Il Premio Katundo 2026 segue una formula piuttosto diversa da quella di molti riconoscimenti letterari italiani: non premia un’opera prima né il miglior romanzo dell’anno in senso generale, ma concentra l’attenzione esclusivamente sulle seconde opere di narrativa italiana.
La seconda edizione è ormai arrivata alla fase finale e tre libri sono rimasti in gara. Prima della proclamazione prevista durante le giornate del 4 e 5 settembre a San Marzano di San Giuseppe, vale quindi la pena capire come funziona il Katundo, chi decide il vincitore e soprattutto perché il secondo libro rappresenta il cuore dell’intero progetto.
Come funziona il Premio Katundo e perché premia le opere seconde
Il Premio Katundo – Opera Seconda nasce con un obiettivo preciso: osservare cosa accade dopo l’esordio. Il primo libro può attirare l’attenzione su una nuova voce, ma è spesso con il secondo che uno scrittore comincia a dimostrare se esistono una ricerca, una poetica e una direzione capaci di svilupparsi nel tempo.
È proprio questo passaggio, generalmente meno valorizzato dai premi letterari, che gli organizzatori intendono mettere al centro. Sul sito ufficiale del Premio Katundo vengono indicati tre elementi fondamentali nella valutazione delle opere: visione, qualità letteraria e cura editoriale.
Il premio è curato da Clizia APS e dal Comune di San Marzano di San Giuseppe, con la direzione di Giuseppe Quaranta. Anche il nome riflette questa dimensione territoriale: Katundo significa comunità in arbëreshë e richiama le radici albanesi del paese pugliese nel quale si svolgono gli appuntamenti conclusivi.
Chi fa parte della giuria del Premio Katundo 2026
A scegliere i finalisti e il vincitore è una giuria composta da tre figure provenienti dal mondo della critica, della narrativa e dell’università. Per l’edizione 2026 i nomi indicati dagli organizzatori sono Giulia Corsalini, Raffaele Donnarumma e Matteo Marchesini.
- Giulia Corsalini – docente, critica letteraria e narratrice
- Raffaele Donnarumma – docente, critico letterario e narratore
- Matteo Marchesini – poeta, critico letterario e narratore
La composizione è confermata sia dalla pagina ufficiale del premio sia dall’annuncio della terna 2026. Non si tratta quindi di una votazione popolare: la selezione è affidata a una giuria critica che valuta direttamente le opere candidate.
Come vengono scelti i tre finalisti
Le opere candidate vengono esaminate fino alla formazione di una terna conclusiva. Nel 2026 la giuria ha scelto Il grande mantenuto di Alberto Ravasio, pubblicato da Quodlibet, Non ancora 101 di Irene Salvatori, edito da Marcos y Marcos, e 8.6 gradi di separazione di Giulia Scomazzon, pubblicato da Nottetempo.
La selezione è stata annunciata il 18 agosto 2026 e porta alla finale tre libri molto diversi per stile e argomento. Abbiamo raccolto i dettagli nell’articolo dedicato ai finalisti del Premio Katundo 2026, mentre per chi vuole concentrarsi sulle opere abbiamo confrontato trama e caratteristiche dei tre libri finalisti.
Il risultato è interessante anche dal punto di vista editoriale: tutti e tre i titoli arrivano da editori indipendenti e affrontano territori narrativi differenti, dalla precarietà culturale alla famiglia, fino alla dipendenza e alla provincia contemporanea.
Quali criteri utilizza il Premio Katundo
La comunicazione ufficiale insiste soprattutto sulla capacità dell’opera seconda di consolidare un’identità autoriale. Non basta quindi guardare al successo ottenuto da un libro o alla notorietà del suo autore: il Katundo nasce proprio per mettere in evidenza la qualità del percorso letterario nel momento immediatamente successivo all’esordio.
Gli elementi esplicitamente richiamati dagli organizzatori sono la visione, la qualità letteraria e la cura editoriale. Il premio cerca quindi libri nei quali forma, progetto narrativo e lavoro editoriale contribuiscano insieme a mostrare una voce ormai più definita rispetto alla prima pubblicazione.
Non è invece previsto un voto dei lettori nella selezione finale resa pubblica finora. La decisione resta nelle mani della giuria, caratteristica che distingue il Katundo da quei premi nei quali giurie popolari o sistemi misti contribuiscono alla classifica conclusiva.
Premio Katundo 2026: quando si decide il vincitore
La seconda edizione si concluderà a San Marzano di San Giuseppe il 4 e 5 settembre 2026. Le due giornate saranno dedicate a incontri e letture legati alla narrativa contemporanea e culmineranno nella proclamazione del vincitore.
La pagina ufficiale indica Piazza Angelo Casalini come sede della cerimonia e al momento mostra entrambe le giornate del 4 e 5 settembre, anche se il programma dettagliato delle singole serate deve ancora essere completato. ANSA conferma le due serate conclusive e segnala tra gli ospiti Paolo Di Paolo, Federica De Paolis e Christian Raimo.
Un premio giovane che sta costruendo la propria identità
Il Katundo è soltanto alla seconda edizione e proprio per questo il suo funzionamento può ancora evolvere negli anni. La prima edizione del 2025 aveva raccolto oltre settanta opere candidate ed era stata vinta da Enrico Prevedello con Una rivolta. Orizzonti e confini del Nord-Est.
Il dato più interessante resta però la scelta di lavorare su un terreno molto specifico. Concentrarsi esclusivamente sulle opere seconde permette infatti al Katundo di evitare una competizione diretta con i grandi premi generalisti e di costruire una propria identità riconoscibile.
Il 2026 dirà quale dei tre finalisti entrerà nell’albo d’oro dopo Prevedello. Nel frattempo, capire come funziona il premio aiuta anche a leggere la terna con una prospettiva diversa: non soltanto tre buoni libri dell’anno, ma tre prove chiamate a dimostrare che dietro un esordio esiste già un percorso letterario.