Anna Maria Bonavoglia

Recensione: Il caso del collare dei Savoia di Anna Maria Bonavoglia

Alla ricerca di questo misterioso collare nella Torino sotterranea di fine '800

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Caro iCrewer, ho appena terminato la lettura di un breve racconto giallo di Anna Maria Bonavoglia, Il caso del collare dei Savoia (Buendia Books, Fiaschette, Novembre 2019) ambientato nella Torino di fine ‘800 e riguardante una collana appartenuta ad Amedeo VI di Savoia dietro la quale si cela una storia misteriosa.

Siger, il protagonista, dopo l’incontro con Barle de Foras, si mette alla ricerca di quest’importante gioiello scomparso e attraversa senza timore i tunnel sotterranei della città insieme all’amico fedele Enrico. Un personaggio strano ma con una particolare notorietà e influenza, che accetta questa sfida con la stessa determinazione del famoso investigatore Sherlock Holmes.

Le vicende si svolgono in luoghi malfamati frequentati dai ceti più poveri della società dell’epoca, in cui non mancano delitti, corruzione, prostituzione, droga e furti. A tal proposito si pensa subito che la collana sia stata rubata e si cerca di capire dove possa essere stata nascosta. Dettagliati sono i riferimenti storici e artistici riguardanti, ad esempio, il Duomo e le tre chiese comunicanti che esistevano prima di esso. Gli appassionati della materia gradiranno sicuramente queste parentesi culturali e descrittive.

nebbiaLa location è ricostruita in modo realistico in quanto, come afferma Anna Maria Bonavoglia in un’intervista rilasciata al quotidiano piemontese, il Casarmone è realmente esistito e sorgeva sulla via che lei stessa percorreva ogni mattina per raggiungere il posto di lavoro. E, pur non avendo visto tale edificio con i propri occhi  in quanto abbattuto a inizio ‘900, è riuscita a dipingerlo perfettamente nelle sue pagine grazie alle numerose ricerche e ai suoi studi derivati da un grande amore per la storia e la letteratura.

Le indagini includono anche riferimenti a demoni, maledizioni e altri elementi surreali giungendo pertanto ad una fusione tra mondo reale e soprannaturale. Un giallo piuttosto fantasioso che introduce il lettore in un’atmosfera oscura, in cui tutto inizialmente appare confuso, offuscato, proprio come si presenta la città avvolta dalla nebbia.

Il testo di Anna Maria Bonavoglia  può considerarsi un racconto breve, la scrittura è piuttosto semplice. Si legge in una giornata, magari in un pomeriggio piovoso davanti al camino.

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E tu, cosa ne pensi dei gialli? Hai anche tu uno spirito da Sherlock Holmes? Ami i racconti più realistici o ti affascinano quelli che includono anche qualcosa di mistico?

Ti piacciono i romanzi brevi? Non sono veri e propri racconti per la struttura che hanno

Maria Grazia Cotena
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