Empusa

Libri dalla Storia: Empusa, l’antenata dei vampiri

Una donna seducente che nasconde un oscuro e terribile segreto

La festa di Halloween si avvicina e, come nella notte di Ognissanti si destano le creature più orrende e mostruose, quest’oggi mi accingo a risvegliare dalle sabbie della Storia una figura tanto seducente quanto pericolosa!

Sto parlando dell’Empusa, un personaggio della mitologia greca che sicuramente ti risulterà un poco familiare.
Sei incuriosito? Allora mettiti comodo e preparati a scoprire di più su questa spaventosa creatura!

Empusa: il nome e l’aspetto

Le Empuse compaiono al fianco di Ecate, la dea dell’Oltretomba, della magia e dell’occulto. In quanto sue ancelle esse appaiono durante i sacrifici rituali rivolti ai defunti e si oppongono al loro passaggio verso il mondo dei morti. Il loro nome, infatti, vuol dire “colei che si oppone”.

Ma non è l’unica etimologia possibile.
Secondo alcuni il termine Empusa deriverebbe da empodòs che vuol dire “che stanno ferme sulle zampe”.

Empusa funartIn alcuni brani vengono dipinte come donne mostruose, con zampe di asino o di bronzo. Possono assumere molte forme (una più spaventosa dell’altra!): mucca, donne serpentiformi (in questo caso vengono chiamate lamie), vecchie megere o cagne rabbiose.

Nell’immaginario greco tutti questi animali (cani, asini e cavalli) simboleggiavano l’oscurità e le forze del male per antonomasia. Per questo erano tanto temute dai Greci a tal punto che, con il nome di Lamie o Mormò, erano inseriti nei racconti popolari per spaventare i bambini, un po’ come il nostro lupo cattivo o l’uomo nero.

Queste orrende creature, si diceva, sorgevano dall’Ade per succhiare e divorare il sangue dei bambini appena nati. Persino il dio Dioniso è terrorizzato quando si imbatte in un’empusa, insieme al servo Xantia, nella commedia Le Rane di Aristofane:

 

XANTIA: È meglio andare avanti: questo è il posto dei mostri di cui parlava Eracle.
DIONISO: Ma che vada a farsi fottere! Faceva il fanfarone per mettermi paura, geloso com’è del mio coraggio guerriero: “Non ce n’è un altro” vanaglorioso come Eracle. Mostri! Avrei piacere di incontrarne qualcuno e avere un’avventura che valga la pena di questo viaggio.
XANTIA: Bravo! Stt… sento un rumore…
[…]
XANTIA: Perdio ecco un mostro gigantesco.
DIONISO: Com’è?
XANTIA: Tremendo; e prende tutte le forme, ora bue, ora mulo, ora donna bellissima.
DIONISO: Dov’è che mi ci fiondo?
XANTIA: Ma già non è più donna, è un cane.
DIONISO: Allora è l’Empusa!
XANTIA: In effetti ha tutto il viso in fiamme.
DIONISO: E una gamba di bronzo!

Empuse e Vampiri

Divorare bambini o crescerli come la loro demoniaca progenie, però, non è l’unica occupazione di questi mostri.

Tutte le leggende e i miti che circolavano intorno a queste inquietanti figure concordavano con un dato: le Empuse si cibavano del sangue e della carne degli uomini!

Secondo un’altra interpretazione, infatti, il nome di Empusa potrebbe derivare anche dal verbo empìno che vuol dire appunto “bere”.

Empusa vampiroIn questo, sembra che queste creature non differiscano molto dai vampiri, creature che tutti, di solito, tendono a collocare negli inquietanti scenari dell’Est Europa medievale.

In verità le origini del vampiro sono molto più antiche e ve ne sono tracce già nella letteratura antica, greca e romana e persino in alcune culture precedenti!

Filostrato, uno scrittore greco del II secolo, nella sua Vita di Apollonio di Tiana, racconta, ad esempio, dell’incontro tra un’Empusa e Menippo, un giovane aitante e di bell’aspetto.

L’Empusa aveva assunto l’aspetto di una donna ricca e bellissima e aveva sedotto il giovane Menippo che, folgorato da quella demoniaca presenza, aveva accettato di sposarla.

Apollonio, però, il protagonista dell’opera di Filostrato, durante il matrimonio di Menippo, smaschera la donna e rivela la sua vera natura:

Non è realtà, bensì apparenza di realtà. E affinché comprendiate ciò che dico, quest’ottima sposa è un’Empusa che molti chiamano Lamia o Mormò. Questi esseri sono attratti anche dai piaceri sessuali, ma soprattutto amano la carne umana e con quei piaceri attirano coloro che vogliono divorare. […]
Allora lo spirito immondo finse di piangere, supplicando di far cessare i tormenti che l’avrebbero costretto a rivelare la sua vera natura. Ma Apollonio insisté finché quello non confessò di essere un’empusa che aveva sedotto Menippo coi piaceri del sesso per poterne poi divorare il corpo. Infatti, per nutrirsi, lei sceglieva sempre i giovani belli e forti, perché hanno il sangue assai fresco.

Certo non si può parlare di “vampiri” nella Grecia antica!

Il vampiro che conosciamo noi oggi, che vediamo sugli schermi o sui libri, è sicuramente un prodotto moderno che deve moltissimo al Dracula di Bram Stoker.

Tuttavia, può essere considerato una sorta di archetipo culturale che incarna la figura del seduttore e del predatore circondato da un’aura maledetta che esercita al contempo fascino e paura!

In questo senso, invece, l’Empusa, così come molte altre figure della mitologia classica orientale e occidentale, possono essere considerati dei validi antenati da cui il moderno vampiro ha certamente tratto ispirazione.

Se la figura del vampiro ti affascina e se, aspettando Halloween, desideri approfondire tutte le sue diverse declinazioni nel tempo e nello spazio ti consiglio di leggere Prima di Dracula: Archeologia di un Vampiro di Tommaso Braccino (edito da il Mulino).

E per concludere non mi resta che augurarti un buon Halloween e anche una buona lettura…dell’orrore!

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Giuseppe Fumarola
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