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Sogni di carta: Intervista a Stefania Convalle

Intervista a Stefania Convalle, autrice e titolare della casa editrice Edizioni Convalle

Intervista a Stefania Convalle
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Leggi la sinossi

Caro amico di libri.iCrew nelle ultime settimane ti ho già parlato dell’autrice Stefania Convalle, recensendo il suo ultimo romanzo  Anime antiche  e proponendoti il bando del concorso letterario Dentro l’amore, da lei ideato e gestito, che vedrà il suo culmine con la serata del 4 Aprile presso il Teatro Villoresi di Monza. 

Proprio Monza è la città brianzola dove ha sede Edizioni Convalle, la casa editrice fondata da questa donna piena di iniziativa, che proprio tra qualche giorno spegnerà tre candeline con una festa particolare in cui saranno presenti molti autori che “faranno la festa ai lettori”, almeno così dice lo slogan dell’evento creato ad hoc su Facebook.

Come ti ho già accennato durante la recensione del libro, conosco personalmente Stefania Convalle, le nostre strade professionali si sono intrecciate e viaggiano nello stesso senso da qualche mese. Per questo, potrei essere io a tracciare un profilo dell’autrice editore, ma avendo la comodità di poterle fare una intervista, preferisco sia lei a presentarsi grazie ai suoi toni simpatici, fuori dalle righe e dannatamente innovativi.

Ecco dunque la mia intervista a Stefania Convalle: buona lettura!

Ciao Stefania e grazie per la disponibilità. Intanto riusciresti in poche parole a dirci chi è Stefania Convalle?

Grazie a voi per questa opportunità di fare quattro chiacchiere!

Chi è Stefania Convalle? Un mistero da scoprire, anch’io sono in perenne ricerca di me.

Come è nata la tua passione per la scrittura? Quando ti sei accorta che scrivere era quello che volevi fare nella vita?

La passione per la scrittura è probabilmente nata con me, ma non è stata chiara fin da subito. Ho vissuto una vita movimentata che mi ha distratta dalle parole scritte, ma il fuoco dell’arte dentro di me – trasmesso da una madre musicista – era come un seme che è sbocciato seriamente proprio dopo la sua morte. Ricordo che in quei disperati giorni mi sono chiesta se la vita che conducevo fosse davvero quella che volevo. E da lì è iniziata una sorta di trasformazione profonda dentro me stessa. Un percorso di grande consapevolezza dove ho compreso tanto di me e della vita stessa con le occasioni che ci dà. Ho iniziato a scrivere per davvero e non mi sono fermata più.

Come è il tuo approccio alla scrittura? Segui l’ispirazione o ti imponi la regola di scrivere un tot al giorno?

La scrittura per me è tutto fuorché pianificazione. Disciplina, sì, ma si raggiunge col tempo. Ormai ho imparato a muovere l’ispirazione quando decido di mettermi a scrivere, ho le tecniche per farlo, ma una volta entrata nella “bolla” ecco che tutto rimane fuori e io sono dentro la storia. Questo è il mio modo di scrivere.

anime antiche

Il tuo ultimo romanzo “Anime Antiche” parla di amore, un amore che resiste allo scorrere del tempo e che si spinge oltre all’esistenza dell’uomo. Per scrivere un libro così serve credere profondamente in questo sentimento. È così?

 L’Amore è dentro ogni mio scritto, l’amore universale. Credo fermamente che sia il motore di ogni cosa, la potenza che risiede dentro questo sentimento è qualcosa di inimmaginabile. Sì, credo fermamente in questo sentimento.

Quanto c’è di autobiografico in questo libro?

 Tutto e niente.

 

Hai idea di quali siano state le tue vite precedenti? Nel libro si parla proprio di questo.

Mi sono fatta tante volte questa domanda. A volte penso che alcune persone incontrate in questa vita siano arrivate dal passato di qualche vita precedente. Parecchie volte ho avuto la tentazione di sottopormi a una seduta di ipnosi regressiva per cercare le risposte, ma probabilmente temo questa pratica.

Alcune vite precedenti, sì, credo comunque di averle individuate attraverso i sogni. Come anche credo di aver capito lo scopo della vita che sto vivendo, attraverso la spiritualità che si manifesta in diverse forme, ma non lo dirò mai.

