Le riforestatrici di Gabrielle Filteau-Chiba arriva in Italia il 23 settembre 2026 per Iperborea. Il romanzo, pubblicato in originale con il titolo Hexa, immagina un mondo segnato dal collasso climatico in cui uno Stato autoritario controlla la popolazione, le nascite e gli spostamenti. Al centro c’è Thalie, quindici anni, che raggiunge la madre Sandrine nelle regioni del Nord e scopre una comunità di donne impegnate a riforestare il territorio e a custodire conoscenze che il sistema vorrebbe cancellare.
È una storia che unisce distopia, ecofemminismo, rapporto madre-figlia e lotta politica. Per chi cerca subito le informazioni pratiche: l’edizione italiana è tradotta da Luciana Cisbani, conta 384 pagine e ha ISBN 9791281724846. Ma il punto più interessante è capire che cosa rappresentano le riforestatrici e perché, nel mondo creato da Filteau-Chiba, piantare alberi diventa anche un gesto di resistenza.
Le riforestatrici: trama senza spoiler
Thalie ha quindici anni e vive in una società nata dopo una catastrofe climatica. Il nuovo ordine promette stabilità, ma la ottiene attraverso un controllo invasivo: lo Stato regolamenta i corpi, sorveglia i cittadini e limita la libertà individuale. Anche la tecnologia diventa uno strumento di obbedienza, con persone identificate e monitorate attraverso dispositivi imposti dal sistema.
Ogni anno Sandrine, la madre di Thalie, parte verso il Nord per lavorare alla riforestazione. Quando la ragazza decide di raggiungerla, entra in un ambiente molto diverso da quello regolato dalle autorità. Qui incontra donne come Fäy, Miranda, Samaya e Raquel, legate da una rete di relazioni, conoscenze e pratiche che rifiutano l’idea che la sopravvivenza debba dipendere soltanto dal controllo statale.
La foresta diventa così un luogo concreto e simbolico. È un territorio da ricostruire dopo la devastazione, ma anche uno spazio in cui recuperare libri proibiti, saperi sulle piante, memoria familiare e forme alternative di comunità. Thalie comincia a capire che la storia di sua madre e quella delle altre donne nascondono scelte, perdite e traumi che riguardano direttamente anche lei.

Perché è una distopia ecofemminista
Iperborea presenta Le riforestatrici come un romanzo distopico e indica tra i suoi temi ecofemminismo, libertà, natura e politica. La definizione non dipende soltanto dall’ambientazione futura: il libro mette in relazione la crisi ecologica con il modo in cui il potere decide chi può scegliere, generare, muoversi e trasmettere conoscenze.
L’ecofemminismo entra nella storia attraverso questa sovrapposizione. La terra sfruttata e i corpi controllati non sono due problemi separati. Nel mondo di Thalie, la ricostruzione di un ecosistema richiede anche di rimettere in discussione un ordine politico che pretende di amministrare ogni aspetto della vita. Piantare, curare, conservare semi e tramandare saperi diventano quindi azioni con una dimensione politica.
La premessa può interessare chi ha apprezzato distopie costruite attorno a una domanda morale più che a una semplice lotta contro un regime. Sul sito abbiamo affrontato un meccanismo simile, ma su un terreno molto diverso, con Il virus della felicità di Neal Shusterman, dove il conflitto nasce dal tentativo di stabilire quale prezzo sia accettabile pagare per una società apparentemente migliore.
Natura, controllo dei corpi e libertà
Uno dei nuclei più netti del romanzo è il rapporto tra sicurezza e libertà. Dopo un disastro collettivo è facile immaginare una popolazione disposta ad accettare regole eccezionali pur di evitare un nuovo collasso. Filteau-Chiba spinge questa logica fino al punto in cui la protezione diventa sorveglianza e la gestione dell’emergenza si trasforma in un sistema permanente.
Il controllo delle nascite rende la questione ancora più personale. Il potere non decide soltanto come amministrare città e risorse: entra nelle genealogie, nei rapporti familiari e nella possibilità stessa di scegliere il proprio futuro. Per questo il romanzo lavora su tre generazioni di donne. Ogni generazione ha ricevuto una parte della storia e ne ha perduta un’altra; ricostruire ciò che è stato nascosto diventa necessario per capire il presente.
Anche la crisi climatica non resta sullo sfondo. Gli alberi da ripiantare, i territori devastati e la necessità di ricostruire ecosistemi danno una forma concreta alla catastrofe. Chi cerca narrativa in cui emergenza ambientale e vita privata si rispecchiano può recuperare anche il nostro approfondimento su La mia ragazza su Marte di Deborah Willis, che affronta il collasso climatico con una struttura e un tono molto diversi.
Thalie e Sandrine: il rapporto madre-figlia
La distopia funziona perché il conflitto politico passa attraverso una relazione intima. Thalie non raggiunge il Nord per aderire a un manifesto: vuole capire sua madre. Sandrine è una figura che la ragazza conosce solo in parte, perché una porzione importante della sua vita appartiene a quel lavoro stagionale e alle donne con cui condivide la riforestazione.
