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Lettura: Premio Viareggio-Rèpaci 2026: vince L’imperdibile
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Notizie

Premio Viareggio-Rèpaci 2026: vince L’imperdibile

Eleonora Marangoni conquista la narrativa: da Francesca Mannocchi a Pierluigi Battista, tutti i premiati della 97ª edizione

Valentina Paradiso 1 ora fa Commenta! 8
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Il Premio Viareggio-Rèpaci 2026 per la narrativa è stato assegnato a Eleonora Marangoni per L’imperdibile, pubblicato da Feltrinelli. La scrittrice ha conquistato la 97ª edizione dello storico riconoscimento con un romanzo dedicato all’inventore statunitense Walter Hunt.

Contenuti
Eleonora Marangoni vince con L’imperdibileChi erano gli altri finalisti per la narrativaFrancesca Mannocchi vince il Premio per la poesiaPierluigi Battista premiato per la saggisticaPremio Opera Prima a Silvia Di PaoloMarianna Aprile e Yaryna Grusha tra i premi specialiTutti i vincitori del Viareggio-Rèpaci 2026

La proclamazione è avvenuta durante la cerimonia conclusiva del 24 luglio al Belvedere delle Maschere in piazza Mazzini, sul lungomare di Viareggio. Marangoni ha superato gli altri due finalisti della sezione narrativa, Mattia Insolia con La vita giovane e Anna Voltaggio con La santa degli altri.

L’edizione 2026 ha premiato anche Francesca Mannocchi per la poesia e Pierluigi Battista per la saggistica, mentre i riconoscimenti speciali sono andati a Silvia Di Paolo, Marianna Aprile e Yaryna Grusha.

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Premio Viareggio-Rèpaci 2026

Eleonora Marangoni vince con L’imperdibile

L’imperdibile racconta la vicenda di Walter Hunt, inventore statunitense vissuto tra il 1796 e il 1859. Arrivato a New York in cerca di fortuna, Hunt sviluppò nel corso della propria vita numerose invenzioni, alcune destinate a entrare nella quotidianità di milioni di persone.

Tra queste figurano la spilla da balia e una macchina da cucire realizzata con largo anticipo rispetto alla diffusione commerciale di questo tipo di tecnologia. Hunt, però, non riuscì quasi mai a trasformare il proprio talento inventivo in un successo economico duraturo.

Eleonora Marangoni intreccia la ricostruzione della sua vita con il proprio viaggio negli Stati Uniti alla ricerca delle tracce lasciate dall’inventore. Ne nasce un romanzo che riflette sul significato di successo, fallimento e realizzazione personale, mettendo in discussione l’idea che una vita possa essere valutata soltanto attraverso i risultati visibili.

La scheda ufficiale Feltrinelli di L’imperdibile indica che il romanzo è uscito il 20 gennaio 2026 nella collana I Narratori ed è composto da 208 pagine.

Chi erano gli altri finalisti per la narrativa

La terna narrativa comprendeva anche La vita giovane di Mattia Insolia, pubblicato da Mondadori, e La santa degli altri di Anna Voltaggio, edito da Neri Pozza. Tre opere molto differenti, selezionate dalla giuria presieduta da Paolo Mieli.

La scelta di Marangoni ha premiato una forma narrativa che si muove tra romanzo, biografia e ricerca personale. La figura di Hunt permette infatti di interrogarsi non soltanto sull’invenzione e sull’America dell’Ottocento, ma anche sulle aspettative contemporanee legate al rendimento e alla necessità di riuscire.

Il successo di L’imperdibile prosegue una tradizione che ha visto il Viareggio-Rèpaci premiare alcune delle voci più importanti della narrativa italiana. Su libri.iCrewPlay avevamo seguito anche la vittoria di Silvia Avallone al Premio Viareggio-Rèpaci con Cuore nero.

Francesca Mannocchi vince il Premio per la poesia

Per la poesia ha vinto Francesca Mannocchi con Crescere, la guerra, pubblicato da Einaudi. La giornalista e scrittrice porta nella raccolta l’esperienza maturata nei principali scenari di conflitto internazionale, trasformando testimonianze, frammenti e immagini in materia poetica.

