È in libreria Trenta e ‘na pizza. Occhio per occhio, figlio per figlio, il nuovo romanzo di Al Gallo, scrittore e sceneggiatore napoletano, pubblicato da Bolis Edizioni nella collana CSI, crime story inside. Cento pagine, dodici euro, un noir che parte da un fatto di cronaca minore, le pensionate reclutate dalla camorra per confezionare droga, e si trasforma in una storia sulla dignità, sulla vendetta e su due anziani che il Sistema ha già dimenticato.

Trenta e ‘na pizza: di cosa parla il romanzo
Nel rione Moro, la legge coincide con la volontà criminale di Giò Laurano, rampollo di un boss ergastolano. Nel rione tutti soccombono al clan. Michele, un meccanico che non vuole perdere l’officina del padre, chiede aiuto a Giò e inizia a custodire droga. Il clan lo usa come pedina e poi lo sacrifica per far passare un carico: Michele finisce a Poggioreale, si impicca. Sua madre Miranda rimane sola con il dolore e un’idea in testa: vendicarsi.
Quando Miranda scopre che i Laurano reclutano pensionate del quartiere per confezionare droga tutta la notte in cambio di trenta euro e una pizza, vede la sua occasione. Si offre come una di loro. Il vero scopo non è il denaro: è studiare da vicino il clan, conoscerne i movimenti, trovare il punto in cui colpire. Ad affiancarla in questa impresa disperata c’è Mario, ex brigatista, da sempre innamorato di lei, oggi malato di Parkinson e senza cure, perché teme che se si rivolge ai medici, il suo passato venga a galla.
Due ultimi contro il Sistema: il cuore politico del romanzo
Al Gallo ha dichiarato che Trenta e ‘na pizza non è soltanto una storia di vendetta: è l’immagine speculare di una società che parcheggia gli ultimi, escludendoli perché considerati pesi morti. Miranda è una vedova sola e ammalata che vive nel rione Moro come ostaggio del clan. Mario è un uomo che non può curarsi per paura del proprio passato. Entrambi sono stati scartati dal Sistema, termine che nel romanzo designa tanto lo Stato quanto l’anti-Stato, in una equivalenza volutamente provocatoria: in certi quartieri di certe città la distinzione tra le due istituzioni si assottiglia fino a scomparire.
La vendetta che Miranda e Mario pianificano è definita dall’autore «epica seppur inutile»: sanno che non cambierà nulla, che il clan sopravviverà, che il rione Moro resterà quello che è. Ma la pianificano lo stesso, perché è l’unica forma di agency che gli è rimasta. Parallelamente alla vendetta, tra i due anziani si sviluppa un sogno d’amore impossibile che aveva radici lontane nel tempo: la storia criminale diventa anche storia sentimentale, in una Napoli che, scrive Gallo, è «sempre pronta a irridere coloro che ancora credono in qualcosa che non sia il proprio tornaconto». Per chi ama approfondire il genere crime, sul sito è disponibile la guida al crimine e alle sue sfaccettature nella narrativa.
Il rione Moro: un universo narrativo che torna
Il rione Moro non è nuovo per i lettori di Al Gallo: è lo stesso quartiere già al centro di Indian Napoli (Mursia, 2025), il precedente romanzo dell’autore in cui l’ispettore Romano e il vice Ajello indagavano su un omicidio apparente che nascondeva un affare milionario in contanti, con il clan Gentile a fare da padrone del territorio. In Trenta e ‘na pizza il rione torna come spazio narrativo consolidato: un quartiere dove la pace è sempre imposta dai clan, dove la polizia è disillusa o assente, dove i personaggi marginali sopravvivono navigando tra le regole non scritte di un potere che non ha bisogno di mostrarsi.
Questo ritorno allo stesso luogo non è una ripetizione: è la costruzione di un universo narrativo. Al Gallo lavora sul rione Moro come altri scrittori lavorano sui loro quartieri di elezione, con la convinzione che la fedeltà a un territorio, approfondita di libro in libro, restituisca qualcosa che il romanzo episodico non può dare: la sedimentazione di una comunità nel tempo, con i suoi morti e i suoi sopravvissuti, le sue alleanze e i suoi tradimenti. Per chi vuole esplorare la narrativa di ambientazione napoletana, sul sito è disponibile anche la lista dei libri disturbanti da leggere subito, con titoli che condividono questa vocazione per il lato più oscuro della realtà italiana.
Chi è Al Gallo
Al Gallo vive e scrive a Napoli. Ai romanzi affianca la stesura di soggetti cinematografici: la sua scrittura fonde l’adrenalina del cinema con la potenza della pagina scritta, creando noir serrati e crudeli che espongono il volto più selvaggio di Napoli, tra poliziotti disillusi e clan affamati di potere. Ha pubblicato nel 2025 Indian Napoli per Ugo Mursia Editore nella collana Giungla Gialla, frutto di una stesura laboriosa e di un’idea che affonda le prime origini nel lontano 2003. A gennaio 2026 ha pubblicato la raccolta di racconti L’ultimo m’accompagna per Nulla die. Trenta e ‘na pizza è il suo terzo titolo nel giro di un anno: una produzione intensa, focalizzata su un unico territorio narrativo e su un’unica ossessione tematica, la Napoli che nessun dépliant turistico mostrerebbe mai.
A chi è rivolto Trenta e ‘na pizza
È una lettura per chi ama il noir napoletano nella sua versione più cruda e politicamente consapevole, lontana dagli stereotipi folklorici e vicina alla cronaca. Le cento pagine si leggono in una sola sessione: il ritmo è quello dello sceneggiatore, diretto e senza orpelli, con dialoghi che portano tutto il peso del contesto senza spiegarlo. Chi ha già letto Indian Napoli ritroverà il rione Moro con nuovi personaggi e nuove dinamiche; chi si avvicina per la prima volta troverà un romanzo autoconclusivo che non richiede prerequisiti. Trenta e ‘na pizza è in libreria: 100 pagine, 12 euro, Bolis Edizioni, collana CSI crime story inside.