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The Morgan Library

Leggere a New York: The Morgan Library

Ultimo capitolo del viaggio per le librerie della grande mela: The Morgan Library

Innanzitutto Buon Natale! caro lettore di Libri.ICrew.

Ecco il mio regalo per te, che anche in un giorno così speciale dimostri la tua fiducia aprendo le pagine e gli articoli che noi redattori riempiamo di passione e di emozioni.

Proprio così, questo articolo, il terzo di un trittico che parla delle librerie di New York, arriva un po’ in ritardo rispetto alla cadenza con cui sono arrivati gli altri due, ma ho pensato che sarebbe stata una strenna giusta per la sera del venticinque dicembre, la possibilità di accomodarsi sul divano con la pancia bella piena e leggere un pezzo che riguarda la città più famosa al mondo, la più natalizia e la più affascinante.

Se ti sei perso gli altri due articoli, ti faccio un piccolo riepilogo: a settembre sono stato in viaggio nella grande mela per dieci giorni, e ne ho approfittato per andare a visitare alcune librerie famosissime. Lo scopo di questi articoli non è quello di pormi da guida turistica, lungi da me, ma quello di raccontare a te lettore le mie emozioni, che hanno caratterizzato quel viaggio: e stasera mi sembra l’occasione giusta per leggerli tutti e tre di fila, come se fossero un bel film da guardare in famiglia; nel primo articolo ho parlato della New York Public Library, mentre nel secondo ho concentrato le mie emozioni provate in un pomeriggio passato nella più grande ed importante catena di vendita al dettaglio di libri: Barnes & Noble.

Ma veniamo finalmente al fiore all’occhiello del mio tour in terra americana di settembre: The Morgan Library. Ti assicuro che nonostante siano passati già tre mesi ho ancora impresse in me le sensazioni vissute quel giorno, lo stupore e la meraviglia di passeggiare per quelle stanze così ricche di storia e di cultura. Scrivere di questa libreria nei giorni poco precedenti al Natale mi sembra la giusta chiusura del cerchio emozionale che ho vissuto: in questa libreria ho respirato magia. Magia, che è la parola che meglio si sposa col Natale.

La biblioteca, che in realtà ora è un museo, si trova nella Midtown di Manhattan, a pochi passi dall’Empire State Building, il grattacielo reso famoso anche dal film King Kong, in un piccolo quartiere veramente poco affollato, che si chiama Murray Hill. Nel museo si trova tutta la collezione appartenuta a John Pierpont Morgan, un finanziere vissuto tra il 1837 e il 1913, che in quell’epoca era considerato uno degli uomini più ricchi al mondo. Vista la sua grande passione per la letteratura e l’arte in genere, Morgan iniziò a collezionare libri e manoscritti che comprendevano testi riguardanti la pittura, la scultura, spartiti musicali e rarità letterarie. Solo quando questa collezione non poteva essere più gestita e contenuta nel suo salotto, fece costruire questa libreria che diventò la sua personale biblioteca. Questa collezione è considerata ancora oggi una delle più importanti al mondo, e ti assicuro che non faccio fatica a crederlo.

L’apertura al pubblico è avvenuta nel 1924, per opera del figlio di Morgan, che avviò alcune opere di restauro e fece costruire intorno alle sale della biblioteca delle altre sale ricche di opere d’arte, facendo così prendere a tutto l’edificio le sembianze di un museo. Leggendo le varie tavole esposte sulle pareti del museo, riportanti la storia di questa libreria, ho scoperto che anche noi italiani abbiamo motivo di essere orgogliosi se la visita a questa struttura è così emozionante. Nel 2006, infatti, l’architetto Renzo Piano ha progettato il salone di taglio ampio e moderno che collega le strutture vecchie con quelle nuove, dando a tutto il museo l’aspetto attuale. Se mai dovesse esserci bisogno di ricordarlo, Renzo Piano ha legato molto il suo nome alla città di New York, e durante la mia vacanza sono riuscito a vedere il palazzo dove ha sede il The New York Times da lui progettato: uno spettacolo!

West Room
Uno scorcio della West Room

Nel museo della Morgan Library si entra accolti appunto da questo ampio salone luminoso, di stile molto moderno, dove sono esposte diverse opere d’arte. Si procede passeggiando fino a raggiungere una piccola porticina che guida il visitatore in un salto temporale incredibile: si entra nella West Room, una sala di lettura tutta tappezzata di damasco rosso e impreziosita da dipinti incredibili. Il più famoso è il Portrait of a Man with a Pink di Hans Memling che risale al 1475 circa (ammetto che queste informazioni sono andato a ricercarle on line perché non mi ricordavo titolo e autore). È una sala che trasmette storia e cultura. In queste occasioni a me piace sempre immaginare “dotti” del tempo passato che si immergono nelle loro poltrone e si riempiono la mente leggendo pagine antiche, e lo faccio sempre “disprezzando” un po’ il nostro tempo dove al massimo ci sediamo su un muretto e leggiamo fake news o polemiche sui gruppi Facebook dal telefonino. Ma poi, essendo io l’elogio del controsenso, tiro fuori il mio di cellulare e inizio a scattare foto da postare su Instagram, perché questo luogo merita (e chiede!) di essere condiviso con il resto degli amici e, spingendomi anche oltre, vista la sua bellezza, anche con il resto dell’umanità.

