un itinerario che il lettore percorre al fianco dell’ispettore Pioggia e della sua collaboratrice Greta Vivaldi tra rappresentazioni teatrali, vecchi demoni che non smettono mai di farsi sentire e una brutta storia di violenze e di abusi. Tappe ben cadenzate e ben distribuite nel filone narrativo del romanzo. Il lettore salta dall’indagine che avviene nel tempo presente ai fatti accaduti molti anni prima senza che la storia subisca scossoni, anzi, questo gioco di narrazione alternata aiuta il romanzo a tenere alta la tensione fino all’epilogo.

Ci sono poi molti riferimenti che sposano il mio gusto personale: a partire dalla musica che svolge un ruolo importante nel rendere credibile e realistica la natura dei fatti narrati. Si va dai Depeche Mode fino ad arrivare a Vasco Rossi con la sua incredibile Sally che fa da sottofondo a uno dei dialoghi più belli di tutto il romanzo. C’è poi spazio anche per un ruolo non secondario per il capolavoro letterario di Tolkien: Il signore degli anelli, romanzo per il quale Beruffi ha una predilezione particolare, almeno così si legge sulla sua scheda pubblicata nel sito di Newton Compton.

CONCLUSIONE

In conclusione, caro iCrewer, visto anche il momento particolare che stiamo vivendo e che ci costringe più del dovuto a stare in casa, Prima di morire è una lettura che consiglio. Un romanzo, o meglio un Thriller, davvero ricco. Di colpi di scena, di cultura e di storie legate ai personaggi che fanno molto emozionare. Perché oltre alla capacità narrativa e alla bella intuizione della costruzione della trama, l’autore riesce bene anche nel difficile compito di smuovere qualcosa nell’anima del lettore attraverso le vite dei personaggi da lui costruiti.

Un romanzo che come avrai capito mi è decisamente piaciuto. 

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