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Milo, il leoncino dispettoso

Milo, il leoncino dispettoso: perché è importante essere umili

Oggi ti racconto la storia di Milo, un leoncino che ha imparato quanto è importante essere umili

Mio piccolo lettore, devi sapere che l’umiltà è una dote rara quanto preziosa. È importante possederla, così come è importante essere capaci di essere umili, di non peccare mai di presunzione e pensare quindi di essere migliori degli altri.

Così, quest’oggi, voglio raccontarti la storia di Milo, il leoncino dispettoso

Milo, il leoncino dispettoso: conosciamolo!

Nel cuore della foresta, tra gli alberi secolari e la folta vegetazione, vivevano  Milo e la sua famiglia.

Milo era un leoncino tutto pelo e dal manto folto e morbido. I suoi occhi erano scuri e vispi e le sue orecchie sempre ritte pronte a cogliere qualsiasi movimento.

Era fulmineo, gli occhi sempre curiosi che guizzavano da una parte all’altra, le zampe protese come a voler scattare velocemente: suo padre era fiero di lui, sapeva sarebbe diventato un degno erede.

Milo, però, oltreché essere un leoncino tutto pepe, era anche molto dispettoso: si divertiva far spaventare gli altri animali, con grande dispiacere dei suoi genitori.

Quest’ultimi, difatti, benché felici e orgogliosi del fatto che il loro leoncino sarebbe divenuto un leone di tutto rispetto, si dispiacevano che si comportasse in quella maniera.

Il piccolo leone trascorreva nella foresta le sue giornate tra la scuola e il divertimento.

Nonostante si comportasse in modo impertinente con tutti, il castoro Lulù, il pettirosso Pongo e persino l’orsetto bruno Bibo, grande e grosso più di lui, cercavano di essergli amici, ma con scarsi risultati: Milo non voleva essere amico di nessuno, stava bene da solo.

«Non ho bisogno di nessuno!» Esclamava superbo, «diventerò il Re della foresta, un giorno!»Milo, il leoncino dispettoso

«Su Milo», lo redarguiva bonariamente il padre, «non devi essere così scortese, è bene che tu e gli altri animali siate amici, potresti avere bisogno di loro un giorno. Se continuerai a spaventarli e trattarli senza rispetto, potrebbero ripagarti nella stessa maniera»

«Oh, non mi importa» rispondeva con aria sostenuta il piccolo leoncino.

Un giorno, però, tornando a casa trovò la madre in lacrime e preoccupato le corse incontro

«Mammina perché piangi, cosa è accaduto?»

«Oh Milo, piccolo leoncino mio, tuo padre oggi è rimasto gravemente ferito ad una zampa, una trappola nella foresta», terminò mesta

«Come può essere?» Disse incredulo il leoncino «lui sa fiutarle e riconoscerle.»

«La trappola era ben nascosta tra le foglie.»

«Dov’è adesso?» Chiese con quel suo solito cipiglio sicuro di sé.

Milo vide il padre gemente a letto, aveva gli occhi socchiusi e ansimava, sulla fronte una benda fresca: per via della ferita era salita la febbre.

Il leoncino vedendo a quel modo il padre, sempre forte e duro come una roccia, si rattristò. Il padre, accortosi della sua presenza, gli sorrise e lo chiamò «Milo, figliolo mio, avvicinati», faceva fatica persino a parlare, «ascoltami bene, se dovesse accadere il peggio dovrai essere tu a curarti di tua madre»

«No!» Lo interruppe il leoncino «non ti accadrà nulla, noi leoni siamo gli animali più forti della foresta»

«Milo, caro, il tuo entusiasmo mi rincuora ma la ferita è profonda», il padre rivolse lo sguardo verso la zampa malconcia e bendata.

 Milo pensò per qualche istante poi disse «Ci deve pur essere un rimedio.»

«Figliolo l’unico modo per guarire è preparare un unguento con un’erba speciale che nasce su un monte al di là del profondo fiume che scorre al centro della foresta, arrivarci è… impossibile.» Così dicendo il vecchio Re della foresta tossì stanco.

«Io ci riuscirò», disse con convinzione Milo

«Non se ne discute, è pericoloso», terminò la frase il padre

Milo che era anche un leoncino cocciuto più di un mulo, insistette tanto che alla fine, i genitori acconsentirono.

 Milo, il leoncino dispettoso inizia il suo lungo viaggio

Il mattino seguente il leoncino si preparò alla partenza, salutò il padre e la madre, quest’ultima con le lacrime agli occhi gli disse «Abbi cura di te figliolo, sta’ attento!»

«Niente mi fa paura», disse audace come sempre il piccolo animale.

Prima di addentrarsi nel bosco il leoncino fu raggiunto da Bibo, Lulù e Pongo.

«Cosa ci fate qui?» Disse scontroso

«Abbiamo saputo di tuo padre», rispose con gentilezza Bibo, «abbiamo deciso di venire con te.»

Milo rise sprezzante, «E cosa volete che me ne faccia del vostro aiuto? Ce la faccio da solo.»

«Il bosco è pieno di pericoli», insistette la dolce Lulù

«E io saprò fronteggiarli», il tono di Milo era veramente duro, così, senza lasciare spazio ai tre animaliMilo, il leoncino dispettoso, proseguì nel suo cammino.

Camminò per un tempo che a lui parse interminabile. Dopo qualche ora si sentì stanco, la sera stava calando e nel bosco si udivano inquietanti versi.

Milo ebbe paura, era solo e piccolo, ma durò poco, lui era un leone e ai leoni non era consentito avere paura.

Trovò rifugio in una grotta, si accovacciò su sé stesso e guardando la luna e le stelle prese sonno. Il mattino seguente quando si svegliò, si stirò per bene, decise di riprendere subito il viaggio: non voleva perdere alcun tempo.

Dopo qualche ora giunse in prossimità del grande fiume di cui aveva parlato il suo papà!

Milo era pure un leoncino coraggioso, ma non sapeva nuotare! E adesso, come avrebbe fatto ad attraversare quel fiume spaventoso?

Miei piccoli lettori, la prima parte delle avventure di Milo, il leoncino dispettoso termina qui… cosa accadrà al piccole leone? Riuscirà a recuperare l’erba medicinale per curare il suo papà?

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Cosa ne pensi dell’essere umile? E di Milo, questo piccolo leoncino, cosa te ne pare?
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Anna Bruno
Anna Bruno
1 mese fa

La tua fiaba è coinvolgente, l’ho letta tutta d’un fiato! Complimenti sinceri, aspetto il seguito.

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