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Leggilo anche tu: Tutte le volte che ho pianto di Catena Fiorello

Un nuovo romanzo di Catena Fiorello, per scoprire che c’è sempre un’altra strada da percorrere, anche quando la speranza latita

Le lacrime e il loro potere catartico. Le lacrime e l’autenticità del cuore. Sono segno di debolezza o di sensibilità o semplicemente sono segnali di vita? Sensibilità e debolezza, parole che, in un mondo in cui vince chi aggredisce per primo, sembrano fuori luogo e fuori posto.

Piangere è umano… e siccome mi sento umana e so che anche tu che stai leggendo lo sei, ti dico che le lacrime quando sono vere e non ostentate fanno bene: all’anima, al cuore e alla vita di chi le versa. Perché rendono umani e di umanità abbiamo bisogno. E se ti capita di piangere, uomo o donna che tu sia, non vergognarti mai delle tue lacrime, se sono vere, sono gocce di anima, sono perle di cuore.

Si parla di lacrime, almeno nel titolo,  nel romanzo che voglio segnalarti oggi. E se pur non posso entrare nei pensieri di Catena Fiorello, credo che, se ha scelto Tutte le volte che ho pianto come titolo per il suo ultimo romanzo, sicuramente sarà stato perché conosce bene il valore delle lacrime.

Catena Fiorello

Catena Fiorello (Catania, 10 agosto 1966) è una scrittrice e autrice televisiva. È sorella dello showman Rosario e dell’attore Giuseppe. Ha collaborato principalmente all’elaborazione dei testi per numerosi programmi televisivi.

Numerosa la sua produzione letteraria: Picciriddra nel 2006, Casca il mondo casca la terra nel 2012, Dacci oggi il nostro pane quotidiano nel 2013, Un padre è un padre nel 2014,  L’amore due passi nel 2016.

Edito da Giunti, in libreria dal 13 febbraio 2019, Tutte le volte che ho pianto, racconta la storia di Flora, una donna del nostro tempo con i suoi dolori e le sue lotte con il quotidiano, nella cornice di una Messina autunnale e ancora tiepida.

Messina, veduta aerea

La scelta di ambientare il romanzo a Messina, non è casuale: la stessa Catena, in alcune interviste ha affermato che Flora, la protagonista e Messina, la città dove vive, sono entrambe apparentemente sottotono, quasi dimesse ma in realtà hanno una bellezza nascosta che aspetta soltanto di essere scoperta e messa in luce. Inoltre il romanzo, sempre a detta della sua autrice, a dispetto del titolo, è aperto alla speranza, al positivo che si fa strada malgrado e nonostante tutto e tutti.

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