Breve storia triste, ma non troppo.

La settimana scorsa ho pubblicato Piccola guida per grandi sogni, per cercare di dare agli autori emergenti un’indicazione sulle varie case editrici che è possibile trovare nel panorama editoriale italiano.

Ho tralasciato una categoria che merita un articolo tutto suo, ma questa volta non farò nomi.

Parlo della casa editrice che io definisco “Fluffa”, vale a dire la casa editrice “tanto per”, quella che si fa dare i soldi, dicendoti dopo qualche tempo che quelli pattuiti non bastano, ti stampa qualche copia ma non fa assolutamente null’altro. Nessuna promozione, nessuna serata, niente di niente, non fa arrivare nemmeno il romanzo nelle varie librerie.

Parlo purtroppo per esperienza, e vi assicura che non è stata per niente bella. Nonostante siano passati almeno dieci anni me la ricordo molto bene.

All’epoca ero in maternità, e tra una poppata e un cambio di pannolino, dopo aver passato mesi a scrivere il mio romanzo, averlo ripreso in mano mille e mille volte per rileggerlo, correggerlo, modificarlo, odiarlo e amarlo, decido finalmente che è giunto il momento di provare a pubblicare.

Tutta contenta ed emozionata, giovane – all’epoca – e ingenua – ancora oggi – aspirante scrittrice cerco informazioni in internet su cosa fare.

Scelgo alcune case editrici non troppo grandi e spedisco il manoscritto.

Poi attendo. Ragazzi l’attesa uccide, è terribile.

Qualche tempo dopo mi arrivano i primi riscontri. Le frasi sono più o meno sempre le stesse: “Bellissimo il romanzo, ci è piaciuto tantissimo, vorremmo iniziare una collaborazione con lei. Per pubblicare sono 2000 euro.”

A quel punto mi è caduto tutto, mascella, braccia, gambe e quello che non ho.

Riuscivo solo a pensare: “Ma se il romanzo è piaciuto perché dovrei spendere così tanti soldi per pubblicarlo?” e ovviamente rifiutavo. Ogni rifiuto era un pezzo del mio sogno che si sgretolava e si allontanava sempre più.

Un giorno, quando ormai avevo deciso di lasciare il mio romanzo nel cassetto mi arriva una proposta che all’epoca ritenevo vantaggiosa, pagando una cifra molto inferiore a quelle fino ad allora richieste e raggiungendo le cento copie in prevendita entro Natale il libro sarebbe andato in stampa.

Eravamo a luglio, e la proposta come detto mi sembrava vantaggiosa, così accetto. Vi ho detto vero che sono ingenua?

Partiamo con la prevendita e io inizio a farmi pubblicità tra parenti e amici.

La ragazza che mi segue, dopo un paio di settimane, mi comunica che si assenterà per un mesetto perché sta partendo per il viaggio di nozze in Australia. Ricordatevi bene questo particolare per favore.

A novembre chiedo a che punto sono le vendite così posso comprare le copie che mancano per fare magari regali di Natale.

La ragazza, tornata dal viaggio di nozze, mi dice, tutta contenta, che ho raggiunto il numero di copie e che si può cominciare tutto il lavoro per la pubblicazione.

Elettrizzata mando tutto per la correzione delle bozze. Dopo un paio di mesi di silenzio chiedo notizie e mi viene candidamente detto da un’altra persona della casa editrice, che non ho raggiunto le copie richieste e quindi il libro non verrà pubblicato.

Quando chiedo di parlare con la persona che mi segue mi viene detto che si è trasferita in Australia. Vi avevo detto di ricordare il particolare!

Per farla breve ho dovuto pagare un’altra somma per farlo pubblicare e il giorno in cui mi hanno detto che il mio libro era nelle varie librerie della mia città, ho preso l’elenco e le ho chiamate tutte, dalla prima all’ultima ma nessuna conosceva il mio nome, nessuna aveva il mio romanzo e nessuna conosceva la casa editrice.

Quando, l’anno dopo, mi è arrivata una lettera dalla casa editrice che mi chiedeva di pagare un’altra somma di denaro per non mandare il libro al macero cosa pensate abbia risposto oltre a tutta una serie d’improperie? Sì, esatto, avete colto nel segno, meglio il macero che avere ancora a che fare con delle persone così.

Morale della storia, attenzione a chi vi mettete in mano, per quante case editrici serie ci sono purtroppo esistono anche quelle che si spacciano per tali ma sono in realtà dei bluff, delle Fluffe appunto.

Alla prossima iCrewers, mi raccomando non perdete la speranza e sognate, sognate sognate.

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