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Australian Open 2022

Sport in book Australian Open 2022 come sarà?

Australian Open 2022 riparte il primo torneo Slam del nuovo anno,, ma è tutto in regola?

Australian Open 2022

La scorsa settimana ti ho parlato degli eventi sportivi  che avrebbero inaugurato il nuovo anno e in particolar modo il mese di gennaio. Dopo la Parigi Dakar che, con piacevole sorpresa, ci ha regalato belle soddisfazione con Daniele Petrucci, è sceso in campo il tennis internazionale.

Australian Open 2022 il tennis internazionale al  torneo australiano

Australian Open 2022

L’Italia, volata i primi di gennaio a Melbourne per giocarsi il Torneo delle nazioni, si è dovuta arrendere alla Russia di Medvedev.

Archiviata la sconfitta si è subito trasferita ad Adelaide per prepararsi alle fatiche del primo dei grandi tornei Slam: l’Australian Open!

 

Che il famoso torneo australiano potesse essere penalizzato dalla pandemia era ipotizzabile. Ad una sola settimana dall’inizio del torneo, senza contare i sedicesimi di qualificazione già iniziati, il calendario degli incontri ha visto le assenze di Rublev e Gyorgios, positivi al Covid, Federer e Serena Wuilliams.

Tra le certezze in campo quasi tutto il gotha mondiale, da Rafa Nadal uscito vittorioso dal torneo di Malbourne dopo quasi un anno di sosta per infortunio, a Daniel Medvedev Alexander Zverev, Stefanos Tsitsipas, Casper Ruud, Hubert Hurkacz e chi più ne ha più ne metta!

L’Italia è al completo con Matteo Berrettini, Jannik SinnerFabio Fognini Lorenzo SonegoLorenzo MusettiGianluca MagerStefano TravagliaMarco Cecchinato e Andreas Seppi. E chissà che, tra tanti, non si riesca a fare il colpaccio!

Tutto pronti a partire ? purtroppo no! La notizia sulla possibile espulsione di Novak Djokovic numero uno del mondo nonché vincitore dell’ultima edizione dell’Australian Open, circola ormai da giorni in tutti media e soprattutto sui social.

Australian Open 2022 Djokovic giocherà?

Il serbo è stato bloccato all’aereoporto della capitale australiana per un certificato di esenzione vaccinale non ritenuto valido dal governo.

Ancora oggi, nonostante il tribunale abbia ribaltato la decisione sulla validità del documento, il ministro dell’immigrazione australiana si è preso il tempo per confermare o meno la sua espulsione dal torneo.

Le vicende legate al campione serbo hanno dato il via a tutta una serie di mobilitazioni internazionali quasi si fosse dinanzi ad una vittima sacrificale, una reazione che ha coinvolto le diplomazie dei due paesi e che nulla a che fare con le rigide regole australiane.

Qui non si tratta di respingere un campione quanto di accettare in campo solo chi avesse aderito alla vaccinazione.

Una regola ben precisa secondo me la più giusta, l’unica capace di evitare che ci fossero ulteriori possibilità di contagio.

Tra l’altro c’è da dire che l’Australia è reduce da un lunghissimo periodo di chiusure forzate che vuoi o non vuoi ha irrigidito le pressioni sul rafforzamento delle regole

Alla luce di tutto questo,( è il mio personale pensiero e di questo mi assumo la responsabilità), credo sia legittima che il governo australiano non conceda al serbo di partecipare al torneo.

Campione o meno, le regole, se tali sono, sono uguali per tutti e su questo non si discute!

Al di là delle giustificazioni addotte dagli avvocati coi quali il plurimiliardario Djokovic si è potuto appellare, più che difendere il diritto alla salute è stato leso il concetto fondamentale di’ uguaglianza oltre ad aver esaltato quello della prevaricazione.

Australian Open 2022 Novak Djokovic

Il beneficio del dubbio, sempre che questa sia la situazione, la sollevo sulla inspiegabile forma di egoismo da parte dell’organizzazione del torneo, rea di essersi arrogato il diritto di decidere cosa fosse meglio per il budget del torneo più che la incolumità dei giocatori.

Alla fine dei giochi, il caro mister Djokovic gonfio di orgoglio, sostenuto perfino dagli organi diplomatici del suo Paese, è ritornato ad allenarsi sovvertendo a tutte le regole del buon senso.

 

Come si dice, ai posteri l’ardua sentenza? Vedremo se per una volta lo sport farà valere le sue ragioni e se questo non dovesse accadere, spero che a protestare siano gli stessi giocatori, magari lasciando il numero uno solo con la sua racchetta.

Piuttosto,tu cosa ne pensi?

 

 

 

 

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