Silvia Luscia, Quel che resta del regime

Silvia Luscia per Elison Publishing

Quel che resta del regime e

Buongiorno iCrewer e buona domenica! Oggi sono qui per parlarti di Silvia Luscia, e delle opere che ha pubblicato con la casa editrice Elison Publishing.

Si tratta di due libri molto diversi tra loro: in Quel che resta del regime, Silvia Luscia parla della dittatura comunista in Romania, argomento purtroppo poco noto, soprattutto a causa della difficoltà di reperire fonti tradotte in lingua italiana.

In Far Est & Dikiy Ovest, invece, mette a confronto le storie di due ragazzi, stereotipo, rispettivamente, di colui che è nato al di qua del confine est del nostro Paese, e di chi è nato al di là. Si tratta della prima opera narrativa di Silvia Luscia.

Quel che resta del regime: trama

Questo testo è un contributo alla conoscenza e lettura critica della dittatura comunista in Romania, anche con documenti inediti del tribunale di Sibiu. È un argomento poco trattato in Italia, anche perché parte ingente dei contributi storiografici non sono tradotti e restano rinchiusi negli stretti vincoli della loro lingua madre e degli archivi di Stato della Romania.  

La ricostruzione qui presentata parte dal punto di vista di coloro  che si trovarono in Romania e che hanno condiviso una difficile cammino identitario: scrittori, poeti, sacerdoti, presunti o veri appartenenti al Movimento di Resistenza Nazionale, nonché i numerosi figli dello Stato, testimoni questi ultimi spesso passivi e inermi, ma che hanno pagato il pesante saldo della politica delle nascite voluta dal Governo Socialista.

Siamo innanzi a un saggio-racconto, in cui la Grande Storia è qui solo una carta orientativa grazie alla quale il lettore ritrova i caratteri del totalitarismo, ma integrati dalle testimonianze letterarie e giornalistiche per “viverne” il senso.

Il testo si chiude con un reportage fotografico dell’autrice in terra romena, rielaborato poi in chiave artistica dalla matita di Mattia Frialdi, illustratore del presente volume. Le immagini assumono di volta in volta carattere simbolico,  mostrando l’eredità e le contraddizioni che il regime ha lasciato in un Paese in cui tradizione e modernità cercano di integrarsi in un percorso non sempre conforme alle previsioni economico-politiche degli statisti europei.

FAR EST & DIKIY OVEST: la trama

Silvia Luscia, FAR EST & DIKIY OVESTLa silloge di racconti,  presenta due storie simili di ricerca della libertà, le storie di due ragazzi mitizzati, l’Uomo Occidentale e l’Uomo Orientale balcanico. Sono due giovani  nati uno al di qua del confine orientale italiano ed europeo, nella città di Dikiy Ovest, e uno  al di là di tale confine nella megalopoli di Far Est.

Due città, due nomi, due avventure identiche alla ricerca della Grande Libertà che si svolgono attraverso le azioni e le parole dei diversi protagonisti dei racconti, rielaborati in alcuni casi dalla matita dell’illustratore Mattia Frialdi.  

Uomini e Donne di Oggi e di Ieri si trovano alla fine inesorabilmente riflessi nel condominio degli specchi della Memoria collettiva, che snuda  gli anelli che nella Grande Storia non hanno tenuto. Quelle saldature della catena però hanno creato la   comune e grande cultura europea in cui   i due ragazzi di Far Est e Dikiy Ovest possono sedersi e raccontarci due storie simili.

Silvia Luscia

Purtroppo non sono riuscita a reperire molte informazioni su Silvia Luscia, se non che è una professoressa, che ama scrivere opere di narrativa perchè le danno la possibilità di sfogare la sua fantasia e che, oltre ai volumi di cui ti ho parlato, ha pubblicato anche Il Capitano Fulvio Balisti: La storia del capo della segreteria speciale di D’Annunzio a Fiume.

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Conoscevi le opere di Silvia Luscia? Le hai già lette? Cosa ne pensi? Raccontacelo!

Cristina Speggiorin
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