Quante volte leggendo ci siamo posti la domanda: ma è un giallo o un thriller? Vediamo di fare un pò di ordine

Nel giallo classico (a enigma o deduttivo) si inizia con un crimine inspiegabile, per lo più un omicidio, vi è un investigatore con una mente deduttiva insuperabile.

L’investigatore, spesso protagonista principale si troverà ad affrontare dei depistaggi, indizi nascosti e personaggi ambigui che lo metteranno alla prova. Inoltre, solitamente, nel giallo classico, al termine del racconto, il colpevole viene scoperto e tutto torna in ordine.

I ruoli all’interno della storia sono ben definiti: c’è il detective, i sospettati, il morto e il colpevole.

Il Thriller è un’evoluzione del giallo classico. Il termine inglese deriva dal verbo to thrill (palpitare, rabbrividire) e già questo è indice di qualcosa che porta in sé questo genere.

I protagonisti del romanzo sono i vari soggetti attorno ai quali si sviluppa la trama. Le storie sono più fitte ed elaborate, volte a portare l’attenzione verso i personaggi e il loro mondo interiore. Nel thriller il lettore assiste direttamente alla preparazione e all’esecuzione del crimine, subendo un forte coinvolgimento emotivo in un clima di crescente tensione.

Questo genere ha al centro la suspense. Tiene col fiato sospeso il lettore grazie a visioni distorte o parziali della realtà, grazie ai rischi che corrono i personaggi.

Anche questa volta, per concludere, abbiamo chiesto ad alcuni autori il loro parere sulle differenze tra giallo e thriller:

Amo particolarmente entrambi i filoni letterari e non ho saputo resistere a un mix dei due.
Suspense e brividi nell’immaginare il killer e la sua arma devastante.
La paura di chiudere gli occhi prima di addormentarsi e incrociare lo sguardo dell’assassino carico di vendetta e malvagità.

Questo il mio “thriller” atipico che poi cambia e diventa “giallo”, con il suo mistero alchemico da chiarire.

E ci vuole un gran detective per risolvere l’arcano mistero.

Michele Sbriscia, autore di “Araba Fenice” [amazon_link asins=’B00YWH19KW’ template=’ProductCarousel’ store=’game0ec3-21′ marketplace=’IT’ link_id=’b10372bf-7841-11e7-8f36-2b4f72bc1f3e’]

Un thriller è dare vita a ciò che non vorremmo mai vivere… Thriller è qualcosa che si vuole vedere, ma a debita distanza… Thriller è ciò che ci piace leggere, scrivere, ma che mai vorremmo farne parte come protagonisti…

Amo i Thriller, quando la vittima non sono io…

Francesco Di Giulio, autore de “La libertà del pettirosso” [amazon_link asins=’B01NC2P4VR’ template=’ProductCarousel’ store=’game0ec3-21′ marketplace=’IT’ link_id=’0e07db98-7842-11e7-9bd2-59bc24b66a36′]

Il giallo deve essere un gioco d’intelligenza, un puzzle molto difficile da comporre, ma che il lettore, tramite il protagonista, riesce a risolvere avendo la presunzione di esserci arrivato da solo.

Il thriller invece deve tenerti sulle spine, pagina dopo pagina, facendoti passare la voglia di fare altro se non continuare a leggere. Meglio se si riesce ad unire questi due generi.

LUIGI de Conti, autore di “All’ombra della svastica” [amazon_link asins=’B01MXIPMPU’ template=’ProductCarousel’ store=’game0ec3-21′ marketplace=’IT’ link_id=’24b33b51-7842-11e7-8479-3d85ebb51d33′]

Secondo me spiegata in maniera semplice la differenza è questa:

Il Giallo ha al centro un crimine e tutti i dettagli per risolverlo.

Il Thriller ha al centro una vicenda che crea suspense e mistero.

Il Noir tratta una storia caratterizzata da ambientazione e personaggi estremizzati ed è vista dal lato del criminale piuttosto che da quello del detective/poliziotto.

Alessandro Petrelli, autore di “Trauma” [amazon_link asins=’B073W2P55Y’ template=’ProductCarousel’ store=’game0ec3-21′ marketplace=’IT’ link_id=’35e62f79-7864-11e7-b282-cfdefbdd6cc5′]

Un thriller, a mio parere, è ben scritto quando il lettore si ricorda di respirare nel momento in cui deve voltar pagina.

Nadia Boscu, autore di “Uno sguardo nel terrore” [amazon_link asins=’B00WTNP2VI’ template=’ProductCarousel’ store=’game0ec3-21′ marketplace=’IT’ link_id=’8195a539-7864-11e7-9b15-2579ec5324e6′]

Il giallo vede una o più morti e un’aria di mistero intorno ad essa/e… quindi l’obbiettivo è smascherare il colpevole solitamente con un detective.

Il thriller invece è una storia quasi o interamente caratterizzata da suspense intorno a una vicenda: che sia una morte, ma anche una situazione in cui i protagonisti restano intrappolati da qualche parte o tenuti prigionieri, o restano vittima di una trappola o di un inseguimento… insomma “suspense e adrenalina”.

Amo il genere thriller perché è l’unico modo per sentirsi insicuri e in pericolo senza davvero esserlo. Le storie d’amore e le normali storie son belle da leggere ma anche da vivere. Magari leggiamo una storia d’amore e speriamo di viverla poi in futuro, e la cerchiamo. Il thriller invece no, col thriller hai l’opportunità di vivere una storia che non avresti mai il coraggio e la voglia di vivere nella vita reale. È l’unico modo per provare qualcosa che puoi provare solo così, sulle pagine di un libro.

Alessandro Petrelli, autore di “Trauma” [amazon_link asins=’B073W2P55Y’ template=’ProductCarousel’ store=’game0ec3-21′ marketplace=’IT’ link_id=’35e62f79-7864-11e7-b282-cfdefbdd6cc5′]

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