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Sogni di carta: Vanna Costanzo e la sua editor

Vanna Costanzo, il rapporto con l'editor e il suo primo libro

vanna costanzo
Vanna Costanzo, l’editor e il romanzo storico. Cosa ne pensi di libri editati e libri non?

Vanna Costanzo benvenuta in iCrewplayLibri.vanna costanzo - intervista

Grazie a voi per avermi ospitata! Sarò ben felice di soddisfare tutte le vostre curiosità.

Fonti certe mi dicono che sei al lavoro su un libro che ha avuto la sua prima edizione circa un anno fa in self. Parlo di La luce calda del tramonto.

Esatto, ormai non è un segreto, sebbene per ora lo sia ancora l’identità della Casa Editrice in questione. “La luce calda del tramonto” verrà a trovarsi sugli scaffali delle librerie molto presto. Sono davvero emozionata per questo grande passo.

Self publishing o casa editrice, cosa ti ha portato verso la seconda?

Ho avuto modo di sperimentare il mondo del self-publishing per mettere i primi mattoncini e iniziare la salita nel mondo dell’editoria in generale. È stata un’esperienza piena di sacrificio e duro lavoro, ma alla fine ne è valsa la pena perché mi ha aiutata a comprendere tante cose. Se non mi fossi lanciata non avrei avuto l’opportunità di ricevere un contratto da parte di una casa editrice, che era comunque la mia ambizione.

Avevi già fatto un editing?

Sì, e ringrazio ancora chi mi ha aiutato in quel primo lavoro di rilettura e correzione di bozza. Autori e autrici validi e talentuosi. Sono stati una risorsa molto importante.

Un editing profondo, secondo te, snatura ciò che l’autore vuole trasmettere?

Potrebbe succedere nel caso in cui non si crei la sinergia giusta fra editor – autore. Un occhio esterno attento ed empatico può solo migliorare l’intero lavoro.

Vanna Costanzo e la sua editor: vediamo cosa ci racconta

L’editor dovrebbe essere appassionato al genere letterario che corregge? Te lo chiedo perché il periodo storico del tuo libro non è conosciuto in modo approfondito da tutti. Tu stessa hai studiato per rendere in modo corretto quell’ambientazione.

Indubbiamente è fondamentale che l’editor apprezzi in primis come semplice lettore, dal momento che la sua esperienza come tale può solo giovare al lavoro che andrà a svolgere. Nel caso del romanzo storico, poi, si chiede il doppio sforzo di studiare nel dettaglio determinati periodi e contesti e, proprio come per un autore non amante del genere, se un editor non è un appassionato ciò rispecchierà il suo operato.

Che rapporto si instaura tra l’autrice e l’editor?

Come dicevo poco prima, il rapporto editor – autore deve essere sinergico e di completa fiducia. Nel mio caso sono stata parecchio fortunata, la mia editor è riuscita sin da subito a entrare nella mia storia e a farla anche un po’ sua. In questa prima fase di editing appena conclusa posso dire di non aver “sofferto” troppo, perché il segreto di una collaborazione
fruttuosa è uno solo, ossia che bisogna lasciar fare a ciascuno il proprio lavoro: all’editor i tagli, all’autore qualche contrattazione in extremis.

Grazie a Vanna Costanzo e speriamo le tue contrattazioni con l’editor portino buoni frutti. A presto!

 

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