Liberi tutti di Chiara Gamberale arriverà in libreria il 22 settembre 2026 per Feltrinelli. Il nuovo romanzo parte da una prima elementare di Roma e da un evento fuori dall’ordinario che coinvolge cinque famiglie, lasciando inizialmente in sospeso una domanda decisiva: che cosa è successo davvero?
La risposta viene tenuta nascosta nella presentazione editoriale, che costruisce il libro come un racconto familiare attraversato dalla tensione di un thriller. A osservare e raccontare ciò che accade è Titti, la maestra della classe: conosce profondamente i bambini, ma nel corso dell’anno ha imparato a conoscere altrettanto bene i loro genitori, che con lei si sono confrontati e confidati.
Liberi tutti, la trama del nuovo romanzo di Chiara Gamberale
La vicenda si svolge in una scuola di Roma apparentemente simile a tante altre. Nella prima elementare di Titti succede però qualcosa di così grave da coinvolgere direttamente cinque nuclei familiari. La natura dell’evento non viene rivelata in anticipo: il romanzo procede invece attraverso le persone che gravitano intorno alla classe e attraverso le crepe che emergono nelle loro vite.
Tra i protagonisti ci sono Toni e Rachele, genitori di Miryam. Lui, ex musicista, ha lasciato il lavoro per occuparsi maggiormente dei figli e consentire alla compagna di dedicarsi alla propria carriera. Ci sono poi Ludo e Nick, soprannominati Tuttobeeene, una coppia per cui l’immagine pubblica sembra avere un’importanza fondamentale, insieme ai figli Dodò e Benny.
A loro si aggiungono Adele, madre single di Frida e conduttrice di un podcast sulla crisi del maschio eterosessuale; Dando e Viviana, genitori di Achille; Irene e Salvatore, che crescono Teo mentre convivono con un dolore difficile persino da nominare. La descrizione disponibile su IBS presenta così un romanzo corale, in cui lo scandalo diventa il punto di incontro tra fragilità familiari molto diverse.

Cinque famiglie e un mistero raccontato dalla maestra Titti
La scelta di affidare un ruolo centrale a Titti permette di osservare contemporaneamente due mondi. Da una parte ci sono i bambini, con paure, bugie, comportamenti e dinamiche che gli adulti tentano continuamente di interpretare. Dall’altra ci sono proprio gli adulti, che la maestra considera a loro volta una sorta di bambini cresciuti, ancora condizionati da quello che hanno vissuto nell’infanzia.
La tensione nasce anche dalla struttura del mistero. Le informazioni ufficiali non chiariscono chi sia la vittima e chi il responsabile dell’accaduto, né stabiliscono immediatamente se al centro dello scandalo ci sia un genitore, un bambino o un insieme di persone. È una scelta che avvicina il romanzo ai meccanismi del thriller senza trasformarlo necessariamente in un thriller tradizionale.
Feltrinelli presenta infatti Liberi tutti come un romanzo sulle relazioni e sull’infanzia, costruito però attraverso un crescendo di tensione che dovrebbe condurre alle risposte soltanto nelle pagine finali. Il mistero funziona quindi come strumento per mettere sotto pressione i personaggi e far emergere ciò che normalmente rimane nascosto dietro l’immagine di una famiglia.
L’infanzia è il vero centro di Liberi tutti
Il tema che emerge con maggiore forza dalle anticipazioni è quello dell’infanzia. Non soltanto l’infanzia dei bambini che frequentano la classe, ma anche quella degli adulti che continuano a portarne con sé conseguenze, desideri e ferite. Il nuovo romanzo sembra interrogarsi proprio sul momento in cui le esperienze vissute da piccoli iniziano a determinare il modo in cui ci si comporta da grandi.
Da questo punto di vista il titolo Liberi tutti può assumere più di un significato. Rimanda immediatamente al linguaggio dei giochi infantili, ma all’interno di una storia costruita intorno a genitori e figli può evocare anche il desiderio di liberarsi dai ruoli che ciascuno ha finito per assumere: il genitore perfetto, il professionista realizzato, la coppia felice, il bambino buono o quello problematico.
È un terreno coerente con la narrativa di Chiara Gamberale, spesso interessata alle relazioni, alle identità costruite nel rapporto con gli altri e ai tentativi di ripartire da situazioni personali apparentemente bloccate. In questo caso, però, la presenza del mistero promette di dare a questi temi una forma narrativa più tesa e progressiva.
Un ritorno importante per Chiara Gamberale e Feltrinelli
Liberi tutti segna anche un nuovo passaggio nel rapporto tra Chiara Gamberale e Feltrinelli. Nel materiale editoriale diffuso per le novità di settembre 2026, l’autrice ha raccontato di avere iniziato a immaginare questo romanzo nel 2020 e di averne abbandonato più volte la stesura prima di riuscire a trovare la forma definitiva.
Il riferimento dichiarato è soprattutto a Le luci nelle case degli altri, romanzo del 2010 al quale Gamberale associa un momento particolarmente significativo del proprio percorso. Feltrinelli presenta il nuovo lavoro come un libro dal respiro affine a quella esperienza, pur con una struttura e una storia autonome.
Il ritorno dell’autrice nel catalogo Feltrinelli è già visibile tra i libri in arrivo sul sito ufficiale dell’editore. Il romanzo si inserisce inoltre nella collana I Narratori e, secondo i dati editoriali disponibili, conta 192 pagine nell’edizione in brossura.
Quando esce Liberi tutti e cosa sappiamo dell’edizione
Liberi tutti esce il 22 settembre 2026. L’edizione cartacea è pubblicata da Feltrinelli nella collana I Narratori, con EAN 9788807037351. È prevista anche un’edizione digitale. La data indicata inizialmente nel calendario editoriale del 22 settembre trova quindi conferma nelle schede commerciali già disponibili.
- Titolo: Liberi tutti
- Autrice: Chiara Gamberale
- Editore: Feltrinelli
- Collana: I Narratori
- Data di uscita: 22 settembre 2026
- Pagine dell’edizione cartacea: 192
- EAN: 9788807037351
Per chi segue Chiara Gamberale, il nuovo romanzo appare quindi interessante soprattutto per l’incontro tra due componenti: da una parte il racconto delle relazioni e delle fragilità familiari, dall’altra un mistero costruito per essere chiarito soltanto nel finale. Al centro rimane però l’infanzia, osservata non come una fase definitivamente superata, ma come qualcosa che continua a lavorare nelle persone anche molti anni dopo.
La pubblicazione è ancora distante alcune settimane e molti dettagli vengono volutamente preservati, soprattutto per non anticipare la natura dell’evento che sconvolge la classe. È proprio su quella rivelazione, e sulle conseguenze che avrà per le cinque famiglie, che sembra poggiare buona parte della forza narrativa di Liberi tutti.