Michele Mari è il vincitore del Premio Strega 2026 con I convitati di pietra (Einaudi). Nato a Milano il 26 dicembre 1955, è uno degli scrittori italiani più originali e difficilmente classificabili della sua generazione: colto fino all’ossessione, capace di passare dalla narrativa al saggio alla poesia, con una predilezione dichiarata per i margini della cultura ufficiale, dai fumetti al rock, dalla letteratura fantastica agli autori meno frequentati del canone.
Le origini: figlio di Enzo Mari
Michele Mari è figlio di due figure importanti della cultura italiana del Novecento: il padre Enzo Mari (1932-2020) è stato uno dei designer italiani più celebri e influenti, teorico del design come pratica politica e autore di giochi per bambini diventati oggetti di culto. La madre Iela Mari (pseudonimo di Gabriela Ferrario, 1931-2014) è stata illustratrice e scrittrice, nota soprattutto per i suoi albi senza parole per l’infanzia. Crescere in una famiglia di questo calibro ha lasciato tracce evidenti nella formazione di Mari: l’attenzione alla forma, la serietà nei confronti dell’artigianato creativo e una certa distanza dai compromessi del gusto corrente sono tratti che si ritrovano in tutta la sua opera letteraria.
La carriera accademica
Mari si è laureato in Lettere all’Università Statale di Milano, dove ha poi insegnato Letteratura italiana per molti anni, fino all’anno accademico 2019-2020. La sua formazione filologica e la frequentazione quotidiana dei classici della letteratura italiana hanno plasmato in modo riconoscibile il suo stile: una prosa densa, strutturata, che non teme la citazione e non semplifica mai il pensiero per renderlo più accessibile. È il tipo di scrittore che legge i testi originali nelle lingue originali e che considera la superficialità culturale una forma di mancanza di rispetto verso il lettore.
Le passioni: fumetti, rock e letteratura fantastica
Una delle caratteristiche più curiose e affascinanti di Mari è la coesistenza, nella sua cultura e nella sua scrittura, di registri altissimi e registri che la tradizione accademica considera bassi. Ha dichiarato di essersi salvato da ragazzino grazie ai fumetti, e questa non è una boutade: i fumetti, il rock, la fantascienza, il gotico, la letteratura popolare ottocentesca sono presenze costanti nella sua opera tanto quanto Leopardi, Gadda o Manzoni. È uno scrittore che ha letto tutto e che non fa gerarchie tra le letture: un albo di Magnus e un romanzo di Stevenson possono comparire nella stessa pagina con la stessa dignità.
I libri principali
L’opera di Mari è vasta e difficile da ridurre a un filo narrativo unico. Tra i titoli più rappresentativi pubblicati con Einaudi:
- Tu, sanguinosa infanzia (1997): raccolta di racconti d’esordio ambientati in un’infanzia oscura e perturbante, considerata ancora oggi uno dei suoi lavori più riusciti.
- Io venia pien d’angoscia a rimirarti (1998): romanzo in forma di monologo, con la voce di un personaggio ossessionato da un’immagine femminile.
- Rosso Floyd (Einaudi, 2010): memoir-romanzo sul rapporto con la musica rock e in particolare con i Pink Floyd, considerato uno dei libri più originali e personali della sua produzione.
- Cento poesie d’amore a Ladyhawke (Einaudi, 2007): raccolta di poesie d’amore ispirate al film fantasy degli anni Ottanta.
- Leggenda privata (Einaudi, 2017 e 2021): romanzo autobiografico sull’infanzia e sulla formazione, con una forte componente fantastica.
- Locus desperatus (Einaudi, 2024): raccolta di saggi e prose su letteratura, musica e cultura.
- I convitati di pietra (Einaudi, 2025): il romanzo vincitore del Premio Strega 2026.
Il rapporto con il Premio Strega
La vittoria del Premio Strega 2026 non è il primo riconoscimento importante nella carriera di Mari, ma è senz’altro il più visibile. Nella stessa edizione ha vinto anche il Premio Strega Giovani, assegnato da una giuria di studenti delle scuole superiori: un doppio riconoscimento che segnala la capacità del romanzo di parlare a pubblici molto diversi, nonostante uno stile tutt’altro che facile. La serata finale in Piazza del Campidoglio, durante la diretta su Rai 3, Mari ha commentato la vittoria con la sobria ironia che lo caratterizza. Per leggere la trama e i temi del romanzo vincitore, consulta il nostro articolo su I convitati di pietra: di cosa parla il romanzo, e per tutte le news sul Premio Strega la nostra sezione eventi e premi.