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Recensione: Mai più così vicini di Marilena Barbagallo

Passione travolgente? In un crescendo di situazioni crude e vere ricco di momenti che spezzano il fiato.

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Premesso che Mai più così vicini è il primo libro che leggo di Marilena Barbagallo devo darle atto che ha fegato!

E la frase che segue la dice lunga su ciò che potresti trovare:

Mia cara, trova quello che ami e lascia che ti uccida.

Lascia che ti prosciughi.

Lascia che si aggrappi alla tua schiena e che ti pesi trascinandoti nell’insignificanza.

Lascia che ti uccida e che divori i tuoi resti.

Molte cose ti potrebbero uccidere, alcune lentamente altre velocemente,

ma è molto meglio essere uccisi da un amore.

Charles Bukowski

Con Mai più così vicini l’autrice si è avventurata in una storia che non è un romanzo rosa, direi piuttosto un insieme di più generi che va dal dark allo young per poi sfociare nel mafia romance.

Lei è Siria, non una principessa e neanche un’attrice, ed ha sempre disprezzato il mestiere di famiglia, ancor di più ora che “è costretta a doverlo fare”! Sua madre si è sempre prostituita, ed ora pretende che anche la figlia debba proseguire tale attività.

Lui è Ermes, e fa parte di una famiglia che ha sempre operato nel campo della ruberia, del furto, e a differenza di Siria, lui è ben felice di seguire le orme di famiglia. Restare nell’ombra è la sua arte, non ha mai fallito un’operazione, e si muove molto bene negli ambienti della mafia, il suo nome è  Delirio!

Sono solo due ragazzini quando si incontrano la prima volta ed Ermes è l’unico a capire come ci si sente in determinate situazioni; è l’unico amico della giovane, il suo confidente, la sua spalla. Sognano un futuro insieme, lui le ha promesso che la “strapperà” da quel posto, che la sposerà; ma la vita ha in serbo altro per loro.

Eppure la scrittrice in questa strana narrazione cerca  di offrire loro un’altra opportunità! Saranno in grado di apprezzarla? Oppure l’amarezza di un passato incompiuto che riapre vecchie ferite, creandone di nuove e segnando i loro corpi, si tradurrà nell’arrendersi all’ineluttabile?

È così che funziona la vita. Ogni attimo si ferma e diventa memoria. Una valigia di noi. L’unica cosa che ci sarà per sempre nella mia vita…”

Non amo particolarmente questo genere letterario, però mi piacciono le situazioni complicate e sebbene alcune scene siano particolarmente cruente, si capisce che quanto scritto è frutto anche di doviziosa ricerca sugli effetti e le concause scatenanti.

In questo romanzo trovi un po’ di tutto: passione, amore, rimorso, sensi di colpa; ogni fine sembra scontata, banale, forse non adatta ai nostri protagonisti. Però il finale c’è, inaspettato, fuori dagli schemi.

È un romanzo decisamente forte, proverai sulla tua pelle lo stato d’animo di Siria, resterai con il fiato sospeso quando si incontreranno lei e Delirio, quando… quando… quando… tanti, troppi!

Finché non leggerai questo libro e non arriverai alla fine non potrai capire cosa ti riserverà questa storia, non prenderlo alla leggera, né pensa di uscirne illeso. Potrai trovarlo oscuro, maligno, ingiusto, scorretto, ma sono elementi tipici in Sicilia, tra la storica Agrigento e la magica isola di Pantelleria dove si collocano gli eventi dei nostri protagonisti.

 

In conclusione su

È uno di quei libri che non rileggerò tanto facilmente, troppe emozioni contrastanti, dove c’è bisogno di accettare le peripezie del destino, accogliere l’amarezza della vita. Io non sono pronta! Però ribadisco la capacità dell’autrice per la ricerca certosina e curata nelle descrizione degli eventi. Per questo il mio voto è 4

 

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È uno di quei libri che non rileggerò tanto facilmente, troppe emozioni contrastanti, dove c’è bisogno di accettare le peripezie del destino, accogliere l’amarezza della vita. Io non sono pronta! Però ribadisco la capacità dell’autrice per la ricerca certosina e curata nelle descrizione degli eventi. Per questo il mio voto è 4

 

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