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L'isola degli internati

L’Isola degli internati di Dina Ravaglia, la recensione

Sono stato quello che ho voluto e non tutti ne sono capaci. Io lo sono stato. Ero solo un ragazzo, però nessuno è riuscito a farmi fare quello che non volevo.

Caro iCrewer, oggi vorrei presentarti l’ultimo libro che ho finito di leggere. Una lettura sofferta e per nulla semplice, ho pensato a come scrivere questa recensione per alcuni giorni ed ora eccomi qui a condividere con te quanto provato.

L’Isola degli internati di Dina Ravaglia

Ambientato nel primissimo dopoguerra, è la storia di anime straziate che cercano di ritrovare se stesse dopo gli orrori della Seconda Guerra Mondiale. I protagonisti principali, come i secondari, vengono svelati poco a poco, ad ogni pagina il lettore scopre una piccola parte di loro e del perché si ritrovano così sperduti e angosciati.

Sembrano personaggi che non hanno alcun legame tra loro, ognuno con la sua storia e le sue paure. Il romanzo viene raccontato dal loro punto di vista, il che permette di scoprire anche i retroscena, quello che hanno vissuto durante la guerra e i loro pensieri più profondi. Mi è inoltre piaciuto che per uno di essi l’autrice Dina Ravaglia abbia scelto una voce narrante molto particolare.

Auschwitz Campo di sterminioIl primo protagonista che s’incontra nella lettura è Fosco, segnato nel corpo e nell’anima, sono settimane che cammina verso casa. Ha vissuto gli orrori di Auschwitz che lo hanno reso una persona molto diversa da quella che era prima della guerra. Dopo il rientro a casa si renderà conto di come le cose sono cambiate e che quella che chiamava casa ora è un luogo sconosciuto.

Il secondo personaggio che si incontra è Aida, dalla pelle diafana è una ragazza che cerca di nascondere le sofferenze che le hanno lasciato cicatrici profonde nel corpo e nel cuore. In cerca di vendetta è determinata a portare a termine il suo obiettivo.

Il terzo protagonista è Ferruccio, fratello di Fosco, per lui l’autrice ha scelto come narratore un personaggio a lui legato. Ha perso gran parte della sua famiglia durante la guerra. L’unico sentimento che lo manda avanti è il desiderio di vendetta. Ma quando il destino decide per te, tu non puoi che seguirlo.

Un’altra protagonista è Elettra, moglie di Panzer, arrestato per crimini di guerra e che presto verrà rilasciato. Questo evento sconvolgerà Elettra che sperava di non vederlo mai più.

Ed infine c’è Eva, moglie di Fosco. Il suo punto di vista verrà svelato nelle ultime pagine, fino ad allora sarà un personaggio raccontato da Fosco.

Ognuno di loro narra la sua storia che apparentemente sembra scollegata dalle altre, ma ad ogni pagina il puzzle prende forma e tutto inizia ad avere un senso. Ogni tassello va al suo posto. È come quando in una giornata grigia e cupa, il sole scioglie la nebbia e tutto diventa più chiaro.

Ti starai chiedendo cosa rappresenta l’isola in tutto questo. L’isola sarà protagonista centrale del romanzo. Un luogo dove ritrovarsi e cercare se stessi. Un luogo dove ritornare a vivere dopo quanto subito a causa della guerra.

Le mie impressioni su L’Isola degli internati di Dina Ravaglia

Fin dalle prime pagine, senza che l’autrice riveli molti particolari, capisci già da dove viene il protagonista, in poche righe, Dina Ravaglia riesce a farti entrare in connessione con lui, senti quello che sta provando e sei già completamente immerso in questa storia tragica che non parla solo di dolore e vendetta, ma anche di ritorno alla vita, di speranza, d’amore e sentimenti che nascano e si riscoprono nonostante le brutture della guerra.

Per me è stata una lettura emotivamente intensa, perchè ogni pagina era un macigno sul cuore per quello che i protagonisti hanno dovuto sopportare, mi capita di entrare in empatia con i personaggi e stavo veramente male per loro. La scrittura intensa di Dina Ravaglia riesce a immergerti nella storia, svelandola piano piano ma facendoti sentire esattamente le emozioni che i personaggi vivono.

L’Isola degli internati è un romanzo che leggeresti tutto d’un fiato, merita invece una lettura attenta, ogni dettaglio, ogni cosa che possa accadere nel libro ti arriva alla pancia e al cuore come un pugno, lasciandoti un po’ tramortito e c’è bisogno di metabolizzare quanto viene letto.

Un libro che consiglio di leggere sia agli amanti della storia che no: 5 stelle per L’Isola degli internati di Dina Ravaglia, un romanzo intenso dalla prima all’ultima pagina. L’autrice ha una scrittura fluente che riesce a tenerti incollata alle pagine per quanto dolorosa sia la storia da lei raccontata.

Quando mi è capitato di leggere romanzi che parlavano della seconda guerra mondiale e dei campi di sterminio, mi sono sempre chiesta cosa succedeva dopo, quando tutto era finito e chi era rimasto doveva cercare di tornare a vivere. L’Isola degli internati di Dina Ravaglia ha risposto alla mia domanda.

 

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Voto iCrewers

L’Isola degli internati di Dina Ravaglia è un romanzo che colpisce il cuore e la pancia come un pugno e ti lascia tramortito. Ogni pagina va letta con attenzione e metabolizzata. L’autrice è molto brava a trasmettere le emozioni e le paure dei protagonisti, descrivendo realisticamente il periodo del primo dopoguerra.

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