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Premio Strega 2019: il vincitore della LXXIII edizione

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Massimo Scurati vince il Premio Strega 2019!

ORE 23.00! scivolano le immagini delle bellezze del Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma; tutto è pronto per l’inizio dell’attesissima serata dedicata al più importante premio letterario nazionale: La finale del Premio Strega 2019! A fare gli onori di casa quest’anno, un emozionato Pino Strabioli in giacca nera con papillon rosso e occhialini tondi neri! Le sue prime battute sono dedicate al Premio e ai cinque finalisti con i rispettivi romanzi in concorso ma l’attenzione è rivolta all’affascinante e inedita scenografia con le pareti tappezzate dai manifesti dei film tratti dai romanzi vincitori delle passate edizioni a cui, con piacevole sorpresa, seguono le immagini della famosa scena del ballo di Claudia Cardinale con Burt Lancaster del più famoso il Gattopardo, il romanzo di Tommaso di Lampedusa, vincitore del premio nel lontano 1959.

Prima ospite della serata è l’attrice di teatro Piera degli Esposti, decisa nel constatare quanto, rispetto ad altri, la letteratura abbia dato al cinema e non viceversa, e di come i primi passi della sua vita artistica non siano sempre stati contrassegnati da momenti positivi ma condizionati, invece, da pesanti bocciature. Come da regolamento, a presiedere le votazioni Helena Janeczek, vincitrice lo scorso anno con La ragazza con la LeiKa “ che, alla domanda quanto il libro abbia influito sulla sua vita, dice:

“Vincere mi ha cambiato la vita e quella del mio libro, dandomi la possibilità di nuovi incontri. Riflettendoci, se potessi, cambierei il titolo in “A spasso con Gherda”.

Poi senza indugiare sono segnati sulla lavagna i primi aggiornamenti scaturiti dai primi 100 voti assegnati con la Cibrario in testa con 35 voti, seguita da Scurati con 28, Terranova con 15, Durostanti con 12 e per ultimo, Missiroli con 10 voti. In attesa della successiva votazione Strabioli ne approfitta per presentare Nadia Terranova, autrice di Addio fantasmi, partendo dai luoghi del libro, la casa di Messina.

Una casa dei primi del 900 abitata dai vivi e dai morti e da chi l ha attraversata” dice la Terranova, “dove improvvisamente crolla il tetto, in qualche modo, lo spunto per scrivere la  mia storia. Il tetto, genera continue fatiche e ripensamenti, è un modo per ricominciare a ricostruire. Il mio libro è una tragedia greca perchè c’è un forte rapporto tra i personaggi e la colpa, intesa però come un segno, una macchia, una lettera scarlatta. La famiglia di Ida, il personaggio, contiene le riflessioni che ho fatto sulle reazioni delle famiglie ad eventi tragici, famiglie che parlano con il silenzio e non con le parole. Gli oggetti che vengono fuori dallo sgombero, hanno un significato enorme poichè, in questo caso, il passato ricorda a Ida che il momento per il futuro non è arrivato.” 

Dai luoghi messinesi Strabioli volta pagina e le scene inquadrano Londra, dove vive Claudia Durastanti autrice de La straniera.

“La mia storia parte da una storia vera, quella di essere figlia di genitori sordi, ed è vera nella misura in cui, quando raccontiamo della nostra vita teniamo conto delle bugie, i tentativi di romanzare, rendere etica una vita altrimenti ordinaria. Io vengo da una famiglia di impostori che hanno avuto la tendenza a romanzare, mia madre ha sempre detto di aver salvato mio padre da un tuffo nel Tevere, mio padre diceva lo stesso di mia madre, entrambi tendono ad alterare la realtà, si contraddicono a vicenda e in qualche modo mi hanno liberata dal ricatto della verità. Mentono e come dicono, tuttavia, il bello è questo, dicono la verità entrambi, magari non si saranno mai incontrati, ma il tema della salvezza è un valore assoluto. Straniero non è non avere radici ma scegliere di appartenere”.

Girando tra il folto e numeroso pubblico giunto a Villa Giulia, Strabioli incontra Dacia Maraini in compagnia di Piera degli Esposti, con la quale, la scrittrice scrisse Storia di Piera, portato sul grande schermo da Ferreri con Marcello Mastroianni, poi i ricordi portano indietro nel tempo e scorrono le immagini di Primo Levi e di un’intervista da lui rilasciata poco prima di vincere il suo Strega, un ricordo ripreso anche dalla Janeczek, intanto continuano a scorrere gli aggiornamenti con Scurati già al primo posto con 116 voti.

