È in libreria I padroni della ‘ndrangheta. Malacarne, una saga criminale, il primo romanzo di Claudio Cordova, pubblicato da Newton Compton nella collana Nuova Narrativa Newton. 448 pagine, 12,90 euro: il passaggio di un giornalista di inchiesta che ha dedicato anni a documentare i meccanismi reali della criminalità organizzata calabrese dal saggio alla narrativa, portando nel romanzo la conoscenza del territorio e delle dinamiche criminali che ha costruito sul campo.

I padroni della ‘ndrangheta: di cosa parla il romanzo
Giovanni Borruto è ancora un bambino quando il pallone gli sfugge e rotola ai piedi di don Nuccio Borrello, seduto nella piazza di Archi. Il vecchio gli racconta la storia antica di tre cavalieri: Osso, Mastrosso e Carcagnosso, la leggenda di fondazione della ‘ndrangheta, tramandata nelle famiglie come mito di origine. Una storia di vendetta e di regole non scritte, di uomini d’onore. Da quel momento, Giovanni impara ad ascoltare e a tacere: il silenzio, in certi posti, è già una forma di potere.
Accanto a lui crescono i fratelli Temi, spavaldi e affamati di futuro, in anni in cui la Calabria cambia pelle e con lei l’Organizzazione. Dal porto di Gioia Tauro la cocaina riscrive le gerarchie e accorcia le distanze con l’Europa e il resto del mondo, sotto il controllo dei Pisano. Nell’entroterra dell’Aspromonte comandano gli Scarcella, padroni di una geografia fatta di boschi e sentieri invisibili. Presto il potere delle famiglie si intreccia con quello delle logge massoniche, della politica e dei servizi deviati, dando vita a un’entità dalle molte teste e da un solo imperativo: tutti devono mangiare. Ma le alleanze sono fragili, e chi sbaglia paga senza appello.
Dal saggio al romanzo: perché la scelta narrativa
Il passaggio di Cordova dalla saggistica di inchiesta al romanzo non è scontato e merita una nota. Cordova ha già pubblicato Gotha, il libro-inchiesta sui legami tra ‘ndrangheta, massoneria e servizi deviati per Paper First (la collana del Fatto Quotidiano), con la prefazione del procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho. Ha poi scritto Il Sistema Reggio, un libro-inchiesta sull’intreccio tra politica e criminalità organizzata nella città dello Stretto. È fondatore e direttore del quotidiano online Il Dispaccio di Reggio Calabria. La sua conoscenza della ‘ndrangheta non viene dai libri: viene dagli anni passati a seguire inchieste, sentenze, collaboratori di giustizia e operazioni antimafia nella provincia più densa di presenze ‘ndranghetiste d’Italia.
Con la narrativa Cordova sceglie un registro diverso: non i nomi reali e le sentenze del giornalismo di inchiesta, ma personaggi di finzione che incarnano dinamiche documentate. La saga di Giovanni Borruto, dei fratelli Temi, dei Pisano e degli Scarcella non è la cronaca di un clan specifico, ma la distillazione di anni di osservazione di come la ‘ndrangheta funziona davvero. I meccanismi che descrive (il controllo del porto, i rapporti con la massoneria, l’intreccio con i servizi deviati) sono gli stessi che Cordova ha analizzato nei suoi saggi, trasportati in una saga familiare corale che permette di raccontarli con più libertà narrativa. Per chi vuole approfondire il genere crime nella narrativa italiana, sul sito è disponibile la guida al crimine e alle sue sfaccettature.
La ‘ndrangheta tra storia e mito: le radici della saga
La scena di apertura con la leggenda di Osso, Mastrosso e Carcagnosso non è un dettaglio decorativo. I tre cavalieri spagnoli (secondo la tradizione orale della ‘ndrangheta, tre nobili fuggiti dalla Spagna dopo una vendetta d’onore, approdati sulle coste della Calabria e fondatori delle tre grandi organizzazioni criminali del Sud) sono il mito di fondazione che la ‘ndrangheta trasmette ancora ai propri affiliati durante i rituali di iniziazione. È un’organizzazione criminale che ha saputo conservare intatte fisionomia e presenza dall’Unità d’Italia, accrescendo la propria forza economica e il potere di condizionamento politico: Cordova parte da questa radice mitica per costruire una saga che segue la trasformazione dell’organizzazione nel corso di decenni, dalla ‘ndrangheta agro-pastorale dell’Aspromonte alla multinazionale del narcotraffico che oggi controlla il porto di Gioia Tauro, primo porto per movimentazione di container del Mediterraneo.
A chi è rivolto I padroni della ‘ndrangheta
È una lettura per chi ama le saghe criminali corali con ambientazione italiana, per chi ha seguito le grandi serie sulla criminalità organizzata (da Gomorra in poi) e vuole approfondire il contesto attraverso la narrativa, e per chi è curioso di capire come un giornalista di inchiesta trasforma anni di documentazione in un romanzo. Il tono è definito dallo stesso comunicato come «duro e magnetico», con personaggi in cui il rispetto si misura con il sangue e l’innocenza è un lusso che nessuno può permettersi. I padroni della ‘ndrangheta. Malacarne è in libreria: 448 pagine, 12,90 euro, Newton Compton, ISBN 9788822797827.