…le parole sono fatte di suono e di silenzio…..

Ascoltandole, queste parole mi hanno particolarmente colpita, non solo perchè di una profondità, oserei dire, esagerata, ma per la loro musicalità . Sono tratte dalle  ultime interviste di Gianluigi Cappello, poeta contemporaneo straordinario, scomparso nel 2017 a 50 anni, a cui l’Associazione Sassi Scritti, ha dedicato l’ottava edizione del Festival “l’importanza di essere piccoli” progetto voluto ed ideato, nel 2012, da Daria Baldoccelli e Azzurra D’Agostino e teso a calamitare l’attenzione su ciò che è lontano da noi ma, proprio per questo, più meritevole di significato poichè vissuto e scoperto attraverso una condizione marginale della vita.

Come la vita di Gianluigi Cappello, 30 poesie in 6 anni e un premio Viareggio, ma una vita marginale, vissuta quasi da eremita in una baracca del Friuli terremotato, confinato per anni nel suo letto che, in alcune dichiarazioni, considerava la “sua stanza da letto, da pranzo, il suo salotto e il suo studio,” costretto, tra indicibili sofferenze, su di una sedia a rotelle, per un incidente in moto a 16 anni ma aiutato dagli amici più cari e, “dove ogni tanto veniva a trovarlo un topo o la pioggia a lamentarsi…” scriveva,  “convinto che il poeta fosse come un vasaio, l’ultimo artigiano rimasto.”

La poesia, quindi, come lingua alternativa per contrapporsi alla lingua dei violenti ma soprattutto un’opportunità per comprendere e comprendersi, guardando dai confini ciò che è lontano da noi ma per coglierne il senso più profondo, ciò che ad uno sguardo distratto potrebbe “sembrare piccolo” ma che piccolo non è. Inevitabile riflettere sulle sue parole e su quanto la realtà, ormai colma di stimoli troppo spesso superficiali, ci spinga spesso, ad usare, impropriamente, parole senza un vero senso ma capaci di allontanarci dall’ascolto e dallo sguardo di ciò che è veramente importante, un motivo in più per vivere questo festival a cui va il merito di riprendere il contatto con le cose vere.

Dal 2 al 5 Agosto, a Porretta Terme, infatti, attraverso incontri itineranti, versi letti e note musicali, il festival “scivolerà come il vento” nelle piccole comunità, tra i boschi della Toscana e l’Emilia, propagandosi sempre di più, come un eco, nei borghi dimenticati delle valli, seguendo in lontananza le sensazioni che solo la magia della natura può dare, scoprendo quanto, invece, possano essere vicine a noi, se ascoltate con l’animo giusto. Insolita ma di grande effetto, la tenda ricoperta da un mantello ricamato di stelle, dono dell’artista Lucia Mazzoncino, dove i visitatori si potranno accampare, per ascoltare, nel silenzio della natura, brani di poesia decantate dalla voce stessa del poeta.

Il programma è vasto e, nonostante si svolga in solo tre giorni, è estremamente articolato poichè permette, non solo, di condividere i diversi momenti musicali, sempre alternati a letture di brani poetici e letterari, ma di partecipare, per tutta la durata del festival, a passeggiate, attraversamenti dei fiumi, escursioni con l’aiuto di guide ambientali e momenti rurali a contatto con la cultura dei borghi perchè, come dicono Alessandra e Azzurra“anche questo è poesia.”

Un festival di musica e poesia, dove tutto si compenetra nel”silenzio che rigenera” dice Cappello, tra parole narrate e la musica che lo accoglie, i rumori del bosco e le voci dei borghi abbandonati, dai margini di un fiume e in lontananza, una “piccola figura“…

Nei boschi dove andiamo, si dice con lo sguardo…