La terna comprendeva inizialmente anche Davide Rondoni con Sette canti contro lo Scontento e Patrizia Valduga con Lacrimae rerum. Dopo l’impossibilità comunicata da Valduga di partecipare al premio, la giuria ha ammesso al suo posto Lucia Re con È terra bruciata, pubblicato da Valigie rosse.

Il riconoscimento a Mannocchi mette in evidenza un’opera nella quale il linguaggio della cronaca viene superato per interrogare ciò che resta della guerra nelle persone che la attraversano, nei bambini e nelle comunità costrette a convivere con la violenza.

Pierluigi Battista premiato per la saggistica

La sezione saggistica è stata vinta da Pierluigi Battista con Il professore ebreo perseguitato due volte. Tullio Terni e l’ipocrisia italiana, pubblicato da La nave di Teseo.

Il libro ricostruisce la vicenda di Tullio Terni, anatomista e accademico italiano colpito dalle leggi razziali fasciste del 1938. Dopo la guerra, il ritorno alla vita universitaria non coincise con una vera riparazione: la sua storia consente a Battista di interrogare le contraddizioni dell’Italia uscita dal fascismo.

Gli altri finalisti erano Claudio Giunta con Il pop e la felicità, pubblicato da Mondadori, e Filippo La Porta con Elogio della vita ordinaria, edito dal Saggiatore. La giuria aveva annunciato la vittoria di Battista già il 13 luglio, prima della cerimonia conclusiva.

Chi è interessato alla saggistica in uscita durante l’estate può leggere anche il nostro approfondimento su La dimensione simbolica del potere di Pierre Bourdieu, dedicato alle lezioni del sociologo francese sul rapporto tra autorità, rappresentazioni e strutture sociali.

Premio Opera Prima a Silvia Di Paolo

Il Premio Viareggio-Rèpaci Opera Prima 2026 è andato a Silvia Di Paolo per Qualcosa dovrà succedere, pubblicato da Marsilio. Il libro nasce dal ritrovamento dell’archivio fotografico di Paolo Di Paolo, padre dell’autrice e tra i fotografi italiani più significativi del Novecento.

L’archivio era rimasto nascosto per oltre cinquant’anni. La scoperta permette alla figlia di ricostruire non soltanto la carriera del padre, ma anche un periodo della cultura italiana attraversato da scrittori, attori, artisti e intellettuali fotografati da Di Paolo.

Marianna Aprile e Yaryna Grusha tra i premi speciali

Il Premio Giornalistico Viareggio-Rèpaci 2026 è stato assegnato a Marianna Aprile, giornalista e conduttrice televisiva. Il riconoscimento fa parte dei premi speciali che affiancano ogni anno le tre sezioni letterarie principali.

Il Premio Internazionale Viareggio-Versilia è invece andato a Yaryna Grusha, scrittrice, traduttrice e studiosa italo-ucraina. La giuria ha valorizzato in particolare il suo lavoro per la diffusione della cultura ucraina e per la conoscenza della realtà storica e contemporanea del Paese.

Il sito ufficiale del Premio Viareggio-Rèpaci ricorda che il riconoscimento, fondato nel 1929 da Leonida Rèpaci, è tra i premi letterari italiani di più lunga tradizione e annovera tra i vincitori Umberto Saba, Elsa Morante, Italo Calvino, Natalia Ginzburg e Pier Paolo Pasolini.

Tutti i vincitori del Viareggio-Rèpaci 2026

  • Narrativa: Eleonora Marangoni, L’imperdibile, Feltrinelli
  • Poesia: Francesca Mannocchi, Crescere, la guerra, Einaudi
  • Saggistica: Pierluigi Battista, Il professore ebreo perseguitato due volte. Tullio Terni e l’ipocrisia italiana, La nave di Teseo
  • Opera Prima: Silvia Di Paolo, Qualcosa dovrà succedere, Marsilio
  • Premio Giornalistico: Marianna Aprile
  • Premio Internazionale Viareggio-Versilia: Yaryna Grusha

La 97ª edizione si chiude quindi con una selezione che attraversa narrativa, poesia, memoria storica, fotografia, giornalismo e cultura internazionale. Al centro rimane L’imperdibile, un libro costruito proprio intorno a un paradosso: celebrare attraverso uno dei più antichi premi italiani la storia di un inventore che trascorse la vita senza ottenere il riconoscimento che il suo lavoro avrebbe meritato.

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