Stefano Petrocchi, poi descrive la prima urna elettorale del 1947 fatta da Maccari, raffigurata da una strega che, in qualche modo, spiegava gli orrori della guerra e impreziosita dalle firme dei vincitori del premio.

E’ il turno di  Marco Missiroli, l’autore di Fedeltà, “Ho scritto il romanzo in un bar circondato da persone. Carlo e Margherita sono sposati ma lui viene visto con una studentessa: anche se lui nega tutto, intanto, il tarlo della gelosia si insinua e la crisi non esplode ma implode. Ho lavorato 11 anni in un’edicola e questo mi ha aiutato a trovare il metodo per scrivere. Anche Milano che amo molto, è un personaggio del romanzo ed è in questo scenario che si svolge la storia dove si evince la lotta della fedeltà che noi vorremmo per noi stessi e quel che dobbiamo agli altri”; uno spaccato di un’era difficile rispetto alle relazioni.

Uno sguardo alla cultura antica ammirando il vaso etrusco, un reperto archeologico d’immenso valore recuperato e riportato in Italia con orgoglio in mostra al Museo Etrusco, magistralmente diretto da Valentino Nizzo

Seduti insieme in attesa del vincitore anche Giovanni Solimine, presidente della commissione Bellonci, il vicedirettore della banca BPR e Giovanni Veronesi regista di Caos Calmo ma è pronta per essere presentata Benedetta Cibrario l’autrice di Il rumore del mondo.

La mia storia parte da Londra e arriva Torino. Questa donna delusa dal marito, lascia una città moderna per l’epoca, per vivere in una città legata al passato. Per alcuni aspetti ho desiderato che il lettore vivesse gli spostamenti, la fisicità dei personaggi. Il mio romanzo non parla solo di storia, parla di un rapporto che non funziona in un periodo particolare e si ferma nel 1848. In ciò che ho scritto c’è molto di me e di quello che ho vissuto lasciando l’Italia per vivere a Londra. Parlo di un momento storico perchè la storia ci ricorda chi siamo stati, il passato è il nostro futuro, l’importante è ricordare di essere orgogliosi della nostra storia.”

Dall’ 800 al romanzo di Antonio Scurati, autore di M, il figlio del secolo.

“Il mio romanzo”, sottolinea lo scrittore “racconta il periodo dal ’21 al ’25, anni che hanno segnato i primi del ‘900. In questo periodo si sviluppa il pensiero fascista di Mussolini leader rivoluzionario della socialismo radicale, da considerare uno sbandato alla ricerca della strada, capace di fiutare il momento e il modo per arrivare al potere. Lui che ha scatenato il caos promette di bloccarlo. Ho voluto fare una trilogia perchè non lo aveva fatto nessuno, ho ritenuto che la maggior parte delle persone potesse conoscere i fatti storici in maniera coinvolgente, come può il romanzo popolare senza giudizi ideologici. Io credo che l’antifascismo lo si ottiene rimanendo sinceri e democratici. Mussolini è il figlio del secolo perchè è stato il primo leader che oppresse le masse assecondandole, soffiando le loro paure e questo ha fatto scuola. Ricordiamo che è stato un grande giornalista, e quindi è riuscito ad usare un linguaggio adatto per il suo scopo”.

Lasciato Scurati, Strabioli, si avvicina alla lavagna in compagnia del presidente della ditta Strega Alberti, pronto a consegnare una bella bottiglia di liquore al vincitore e con la calma che preannuncia la vittoria la Janeczek aggiorna le ultime votazioni.  Questi i voti ufficiali:

Vince …

1) M, IL FIGLIO DEL SECOLO,  Antonio Scurati (228 voti)

2) IL RUMORE DEL MONDO, Benedetta Cibrario (127 voti)

3) FEDELTÀMarco Missiroli (91 voti)

4) LA STRANIERA  Claudia Durastanti  (63 voti) 

5) ADDIO FANTASMI  Nadia Terranova  (47 voti)

E mentre Antonio Scurati, visibilmente commosso per la vittoria, si attacca alla bottiglia dello Strega, il premio letterario più importante d’Italia, si chiude tra gli applausi del pubblico.

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