L'Italia non è più italiana Book Cover L'Italia non è più italiana
Mario Giordano
Attualità
Mondadori
29 gennaio 2019
ebook e cartaceo
184

Ogni 48 ore un'azienda italiana cade in mani straniere. Alcuni casi finiscono sui giornali e fanno discutere, ma la maggior parte scivola via nel silenzio. Così, nel silenzio, non abbiamo soltanto perso tutto il made in Italy, i grandi marchi della moda, le aziende alimentari, i settori strategici (dalla chimica alla siderurgia), i servizi e le banche: abbiamo perso il meglio delle nostre piccole aziende, quei gioielli di creatività spesso nati nei sottoscala di provincia e diventati leader mondiali nel loro settore. Erano i nostri veri tesori. Ora non sono più nostri. I nuovi proprietari stranieri non sono quasi mai dei padroni, piuttosto dei predoni. Il risultato? L'Italia non è più italiana. È ciò che Mario Giordano ci svela nel suo libro-inchiesta: ha girato la Penisola strada per strada, ha visitato borghi e paesi, è entrato nelle fabbriche. E ha scoperto che i predoni stranieri non hanno conquistato solo la nostra economia: hanno conquistato l'intero nostro Paese. Dal castello piemontese del 1200 comprato dalla setta americana della felicità al palazzo della Zecca gestito dai cinesi, dall'isola di Venezia in mano ai turchi ai vigneti della Toscana acquistati dalla multinazionale belga delle piattaforme petrolifere, passando per supermercati, botteghe storiche, alberghi di lusso, case, piazze, ospedali: l'Italia non è più italiana. Persino la mafia vincente, ormai, è straniera. Da Cosa Nostra a Cosa Loro: le cosche nigeriane si sono estese da Torino alla Sicilia. E, intanto, si afferma la Cupola cinese. Ormai non siamo nemmeno più padrini a casa nostra. Dilaga la cucina etnica, ma ci sono 250 cibi italiani a rischio. Dilagano i termini inglesi, ma la nostra lingua rischia di scomparire. Persino gli insetti alieni minacciano il nostro Paese, come denuncia un rapporto allarmato dell'Ispra. E, soprattutto, si stanno estinguendo gli italiani: sempre meno nascite, sempre più fughe all'estero. Una ogni 5 minuti. Secondo l'opinione corrente l'apertura internazionale e gli scambi sono un bene a prescindere. Ma è sempre vero? Le decisioni strategiche sul nostro futuro, oggi, vengono prese in asettici uffici del North Carolina o di Shanghai, da persone che non hanno mai visto un'officina, che non hanno alcuna relazione con la nostra terra e la nostra storia. E questo è un pericolo per il nostro Paese, come hanno denunciato anche i servizi segreti, nella loro relazione al Parlamento italiano. Un grido di dolore rimasto, incredibilmente, inascoltato.

Caro lettore, sono triste. Ho terminato di leggere “L’Italia non è più italiana” di Mario Giordano e sono triste. Purtroppo ho 41 anni, molti monumenti e luoghi storici dell’Italia non ho fatto in tempo a visitarli e non lo farò mai più, perché ora sono stati comperati dagli stranieri che ne vietano l’accesso o perché utilizzati per conferenze o perché sono alberghi di lusso… super lusso!!! Sono dispiaciuta, perché da italiana amo mangiare secondo la nostra tradizione e, invece, molte fabbriche i cui prodotti occupano la mia dispensa, ora non saranno più preparati nella stessa maniera. Molte di queste società che producevano alimenti sono state comperate dagli stranieri. In molti casi i nuovi proprietari restano in Italia uno o due anni e poi portano la fabbrica all’estero perché costa meno, licenziando personale e producendo prodotti italiani senza usare le nostre materie prime. Ammetto che non amo leggere di politica, attualità ed altre cose complicate. Ma nella stessa maniera ammetto di aver amato questo libro, perché Mario con la sua semplicità descrittiva, con la sua ilarità ed il suo sarcasmo è riuscito a coinvolgermi in questa lettura. Ritengo che questo libro sia adatto a tutti perché spesso non ci presentano tutte le facce di uno stesso dado, ma soprattutto lo dovrebbero leggere i ragazzi giovani delle scuole superiori, perché è il luogo e l’età dove si formano i pensieri ed i ragionamenti delle persone che formeranno l’Italia nel futuro.

Personalmente metterò questo libro nel ripiano dei rileggibili, perché fra una decina di anni potrò fare il confronto sulla strada intrapresa dall’Italia.

Alice sono anch’io tra quei giovani che resteranno in Italia, ho paura di alcuni cambiamenti a cui andremo incontro, ma per fortuna ci sono giornalisti come il tuo papà che ci consentono di avere una mente aperta ed un cervello sveglio che ci permetteranno di continuare ad essere con orgoglio ITALIANI, con la nostra cultura e le nostre tradizioni da tramandare ai figli!!!

Leggete… con la lettura volerete! Buona lettura!

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