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Opera lirica, lifestyle

Lifestyle: l’Opera lirica e il suo enorme successo di pubblico

Approfondiamo un'arte che ha reso celebre l'Italia nel mondo e che ultimamente torna a riempire i teatri: l'Opera lirica!

Buon sabato, iCrewer! Oggi, per la nostra rubrica Lifestyle ho pensato di parlarti del successo di una delle arti italiane per eccellenza: l’Opera lirica.

In questi mesi estivi, infatti, i teatri all’aperto e gli anfiteatri di tutta la penisola si sono riempiti – e si stanno riempiendo – di spettatori pronti ad assistere alla rappresentazione dei grandi spettacoli dell’Opera. Proprio oggi mi è capitato di leggere che, al Circo Massimo di Roma, ogni data ha registrato il tutto esaurito e sono stati venduti all’incirca 31 mila biglietti venduti, il 37 per cento in più rispetto all’anno scorso.

Ci si può aspettare un successo simile (ovviamente proporzionato alle dimensioni) anche per gli spettacoli d’Opera che andranno in scena all’Arena di Verona. Dopotutto, come resistere alla tentazione di vivere una serata magica in un contesto storico come quello dei teatri romani?

Due parole sull’Opera lirica (ma proprio due, eh)

Opera lirica, Arena di verona
Spettacolo d’Opera all’Arena di Verona

Facciamo un attimo un passo indietro e diamo qualche nozione generale su questo genere (informazioni che servono prima di tutto a me, visto che sono neofita dell’argomento), che dal Sedicesimo secolo è arrivato fino ai giorni nostri. Per opera lirica, o melodramma, s’intende quel particolare tipo di rappresentazione teatrale in cui si abbinano azione scenica, musica e canto.

Visto che è stata creata in Italia, non solo la maggior parte delle composizioni sono in italiano, ma la denominazione stessa è rimasta nella nostra lingua, sebbene molti altri Paesi abbiano una propria, fiorente, tradizione operistica.

Il testo letterario, appositamente composto, che viene messo in scena è costituito da parti recitate – che si possono trovare riportate nel libretto – e parti cantate, sia di gruppo, sia assoli. Il tutto accompagnato dalle note dell’orchestra sinfonica, a cui vanno ad aggiungersi splendide scenografie e bellissimi costumi.

I temi dell’Opera lirica si sono modificati nel tempo: da rappresentazioni di brani dei poemi omerici o dell’Orlando furioso, si è pian piano passati a opere che portavano sul palco la realtà quotidiana. Certo è che a tutti noi sono familiari titoli come La traviata, Le nozze di Figaro e Turandot, tanto per citarne alcuni.

Consigli di lettura per gli appassionati dell’Opera e per coloro che stanno iniziando a interessarsi

Iniziamo i consigni di lettura con un saggio che narra la storia di questo genere artistico e culturale: Storia dell’Opera lirica. Un immenso orizzonte. Dalle origini ai giorni nostri di Roberta Pedrotti, pubblicato da Odoya.

Roberta Pedrotti, Storia dell'opera lirica. Un immenso orizzonte. Dalle origini ai giorni nostriRoberta Pedrotti ci guida alla scoperta del mondo del melodramma, della sua storia e dei suoi protagonisti, ma anche dei suoi codici, dei suoi segreti, delle sue tradizioni e dei suoi nuovi orizzonti nel mondo contemporaneo.

Pagina dopo pagina prendiamo parte a un viaggio affascinante nelle vicende che hanno caratterizzato la nascita di un’arte capace di rinnovarsi e rimanere viva e attuale dal Seicento fino ai giorni nostri, sempre protesa, come una musa bifronte, fra passato e futuro. È il racconto di artisti come Monteverdi, Vivaldi, Händel, Mozart, Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi, Puccini, Wagner, Strauss e Britten, ma è anche una storia di politica, società, arti e tecnologie.

Lo sguardo panoramico e accurato dell’autrice, infatti, si arricchisce di approfondimenti, schede e spunti di riflessione che rendono il volume anche un manuale di consultazione, una guida per il mondo dell’opera e dei melomani. Un libro pensato per tutti, per essere semplice ma non superficiale, per accompagnare anche il lettore meno esperto e offrirgli mappa e bussola così da potersi orientare in un universo straordinario, tutto da scoprire.

Prefazione di Azio Corghi. Premessa di Francesco Lanzillotta.

Interessante può essere anche l’auotbiografia di Riccardo Mutti, Prima la musica, poi le parole, edita da BUR Biblioteca Universitaria Rizzoli.

“Arrivai da solo, scesi dal treno e pensai immediatamente al colbacco di Totò e De Filippo nel film ‘Totò, Peppino e la malafemmina’; ci mancava l’orso bianco, tant’era diverso il mondo da quello di Napoli!”

Così Riccardo Muti ricorda il suo arrivo a Milano nel novembre 1961, spinto dal maestro Jacopo Napoli a seguire la sua vocazione per la musica, che lo accompagnerà per oltre cinquant’anni e farà di lui uno dei più acclamati direttori d’orchestra del mondo. Ripercorrendo la propria vita tra conservatori e teatri, sale prove e dietro le quinte, Muti si racconta con ironia e sincerità, rievocando non solo episodi inediti con alcuni dei più famosi musicisti del nostro tempo, ma anche le predilezioni e i dilemmi che hanno punteggiato la sua carriera, in una totale consacrazione alla musica.

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