Entrare nel mondo della madre significa scoprire che gli adulti non hanno semplicemente accettato o rifiutato il sistema: hanno dovuto negoziare, nascondere, proteggere persone e prendere decisioni dalle conseguenze durature. La genealogia femminile annunciata dalla presentazione editoriale allarga quindi il romanzo oltre la formazione di Thalie e collega la sua crescita alle scelte delle generazioni precedenti.
È anche il motivo per cui Le riforestatrici non sembra costruito come una distopia puramente d’azione. Ribellione e repressione sono importanti, ma il mistero familiare, la memoria e la trasmissione dei saperi hanno un peso equivalente. La domanda non è soltanto come abbattere un sistema, ma che cosa bisogna salvare perché un altro modo di vivere sia possibile.

Gabrielle Filteau-Chiba: chi è l’autrice
Gabrielle Filteau-Chiba è una scrittrice, poetessa e attivista canadese. Nel 2013 ha lasciato la città per vivere in una capanna di legno nei pressi di Kamouraska, in Québec, inizialmente senza acqua corrente, elettricità o connessione internet. Natura, autonomia e difesa del territorio sono diventati elementi centrali anche della sua scrittura.
Prima di Le riforestatrici, in Italia sono arrivati i romanzi legati al ciclo di Kamouraska, tra cui Nella tana, Prede e La terra che ci scorre nelle vene. La pagina autore di Iperborea segnala inoltre che questa trilogia è in fase di adattamento cinematografico. Il nuovo romanzo, però, viene presentato come un’opera nuova e autonoma: non è necessario leggere i libri precedenti per entrare nella storia di Thalie.
Per la biografia e il catalogo aggiornato si può consultare la pagina ufficiale di Gabrielle Filteau-Chiba su Iperborea. Il percorso dell’autrice aiuta a capire perché la foresta nei suoi libri non sia soltanto un paesaggio: è un luogo di vita, conflitto e scelta politica.
Uscita italiana, traduzione, pagine e ISBN
Le riforestatrici esce in Italia il 23 settembre 2026 per Iperborea, nella collana Gli Iperborei. La traduzione è di Luciana Cisbani. La scheda ufficiale Iperborea riporta 384 pagine, prezzo di copertina di 20 euro e ISBN 9791281724846.
| Titolo | Le riforestatrici |
|---|---|
| Autrice | Gabrielle Filteau-Chiba |
| Titolo originale | Hexa |
| Editore italiano | Iperborea |
| Uscita | 23 settembre 2026 |
| Traduzione | Luciana Cisbani |
| Pagine | 384 |
| ISBN | 9791281724846 |
Le riforestatrici è collegato alla trilogia di Kamouraska?
Non viene presentato come un nuovo volume della trilogia di Kamouraska. Hexa ha personaggi e scenario propri, mentre i romanzi precedenti dell’autrice seguono il percorso di Anouk e degli altri personaggi legati a Kamouraska. Chi scopre Filteau-Chiba nel 2026 può quindi iniziare da Le riforestatrici senza recuperare prima gli altri titoli.
Esiste però una continuità tematica evidente: foreste, attivismo ambientale, comunità alternative e rapporto tra esseri umani e territorio erano già centrali nella produzione precedente. Chi apprezzerà il nuovo romanzo potrà quindi usare la trilogia come percorso successivo, non come prerequisito.
Per chi può essere una lettura interessante
Le riforestatrici può interessare chi cerca distopie climatiche, narrativa ecofemminista e storie di formazione in cui il conflitto politico nasce da problemi concreti: gestione delle risorse, controllo dei corpi, perdita di biodiversità e trasmissione della memoria. La protagonista adolescente offre un punto di accesso immediato, ma i temi e la struttura generazionale collocano il romanzo oltre una semplice avventura young adult.
Per un altro esempio di società futura costruita attorno a un nuovo equilibrio di genere si può leggere anche il nostro articolo su Le Cronache di Gaia di Claudia Tonin. I due libri hanno mondi e obiettivi diversi, ma permettono di confrontare due modi di usare la distopia per parlare di potere, libertà e organizzazione sociale.
Domande frequenti su Le riforestatrici
Quando esce Le riforestatrici in Italia?
Il romanzo esce il 23 settembre 2026 per Iperborea.
Qual è il titolo originale?
Il titolo originale è Hexa.
Chi è la protagonista?
La protagonista è Thalie, una ragazza di quindici anni che raggiunge la madre Sandrine nelle regioni del Nord e scopre la comunità delle riforestatrici.
È una distopia?
Sì. Iperborea la presenta come una distopia ecofemminista centrata su natura, politica, libertà e controllo dei corpi.
Bisogna leggere prima gli altri libri di Filteau-Chiba?
No. Le riforestatrici viene presentato come un nuovo romanzo autonomo e può essere letto senza conoscere la trilogia di Kamouraska.