In quella attuale sei una scrittrice. Ma non solo, da tre anni sei la titolare di una casa editrice. Come ti è venuta l’idea?

L’idea mi è balenata all’improvviso. Dopo aver praticato il mondo della piccola editoria, conoscendone tutti i lati “oscuri”, ho pensato che sarebbe stata una bella avventura fondare una casa editrice per cercare di rompere gli schemi e condividere con altri autori un po’ folli come me, ma soprattutto con quel guizzo di genio nella scrittura, la grande magia della parole. E così ho fatto.

Quanto è utile l’esperienza della “Stefania scrittrice” alla “Stefania editore” ?

Le due esperienze viaggiano ormai in parallelo e si fondono in ogni istante. La “Stefania scrittrice” conosce tutte le dinamiche – anche psicologiche – degli autori, in quanto autrice anch’essa e le mette al servizio della “Stefania editrice”, per cercare di portare avanti un progetto artistico forte e coinvolgente.

Come scegli i titoli e gli autori da pubblicare?

 I titoli li scelgo col cuore, gli autori li scelgo con la testa (ma anche un po’ col cuore, in effetti).

Cerco autori sulla mia stessa lunghezza d’onda che capiscano il senso di questa CE che è sicuramente “diversa”. Ma devono saper scrivere bene, sembra una cosa scontata ma non lo è, devono emozionarmi, devo vedere profondità nelle parole, devo scorgere quel guizzo che fa di loro degli scrittori, anche se talvolta sono diamanti da sgrezzare e qui subentra il mio lavoro di editor.

Quali difficoltà ci sono, oggi, nel mondo dell’editoria? Di contro è auspicabile che ci siano anche delle soddisfazioni, quali?

 Le difficoltà nel mondo dell’editoria sono la morte della ricerca del talento. Ormai tutto è business. Questo è il grande problema. Le “grandi” non cercano più gli scrittori, ma chi, per un motivo o per l’altro, possa richiamare attenzione. Le “piccole” nascono spesso per vendere sogni a chi sogna o crede di essere uno scrittore. Non c’è selezione, basta pagare e vieni pubblicato.

Ecco la differenza: Edizioni Convalle non chiede soldi. Investo personalmente sulle opere che per me sono di valore, dove c’è talento.

Le soddisfazioni? Il sorriso degli autori quando metto nelle loro mani per la prima volta la loro creatura.

Come cambia la percezione del lavoro svolto da scrittrice, da quello svolto da editore?

In realtà sono due vestiti che indosso a seconda del momento. Quando scrivo sono scrittrice e basta. Creo e sono nel mio mondo dove sto benissimo. Quando faccio l’editrice devo far emergere anche il lato manageriale e a volte duro. Infatti sono bipolare! Scherzo, naturalmente, o forse no, chissà…

Come trovi il tempo per scrivere i tuoi libri, gestire una casa editrice e leggere i manoscritti che ti arrivano?

E non dimentichiamo che devo occuparmi anche della casa e del mio cagnolino. Il tempo lo trovo. Non dormo. A parte gli scherzi, non so come faccio, ma ce la faccio sempre.

Hai già in cantiere un nuovo romanzo?

 Sì.

Dove troviamo le informazioni riguardo a tutto il tuo lavoro? Social e sito internet

Su Facebook c’è il mio profilo e naturalmente la Pagina Edizioni Convalle, molto attiva, oltre a vari altri gruppi e pagine, ma non sto qui a elencarle. Ho un blog che si chiama Dietro la porta di Stefi. E naturalmente c’è il sito di Edizioni Convalle, www.edizioniconvalle.com.

E sono anche su Wikipedia, botta di Ego, concedetemela!

Dunque, come avrai potuto intuire, questa donna è una forza della natura! Aggiungendo una piccola postilla personale posso dirti che la Convalle lavora, lavora e poi lavora ancora. Lo fa seriamente ma senza mai prendersi troppo sul serio, e riuscendo a sdrammatizzare ogni situazione e ogni difficoltà.

Ringraziandola nuovamente per il tempo dedicatomi saluto te lettore e a tua volta ti ringrazio per aver investito qualche minuto nella lettura di questa particolare intervista.

A presto.

A te è mai capitato di fare un lavoro in cui svolgi un doppio ruolo? Come te la sei cavata?

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