E il bello doveva ancora venire.

Si lascia alle spalle la West Room e in pochi passi si raggiunge la East Room, e qui, amica o amico lettore, sono rimasto letteralmente di stucco, ed è un eufemismo. Io sono rimasto davvero disarmato. Ho sentito gli occhi gonfiarsi e le lacrime scendere per l’emozione. Io penso di non esagerare se azzardo che questa benedetta East Room della Morgan Library sia uno dei luoghi legati al mondo dei libri e della cultura in genere più belli ed emozionanti che abbia mai visto: tre piani di libri, e non libri qualunque, ma libri rari; calette e piccole passatoie per raggiungerli, soffitti a volta ricchi di dipinti splendidi e un sontuoso camino nel bel mezzo della parete più lunga. Ho guardato negli occhi mia moglie ed entrambi ci siamo detti senza parlare: “Ma che posto è?” “Hai mai visto qualcosa di più bello?“.

East Room
Il mio ego che svolazza nella East Room

Ecco perché ho tenuto la Morgan Library per ultima nella trilogia di articoli dedicati New York: perché come in un Festival musicale l’artista più importante arriva per ultimo, perché come ad un concerto la canzone più bella e più attesa è sempre messa in chiusura della scaletta. La Morgan Library è stata L’Albachiara del mio viaggio a New York. (in realtà anche Times Square di notte ha fatto lo stesso effetto, ma lì si leggono solo pubblicità su grandi schermi illuminati, qui essendo un po’ più elevati e distinti dobbiamo per forza far riferimento ai libri). 

Come già detto, in questa East Room ci sono libri antichissimi e rarissimi, protetti dalle luci soffuse che uniscono l’utilità di non rovinare i volumi al piacere di creare una atmosfera unica. Fiore all’occhiello di questa collezione è una copia, delle tre uniche esistenti al mondo, della Bibbia di Gutenberg. Se non ricordo male, proprio la Bibbia, è stato il primo libro stampato dopo l’invenzione della stampa, proprio dal tipografo tedesco, e capisci che essere lì davanti a un libro del genere custodito sotto una teca è un’emozione che ti sconvolge e ti resta dentro per sempre. Anche in questa sala non ho rinunciato a fare fotografie e video. Anche ora, mentre sto scrivendo questo articolo, sono andato a riguardare le immagini e mi ha assalito un grosso vortice di malinconia. Ma tu sei mai stato a New York? Hai mai visto lo Skyline di Manhattan di sera da Brooklyn? Se la tua risposta è positiva puoi sicuramente capire il mio stato d’animo e ammettilo, vorresti tornarci immediatamente. Chissà poi in questo periodo di feste che cosa meravigliosa deve essere.

bibbia
Una copia della Bibbia di Gutenberg

Si lascia la East Room e si torna dell’ampio salone d’ingresso seguendo un percorso guidato che porta allo Shop del museo. Anche il negozietto è splendido. Ci sono un sacco di quaderni colorati, targhe, quadretti con citazioni tratte da libri famosi e sopratutto meravigliosi albi illustrati delle più belle favole di tutti i tempi. Per me era come essere davanti ad una bellissima donna vestita con un intrigante completo intimo: volevo tutto! Nell’articolo precedente ho scritto che essendo il mio inglese molto scolastico, ho evitato di acquistare libri che avrei tenuto solo come souvenir o come pezzo pregiato della mia collezione, ma qui, in mezzo a tutta questa magia ho ceduto. Mi sono comprato una edizione illustrata del Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupèry che tanto conosco già molto bene e quindi non ho necessità di comprensione della lingua.

 

 

Concludendo, e rinnovandoti gli auguri di Buon Natale, ti consiglio vivamente di programmare al più presto un viaggio a New York e di ritagliarti del tempo per far visita anche alle librerie. Io ne ho viste solo tre, ma ci vorrebbe solo un mese per visitarle tutte. Mi viene in mente la Rizzoli sulla 57° strada, famosa per il film “Innamorarsi” con Robert De Niro e Meryl Streep, e pensandoci bene… Perché non ci sono andato?

P.S chiedo scusa se le foto sono molto poco illuminate, ma come detto le sale offrivano una luce soffusa per ovvi motivi, e io non sono un grandissimo fotografo. Non volevo distorcere la magia della realtà con dei filtri artificiali.

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