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Asintoti ed altre storie in grammi

Davide Rocco Colacrai, Asintoti ed altre storie in grammi

Davide Rocco Colacrai con una raccolta davvero particolare a cominciare dal titolo: Asintoti ed altre storie in grammi

Davide Rocco Colacrai è un Poeta e il maiuscolo non è un caso né un errore di battitura. Una frase e un’affermazione lanciata così a inizio articolo potrà lasciare perplesso l’eventuale lettore che non lo conosce. È pure vero però che chi frequenta questa rubrica di poesia, sa che non mi lascio facilmente andare ad appellativi gratuiti sugli autori che mi trovo a trattare.

Se uso il maiuscolo e il termine Poeta è perché sono fermamente convinta delle mie affermazioni. Almeno per ciò che ho sperimentato e verificato leggendo Asintoti ed altre storie in grammi di Davide Rocco Colacrai, pubblicato da Le mezzelane Casa Editrice nel settembre 2019. Altro non conosco di lui, pur avendo appreso che ha una nutritissima pubblicazione in termini di poesia e non solo.

Il primo impatto è stato il titolo alquanto particolare, Asintoti ed altre storie in grammi: ora se “altre storie in grammi” può essere facile da comprendere in quanto fa pensare a piccole storie, a grammi di vita esternati e rappresentati in versi e parole, asintoti lo è un po’ meno, specie per chi ha poche frequentazioni con la matematica. Perché l’asintoto ha connessioni strettissime con la geometria. E confesso che non lo sapevo. 

L’asintoto è infatti, come riporta la classica definizione, “una retta alla quale una curva che si estende all’infinito, si avvicina indefinitamente senza mai raggiungerla”. Con la scelta del titolo Davide Rocco Colacrai si presenta… E la sua presentazione già anticipa i contenuti intrinseci della sua raccolta. 

L’asintoto-retta che si avvicina alla curva estesa all’infinito senza mai raggiungerla, è un chiaro richiamo all’opera del poeta che vuole sondare la vita e tutto ciò che ad essa concerne (curva estesa all’infinito), ma senza mai raggiungere la meta: la sfiora soltanto perché mai, né al poeta né a nessun altro, è dato di scoprirne i misteri.

Non so se Davide Rocco Colacrai ha scelto il titolo seguendo questo tipo di ragionamento ma come sai e come ripeto spesso, caro lettore, la poesia è multitasking: ognuno si trova a leggere ed interpretare secondo la propria sensibilità. Ed è proprio la sensibilità, così diversa e multi-sfaccettata che fa definire un autore “vero poeta” oppure no. 

Davide Rocco Colacrai

Davide Rocco Colacrai, uno stile particolare

Leggendo la prefazione di Asintoti ed altre storie in grammi, si ha già la sensazione di avere tra le mani una raccolta di poesie non accessibili e non di facile interpretazione.  L’ottimo prefatore, Vincenzo Restivo scrittore e mediatore linguistico, afferma in prima battuta: 

Credo, con tutta franchezza, di essere al cospetto di un lavoro linguistico di spessore davvero importante.  La responsabilità di scriverne qualcosa di meritevole, senza usurpato l’intenzionalità è tanta…

Come non essere d’accordo con quanto dice Restivo? Davide Rocco Colacrai è poeta di spessore, con uno stile personale e un linguaggio non semplice, non di immediata comprensione ma le sue parole come asintoti, sfiorano quella curva che si estende all’infinito senza mai raggiungerlo e regalano al lettore la sensazione di tensione verso l’altro e l’oltre che il poeta sperimenta.

Nei suoi versi è tangibile ed espressamente consapevole l’anelito di sondare, di scoprire, di penetrare l’essenza del mondo attraverso l’osservazione di se stesso e delle umane passioni, attraverso la memoria e il racconto di essa, attraverso un diverso sentire che travalica e supera le apparenze. 

Davide Rocco Colacrai realizza la sua ricerca usando mezzi di interpretazione a cui la sua sensibilità poetica regala un’anima e un razionale ragionamento: così capita che Heles, il gatto, si umanizzi nella poesia La verità vi racconto sulla libertà ( dedicata ad Heles):

Gli umani lasciano orme senza una precisa geometria,/ ogni orma corrisponde almeno a due segreti,/ i segreti a due a due e all’infinito…[…]

[…] e cercano un punto nell’infinito, sopra il fascino liquido del nulla,/ dove non osano le cicogne, per essere inafferrabili come qualcosa che chiamano amore/ e poi dire, con sorpresa, di essere soli. […]

La stessa ricerca, più o meno velata, più o meno traslata si riscontra in altre poesie o brani poetici, in quanto spesso la forma poetica di Davide Rocco Colacrai assomiglia più a prosa che a poesia vera e propria, senza perdere però quel pathos denso di significati ed emozioni, presente in ogni pagina di Asintoti ed altre storie in grammi.

