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Giardinaggio, non solo british

Giardinaggio, non solo british!

Giardinaggio, non solo british!

Giardinaggio, esiste parola più evocativa? Suscita immagini di grandi spazi decorati nello stile rinascimentale, giardini all’italiana con piante decorative e siepi di bosso tagliate geometricamente. E diciamocelo, adesso che è uscito questo briciolo di sole a scaldare l’aria la voglia di riempire balconi e giardini di fiori è proprio tanta.

Giardinaggio, non solo british.

Solo a me la parola giardinaggio fa venire in mente eleganti signore inglesi con deliziosi guantini a proteggere le delicate mani, grandi cappelli provvisti di zanzariere, che innaffiano e potano sterminati roseti? Ebbene, se esiste qualcosa per cui davvero, ma davvero sono del tutto negata nonostante la fascinazione che esercita su di me, questo è il giardinaggio.

Sogno giardini fintamente selvaggi, con piante lussureggianti, salici piangenti che sfiorano terra, vialetti interni lastricati a pietre, roseti come se non ci fosse un domani e pergolati di glicini da non poterci stare sotto per l’intensità del profumo.

giardinaggio non solo british

Purtroppo sono del tutto inetta con forbici e paletta però… mia figlia mi vendica! Lei ha il suo orto: pomodori, cetrioli, melanzane. Un tripudio di piantine in piena produzione che riempiono di orgoglio! E mentre io leggo Come non uccidere le tue piante in edizione Bur, giusto per non buttare soldi nell’acquisto di gerani che seccheranno, la mia piccola giardiniera/botanica/orticultrice si nutre di segreti antichi per la produzione di verdura.

Avere un francobollo di verde, un piccolo polmone privato, sembra diventata una necessità impellente soprattutto dopo questi ultimi mesi in cui l’aria aperta sembrava l’unico rimedio al contagio.

 

Giardinaggio, non solo british!

Si riscopre l’importanza della terra, che se anche è bassa e faticosa, non tradisce, non fa false promesse di ricchezza, dona in base a quanto è curata. Che sia il momento giusto per riscoprire l’importanza dell’agricoltura, dei ritmi imposti dalla natura, del rispetto della stagionalità. Perchè come dicono i DUOVA , se a gennaio mi chiedi i popono (meloni) non si parla certo di KM zero!

 

 

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