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Novità in libreria: L’Ultimo Prussiano di Luigino Vador

L'Ultimo Prussiano, Il lungo esodo di una famiglia prussianain viaggio dall’Europa al Friuli.

luigino vador

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L’ULTIMO PRUSSIANO è un romanzo edito da Elison Publishing, la casa editrice con la quale abbiamo da poco il piacere di collaborare. Le note inviatemi sono molto particolareggiate e danno già l’esatta sensazione che il romanzo sia interessante e ricco di quella storicità capace di coinvolgere in modo totale il lettore.
L'Ultimo Prussiano Luigino Vador scrittore
Andiamo con ordine. Intanto ti presento il suo autore.
Si chiama Luigino Vador è nato nel gennaio ’48 a Varmo in provincia di Udine. Attualmente risiede con la moglie Nicoletta a San Quirino (PN) e al suo attivo ha già pubblicato 31 romanzi e 55 racconti.
Ha ricevuto numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero. Tra questi mi sembra doveroso citare il riconoscimento ottenuto nel 2008 dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per Opzione Italiani! un testo dedicato all’Esodo istriano-Giuliano e Dalmata.
Con l’opera Senza Ritorno” ha invece ricevuto nel 2017 un encomio personale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Alcuni dei suoi romanzi sono scritti a quattro mani con la moglie, tra questi Goodbye New York pubblicato con Temperino Rosso nel 2017, La lepre e il coniglio edito quest’anno da Pegasus Edition. 
Non solo, è anche autore di sculture di varie dimensioni delle quali molte premiate nelle mostre di scultura a Milano, Roma, Firenze e Piacenza.

L’ULTIMO PRUSSIANO, Il viaggio di una famiglia alla ricerca delle proprie origini

l'ultimo prussianoAmmetto di essere stata colpita dalla presentazione de L’ultimo prussiano. La storia è incentrata sul viaggio affrontato da una famiglia prussiana che in seguito ai risvolti politici nei Balcani, decide di trasferirsi in un piccolo paesino del Friuli. In questo caso, al di là della storia in sé, è un viaggio attraverso la storia stessa che avvolge e coinvolge gli stessi protagonisti. Sono gli eventi storici ad allontanarli dalle proprie radici scoprendo poi quanto la nuova terra sia importante per tornare alle proprie origini.
È un divenire continuo, di scoperte personali, della terra e della famiglia che li ospiterà, dei rapporti e delle relazioni che con essa nasceranno, dei risvolti storici di cui saranno comunque protagonisti. Un lungo concatenarsi di esperienze liberatorie ma soprattutto formative per capire che, l’inizio di un viaggio è solo il preludio di un lungo viaggio di ritorno alle origini.
Dalla prefazione…
Viene infatti rappresentato circa un secolo di vita che, in quanto vissuto come declinazione del presente o come racconto dei propri padri, di solito non è percepito come una parte della grande storia. Da questo album di famiglia, invece, escono fotogrammi che immortalano un percorso compiuto dai suoi componenti ma che mostra a tutti che la storia privata attraversa ed è attraversata dalla storia universale.
Il dissolvimento degli imperi europei, le guerre mondiali, i cambiamenti di costume e sociali, la trasformazione delle campagne con l’avvento della meccanizzazione, lo smembramento della famiglia patriarcale, la diffusione del benessere, la scolarizzazione si intrecciano con le semplici vicende private.

L’ULTIMO PRUSSIANO, il viaggio verso la nuova terra.

La famiglia di Luigi scese in Friuli alla fine del 18° secolo. Proveniva dalla città di Tàbor in Prussia. Trovò sostentamento lavorando per i conti di Tàbor.
Lo zio Gigi, primogenito e maggiore di quattro fratelli tra cui Angelo, il padre di Luigi, fin da adolescente fu designato a sostituire il padre nel ruolo di capo famiglia. Dal momento in cui Gigi assunse quel ruolo, guidò la famiglia in modo quasi militare per tenere in pugno tutti i componenti, ma la rigida conduzione, la fece fiorire.

La contessa Astrid di Tàbor che, in alcuni periodi dell’anno viveva nel palazzo situato nel medesimo paese, gli diede in mano la sua grande e stimata latteria. Lui stesso andava a palazzo per rendere conto, a lei e al conte suo figlio, del suo operato.
Quando nacque Luigi, il capofamiglia aveva cinquant’anni. Gigi non aveva avuto figli e quel nipote diventò per lui, il depositario della storia della famiglia. Luigi, assimilava i racconti dello zio.

Negli anni ’60 la famiglia fu travolta e spezzata dai cambiamenti della società. La famiglia che unita era una potenza, sciolta rese tutti soli e in difficoltà.
Restava in sospeso tra lo zio Gigi e il nipote Luigi, il viaggio che l’anziano aveva promesso di fare con lui: tornare alle origini.

Sarà il destino a svelare il segreto di una verità nascosta per quasi un secolo.
Quando per i due tutto sarà pronto per partire, un incidente porterà lo zio Gigi in fin di vita. Durante il percorso verso l’ospedale l’uomo, prima di morire, carpisce al nipote la promessa che farà ugualmente quel viaggio e gli rivelerà la sua vera identità. Gigi era il figlio di Francesco, stalliere della contessa Astrid e fratello del nonno Luigi. La contessa Astrid era sua madre.

“Una volta compreso che la nostra famiglia e i nostri antenati ci parlano, dicendo in tal modo qualcosa di noi, dobbiamo solo decidere se far finta di nulla oppure ascoltarli. Possiamo prendere, selezionare e usare quelle parole e cogliere così l’opportunità di fare delle nostre vite qualcosa di più di quello che sarebbero se restassero sorde a tutte quelle voci. Infine, un colpo di scena riporta la sensazione provata all’inizio del libro, l’impressione di aver ascoltato una favola che lascia sereni svelando il senso circolare delle nostre esistenze.” Conclude la prefazione.

L’ultimo prussiano ti coinvolge per la capacità di catapultare il lettore nella storia e nella vita dei protagonisti. In fondo è il viaggio che ognuno di noi percorre per conquistare una vera identità. La valenza di questa opera è confermata per aver già raccolto quest’anno i consensi al Premio nazionale letteratura Italiana contemporanea giunta al VIII edizione.

Un motivo in più per dedicargli la giusta attenzione.

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Sei interessato a romanzi di questo tipo? Al di la delle competenze personali, il romanzo di Vador è molto interessante . Oltre ad essere un romanzo intenso per le la storia che coinvolge i protagonisti da una sguardo ampio alle vicende storiche. Vale la pena leggerlo!
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