Ogni poesia, ogni brano è un mondo da decifrare, uno spaccato di vita raccontato, interpretato o sognato che l’autore porge al lettore che, a sua volta si trova immerso nel mondo poetico di Davide Rocco Colacrai realizzando, quasi con stupore, uno scambio interpersonale che avviene raramente e solo in presenza di vera poesia.

Ho un cuore di pigna, istruito dal silenzio degli alberi/ quando li tocca il vento,/ voce primordiale di un grembo/ che tramuta le storie in humus,/ la terra in preghiera,/ i fantasmi in pane;/

furono educate, le mani,/ dalla postura dell’amore,/ dalla croce madre delle parole,/ dalla follia dei sogni/ che tormentava l’osso buono del mio Cristo,/ la ferita della mia gente […]

Siamo sacri come il punto interrogativo che feconda,/ Nudo d’ombre il cielo./ Noi quel c’era una volta tatuato al mondo./

Alcune poesie e lo stralcio proposto sopra di Ruah (a Davide Lazzaretti) fra esse, mi hanno particolarmente coinvolta e confesso anche commossa. È difficile che ciò avvenga: da “annosa” lettrice e frequentatrice di versi penso di essere abbastanza smaliziata e abbastanza “fredda, lucida e razionale” nel leggere una raccolta di poesie… Eppure è successo…

I poeti vengono al mondo per capire tutto e per impadronirsi di nulla: questo è il loro dono e la loro maledizione

Davide Rocco Colacrai

Tecnica e ispirazione di Davide Rocco Colacrai

A parte le considerazioni di tipo personale che comunque non sono fuori luogo dal momento che ogni recensione è frutto di un parere soggettivo, Asintoti ed altre storie in grammi, da un punto di vista strettamente tecnico, è una raccolta variegata per tematiche ma non per stile di scrittura. Anche in questo Davide Rocco Colacrai è  Poeta: affronta varie tematiche nella raccolta, ma mantiene un suo stile inconfondibile. 

Sono temi che spaziano dal sociale al quotidiano, dall’intimistico-riflessivo all’amore, dall’onirico-visionario al concreto-realistico, senza tralasciare il trascendente, molto presente in maniera sia velata che palese nei suoi versi. E mi piace definirli versi anche se non hanno una metrica precisa e scarseggiano di figure retoriche. 

Asintoti ed altre storie in grammi: le sezioni 

Divisa in sei sezioni,  Soliloqui, Segreti, Blues, Ricordi/grammi, Contraddizioni, Impressioni, la raccolta di Davide Rocco Colacrai presenta circa 24 componimenti anticipati da versi, compresi quelli di brani musicali, o scritti di autori famosi che hanno ispirato il nostro autore e che, credo, siano rappresentativi del suo pensiero.

Così accanto ai versi di, per citarne uno a caso, Mario Luzi, si trovano quelli di De Andrè, di Guccini e persino i versi di La notte, un brano interpretato da Arisa: Davide Rocco Colacrai non fa distinzione fra i “poeti laureati” e quelli definiti cantanti.

Trovo che ciò sia segno di grande apertura mentale (che non è una frattura del cranio, per citare la nota battuta) in quanto la poesia non ama i distinguo tra chi la scrive soltanto e chi sa anche cantarla: la poesia vive in coloro che, con parole nuove, raccontano l’universale, antico e sempre nuovo. 

Quasi tutte le poesie della raccolta sono corredate di note esplicative e anche questo accorgimento aiuta il lettore a comprendere meglio gli antefatti o ciò che ha ispirato l’autore. Altra particolarità è nell’uso personale della punteggiatura: Davide Rocco Colacrai fa largo uso di virgole, usa poco il punto fermo e spesso non usa il maiuscolo neanche dopo il punto. 

Davide Rocco Colacrai cenni biografici 

Giurista e Criminologo, Davide Rocco Colacrai ha ricevuto oltre seicento riconoscimenti, anche internazionali ed europei. Altre sue pubblicazioni sono: Frammenti di parole (GDS), SoundtrackS (David and Matthaus), Le trentatré versioni di un’ape di mezzanotte(Progetto Cultura) e Infinitesimalità(VJ Edizioni). Nel tempo libero, insegna e studia recitazione, è autore radiofonico, colleziona 45 giri da tutto il mondo, ama leggere, praticare sport all’aria aperta e viaggiare.

 

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Ho cercato di sintetizzare al massimo i concetti nello stilare questa recensione e, per ovvi motivi di spazio, non ho potuto dilungarmi oltre ed aggiungere i brani che avrei voluto porre all’attenzione di chi leggerà.

 

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