Promozione della lettura e sostegno agli editori

Sono le parole usate dal primo ministro scozzese Nicola Sturgeon durante la Scottish Book Trade Conference al Surgeons Quarter di Edimburgo, per combattere i pregiudizi e favorire la diffusione del libro come testimonianza di apprendimento, comprensione e unità.

Un monito che è un grido di speranza per un’epoca che sta andando alla deriva per quanto riguarda la cultura; la vita oggi è in continua evoluzione, con ritmi sempre più sfrenati, con immagini video sempre più alla ribalta e la lettura pian piano, a poco poco, viene messa da parte… e Dio non voglia che abbia a scomparire.

Un libro è fonte continua di arricchimento, non solo culturale, ma intellettivo, sociale, etico, morale.

Antoine de Saint-Exupéry, nel suo intramontabile capolavoro Il Piccolo Principe, scriveva “Tutti i grandi sono stati bambini una sola volta. Ma pochi di essi se lo ricordano”; io me lo dico da sola, sono stata una bambina, e talvolta lo ritorno, fervida lettrice grazie a mio padre e questa passione non è mai morta, anzi.

E sono d’accordo con la Primo Ministro scozzese; è importante che ci sia un valido supporto nei confronti di coloro, mi riferisco agli editori, che lavorano e cercano di promuovere la cultura del libro con costanza e dedizione, ricercando sempre nuovi filoni e autori, senza tralasciare il vecchio che viene ripreso e “ri-editato” in modo da renderne più accattivante la lettura. Perché il  mondo dell’editoria non è facile, c’è tanta concorrenza e perchè tale commercio rimanga “fiorente” necessita di strumenti sempre nuovi al passo con le richieste che vengono dal mercato.

E la signora Sturgeon si sta muovendo per ravviare, attraverso il suo mandato, un modo per far sì che venga data maggiore attenzione a questo comparto ed ha istituito la sovvenzione Scots Language Publication Grant che dovrebbe promuovere e supportare tutti coloro che in Scozia lavorano nel mondo delle pubblicazioni, in particolare le voci letterarie emergenti. Inoltre il suo governo si sta attivando affinché venga migliorata la lettura della prima infanzia nelle scuole primarie e secondarie.

Da questo punto di vista devo dire che l’Italia ha sempre dato spazio a ciò che riguarda la cultura, infatti esiste da sempre un Ministero dei beni culturali, e dal 2007 è stato istituito, come istituto autonomo di questo Ministero, il Centro per il Libro che è deputato a rappresentare un punto di riferimento nazionale in materia di promozione della lettura e la sua creazione sembra attestare una prima consapevolezza dell’importanza della lettura nell’ambito delle politiche pubbliche nel nostro Bel Paese.

Esistono i dati ISTAT che fotografano lo stato di salute della maggior parte dei fattori che segnano la nostra vita, ed è stata stilata anche una classifica per quanto attiene allo stato di salute della produzione e la lettura in Italia: nel 2017 il 41% degli italiani sopra i 6 anni ha letto almeno un libro (23 milioni e mezzo di persone), il che vuol dire che il 59% non ne ha mai aperto uno, in questo purtroppo, siamo molto indietro rispetto agli altri Paesi; di contro, i titoli pubblicati sono aumentati rispetto all’anno scorso del 9,3%.

E qual è allora il problema per cui le persone leggono poco o nulla? Sempre i dati Istat dicono che: “non si legge per noia, mancanza di passione o tempo libero, preferenza per altre forme di svago”.

Quando pensiamo alla lettura, il nostro cervello ci mostra un libro, ma quando parliamo di lettura non si parla solo ed esclusivamente di libri, ma posso parlare di giornali, riviste, siti web. Certo sfogliare le pagine di un libro non “provoca” la stessa emozione che “girare” le pagine di uno schermo, ma ben vengano queste forme alternative, che soprattutto nei giovani che passano la maggior parte del loro tempo davanti ad un pc, possano conciliare l’utile al dilettevole e, magari, risvegliare la voglia di leggere con un libro in mano.

Diciamo grazie, allora, al Ministro scozzese, al governo italiano e all’editoria in generale, che stanno cercando di farci riappropriare della nostra cultura, perchè solo credendo nel ruolo principale che la formazione culturale ha in una società riusciremo a costruire un mondo migliore.

“La letteratura può essere il mezzo per caricare di senso una cosa di per sé insensata come l’esistenza” – Antonio Tabucchi

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