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Gorgò. La regina di Sparta, di Beatrice Giai Gischia: direttamente dal 488 a.C. a noi

Gorgò, regina di Sparta dal 488 a.C. è raccontata da Beatrice Giai Gischia in un romanzo storico dove gli avvenimenti reali e l'invenzione sono miscelati abilmente

Gorgò. La regina di Sparta di Beatrice Giai Gischia, edito da Santelli Editore nel Gennaio 2020, è un romanzo che, raccontando le vicende di un personaggio realmente esistito, miscela la storia antica con la fantasia e regala al lettore uno spaccato storico interessante.

Ritengo che scrivere un romanzo storico presupponga un’approfondita conoscenza ed erudizione dell’epoca storica che si vuole trattare; presuppone inoltre studio di documenti e di fonti; presuppone passione e amore per l’epoca trattata; presuppone abilità e fantasia nel miscelare la realtà storica con gli avvenimenti inventati.

Non deve essere una passeggiata, immagino, scrivere un romanzo storico degno di essere definito davvero storico: ossia basato su fatti realmente documentati e su di essi imbastire una storia di fantasia che sappia fondere ed amalgamare le due componenti in maniera abile, senza scivolate nel banale o nell’assurdo.

Gorgò regina di Sparta

Gorgò. La regina di Sparta di Beatrice Giai Gischia è un romanzo storico. Mi sento di affermarlo oggettivamente e senza dubbio alcuno dal momento che l’esperienza maturata in un sito come iCrewplay, porta ad aumentare competenze e a riconoscere il valore di ciò che si legge, mantenendo sempre la soggettività dei gusti personali. Dopo aver letto le quasi 300 pagine del libro, che raccontano le vicende di una donna e regina realmente esistita, il cui effettivo arco vitale è stato dimostrato da Erodoto in vari documenti storici, posso affermare, come ho scritto sopra, di essermi imbattuta in un vero romanzo storico che ne concretizza perfettamente la definizione.

Del resto, essendo l’autrice Beatrice Giai Gischia laureata in Filologia Greca e docente di Materie Letterarie, conoscerà bene l’epoca storica a cui fa riferimento il suo romanzo e lo dimostra ampiamente. Gorgò. La regina di Sparta è un romanzo che catapulta il lettore in una delle città più rappresentative della Grecia antica: Sparta con le sue usanze, i suoi miti, le regole di vita ferree e disciplinate, le battaglie, la vita dei suoi eroi e quella dei suoi uomini comuni. Un contesto reale dove l’autrice innesta la sua storia.

Gorgò,  regina, donna, figlia, moglie e madre

Gorgò, la figura intorno alla quale ruota tutto il romanzo, figlia di Cleomene I re di Sparta, in seguito moglie del successore di suo padre, Leonida I e madre di un altro re di Sparta, Plistarco, è una delle pochissime figure femminili dell’antichità ad essere  passate alla storia. Di lei sono pochissime le notizie arrivate fino a noi: il romanzo di Beatrice Giai Gischia cerca di sopperire alla mancanza. Laddove la storia non racconta, la scrittrice immagina con dovizia di particolari.

Dai contorni ben delineati ed in perfetta linea con i libri di storia, la Gorgò di Beatrice Giai Gischia è una donna dell’antica Sparta, cresciuta in maniera “spartana”: l’educazione essenziale, rigida, laconica e militarista che gli spartani riservavano ai maschi fin dalla più tenera età,  era estesa anche alle femmine, pur avendo esse un ruolo di secondo piano rispetto al sesso maschile. L’autrice, da brava studiosa, descrive dettagliatamente questo tipo di organizzazione sociale, portando il lettore alla conoscenza di dettagli e particolari interessanti.

La regina Gorgò è delineata nel romanzo come una donna fiera e saggia che dimostra le sue qualità  e si cala nel ruolo che le compete fin da bambina. Beatrice Giai Gischia la presenta al lettore come una donna che fin da piccola conosce e aderisce senza riserve al destino che il fato le ha riservato: una regina che con grande abnegazione si “dona”al suo popolo senza risparmiarsi in niente.

Le nostre leggi provocano sofferenze senza fine e finiranno per distruggerci

Gorgò. La regina di Sparta è anche una donna mentalmente libera, quasi il prototipo della donna futura. Lungimirante, piena di idee innovative e più eque a vantaggio del suo popolo, rispetto al rigido classismo di quel periodo, Gorgò è una donna indomita, poco incline ad abbassare il capo senza discutere, sa come ottenere ciò che vuole usando l’intelligenza e il buon senso: lo fa quando vuole aiutare gli altri, lo fa quando desidera ottenere qualcosa per sé stessa o per il suo popolo.

Una vera eroina dell’antichità, raccontata dall’autrice in maniera realistica, senza edulcoramenti o leziosità. Ed è proprio qui che risiede la bravura di Beatrice Giai Gischia, a mio avviso, nell’essere riuscita a rendere reali e perfettamente calati nel contesto storico dell’antica Grecia, le sue invenzioni.

Altra peculiarità del romanzo è quella di avere qua e là dei concetti-base essenziali e validi per tutte le epoche. Uno fra tutti, per esempio, l’accento dell’autrice posto sull’importanza della cultura e del passato di un popolo che nessuna guerra o distruzione può cancellare; un passato che non si seppellisce con i suoi eroi o i suoi personaggi minori ma ritorna sempre attuale in ogni epoca e adattabile a tutte le condizioni di prevaricazione dell’uomo sull’uomo.

Potranno distruggere le nostre case, abbattere e profanare i nostri templi, toglierci la libertà di pensiero e di parola, ma le nostre opere parleranno ancora di noi: i beni materiali possono essere distrutti, cancellati, sepolti sotto le macerie, ma difficilmente si potrà sopprimere un’idea.

Il romanzo presenta avere un buon stile di scrittura e si legge agevolmente anche se a tratti, in alcuni punti, può apparire didascalico. Probabilmente dipende dal “mestiere” dell’autrice che essendo una studiosa, si dilunga in maniera particolareggiata su informazioni di carattere storico. Quasi una deformazione professionale che risalta nel romanzo o almeno questa è l’impressione che ne ho avuto io. Nel complesso però Gorgò. La regina di Sparta, è un’ottima lettura per gli amanti del genere storico e per chi vuole approfondire la conoscenza di un’epoca che ha posto le basi per il futuro culturale di tanti popoli.

Gorgò la regina di Sparta

L’autrice Beatrice Giai Gischia

Beatrice Giai Gischia è laureata in Filologia Greca presso la Facoltà di Lettere Classiche dell’Università di Padova e insegna Materie Letterarie, Latino, Greco al Liceo Classico E. Montale di San Donà di Piave (VE).
Per anni ha collaborato con testate giornalistiche locali, occupandosi di cronaca e cultura generale.
A Dicembre 2015 ha pubblicato il romanzo breve In mezzo al mare scuro come vino. Storia di una ragazza ateniese del V sec. a. C.
La stesura del romanzo storico Gorgò. La regina di Sparta ha richiesto un lungo e accurato lavoro di ricerca delle fonti storiche e di studio sulla vita e le tradizioni greche, culminando con la pubblicazione con la Santelli Editore.

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Se vuoi approfondire la conoscenza di un mondo antico con le sue regole, le sue leggi e i suoi personaggi. Se la figura di Gorgò, una delle poche regine famose del mondo antico, ti stuzzica la curiosità, ti consiglio la lettura di questo romanzo. Ne conoscerai la vita, il pensiero, l’agire fra realtà e finzione abilmente mischiate.

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