Cari iCrewers, oggi vi sveliamo i libri più venduti del 2018

La classifica* dei libri più venduti nel 2018, secondo iBuk, mette in vetta e all’ottavo posto Elena Ferrante con i primi due volumi de L’amica geniale. Da evidenziare al settimo e nono posto Francesca Cavallo e Elena Favilli con due volumi di Storie della buonanotte per bambine ribelli che lo scorso anno occupavano il podio.

Vediamo quindi la classifica nel dettaglio…

 

1 L’amica geniale. Vol. 1 Elena Ferrante E/O
2 Il metodo Catalanotti Andrea Camilleri  Sellerio Editore Palermo
3 Un capitano  Francesco Totti; Paolo Condò Rizzoli
4 La ragazza con la Leica  Helena Janeczek Guanda
5 Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te  Me contro Te Me contro Te Mondadori Electa
6 La scomparsa di Stephanie Mailer Joël Dicker La nave di Teseo
7 Storie della buonanotte per bambine ribelli 2. Ediz. a colori Francesca Cavallo; Elena Favilli Mondadori
8 Storia del nuovo cognome. L’amica geniale. Vol. 2 Elena Ferrante E/O
9 Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie. Ediz. a colori Francesca Cavallo; Elena Favilli Mondadori
10 Wonder R. J. Palacio Giunti editore

 

*Le classifiche dei libri più venduti vengono elaborate dal Servizio Classifiche di Arianna. Il panel di riferimento è di oltre 1600 librerie, aderenti al circuito Arianna, diffuse su tutto il territorio nazionale. La classifica viene pubblicata una settimana dopo la fine del mese di rilevazione.

E ora approfondiamo il podio dell’anno 2018:
  1. L’amica geniale Vol. 1 di Elena Ferrante[amazon_link asins=’8866320323′ template=’ProductCarousel’ store=’game0ec3-21′ marketplace=’IT’ link_id=’992a58e4-11b6-11e9-a622-d3d687b396ca’]

Lila è sparita. Esagerata, come sempre, ha cancellato ogni traccia. Ed Elena, l’amica di tutta la vita, inizia a raccontare la storia del legame viscerale che le ha unite per sei decenni. Tra irrisolta rivalità e profondo affiatamento, la ragazzina geniale e ribelle e l’amica studiosa attraversano gli anni dell’adolescenza, sullo sfondo di un rione della Napoli anni Cinquanta, ritratto nella sua cruda epicità. Prima parte della tetralogia “L’amica geniale”.

2. Il metodo Catalanotti  Andrea Camilleri. [amazon_link asins=’8838937966′ template=’ProductCarousel’ store=’game0ec3-21′ marketplace=’IT’ link_id=’b538cf65-11b6-11e9-b4b8-b1c8dd980680′]

“Il commissario Montalbano crede di muoversi dentro una storia. Si accorge di essere finito in una storia diversa. E si ritrova alla fine in un altro romanzo, ingegnosamente apparentato con le storie dentro le quali si è trovato prima a peregrinare. È un gioco di specchi che si rifrange sulla trama di un giallo, improbabile in apparenza e invece esatto: poco incline ad accomodarsi nella gabbia del genere, dati i diversi e collaborativi gradi di responsabilità, di chi muore e di chi uccide, in una situazione imponderabile e squisitamente ironica. Tutto accade in una Vigàta, che non è risparmiata dai drammi familiari della disoccupazione; e dalle violenze domestiche. La passione civile avvampa di sdegno il commissario, che ricorre a una «farfantaria» per togliere dai guai una giovane coppia di disoccupati colpevoli solo di voler metter su una famiglia. Per quanto impegnato in più fronti, Montalbano tiene tutto sotto controllo. Le indagini lo portano a occuparsi dell’attività esaltante di una compagnia di teatro amatoriale che, fra i componenti del direttorio, annovera Carmelo Catalanotti: figura complessa, e segreta, di artista e di usuraio insieme; e in quanto regista, sperimentatore di un metodo di recitazione traumatico, fondato non sulla mimèsi delle azioni sceniche, ma sull’identificazione delle passioni più oscure degli attori con il similvero della recita. Catalanotti ha una sua cultura teatrale aggiornata sulle avanguardie del Novecento. È convinto del primato del testo. E della necessità di lavorare sull’attore, indotto a confrontarsi con le sue verità più profonde ed estreme. Il romanzo intreccia racconto e passione teatrale. Nel corso delle indagini, Montalbano ha la rivelazione di un amore improvviso, che gli scatena una dolcezza irrequieta di vita: un recupero di giovinezza negli anni tardi. Livia è lontana, assente. Sulla bella malinconia del commissario si chiude questo possente romanzo dedicato alla passione per il teatro (che è quella stessa dell’autore) e alla passione amorosa. Un romanzo, tecnicamente suggestivo, che una relazione dirompente racconta in modo da farle raggiungere il più alto grado di combustione nei versi di una personale antologia di poeti; e, all’interno della sua storia, traspone i racconti dei personaggi in colonne visive messe in moviola perché il commissario possa farle scorrere e rallentare a suo piacimento.” (Salvatore Silvano Nigro)

  1. Un capitano Francesco Totti; Paolo Condò[amazon_link asins=’8817105864′ template=’ProductCarousel’ store=’game0ec3-21′ marketplace=’IT’ link_id=’e547d24c-11b6-11e9-9528-6d4d063a7bc5′]

L’infanzia in via Vetulonia, i primi calci al pallone, la timidezza e la paura del buio, la vita di quartiere in una Roma che forse non esiste più. Gli amici che resteranno gli stessi per tutta la vita. Gli allenamenti a cui la mamma lo accompagnava in 126, asciugandogli i capelli con i bocchettoni in inverno. L’esordio in Serie A a 16 anni in un pomeriggio di marzo del 1993 a Brescia, con i pantaloni della tuta che al momento di entrare in campo si impigliano nei tacchetti; il primo derby, il primo gol, il rischio di essere ceduto alla Sampdoria prima ancora che la sua favola in giallorosso possa cominciare. E poi la gloria: caso più unico che raro di profeta in patria, venticinque anni con la stessa maglia, capitano per sempre, un palmares che annovera un epico Scudetto, due Coppe Italia e due Supercoppe Italiane, oltre ovviamente al Mondiale 2006 conquistato da protagonista con la Nazionale. E ancora il matrimonio da sogno con Ilary Blasi, la vita mondana attraversata sempre con leggerezza, con autoironia, con il sorriso grato di chi ha ricevuto in dono un talento straordinario e la possibilità di divertirsi facendo ciò che più ama: giocare a pallone. Con l’espressione eternamente stupita del ragazzo che una città ha eletto a simbolo e condottiero, oggetto di un amore senza uguali. Fino al giorno del ritiro dal calcio giocato, e di un addio che ha emozionato non solo i tifosi romanisti ma gli sportivi italiani tutti. Perché Totti è la Roma, ma è anche un pezzo della vita di ognuno di noi.

Naturalmente vi chiediamo: quale vi ha colpito di più tra quelli in classifica? 

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