La voce di Gaza sarà al centro dell’incontro con Paola Caridi in programma a Berchidda il 13 agosto 2026. La data ufficiale, diversa dal 21 agosto indicato nel calendario editoriale di partenza, è confermata sia dall’editore sia dal programma di Time in Jazz. L’appuntamento inizierà alle 19:00 nello spazio Sa Casara – Sa colte ’e su ’oltiju e vedrà la giornalista e saggista dialogare con Mattea Lissia.
Pubblicato da Feltrinelli il 19 maggio 2026, il volume attraversa la storia di Gaza con una forma narrativa pensata anche per i lettori più giovani. Al centro non c’è una ricostruzione scolastica, ma il dialogo tra un bambino in fuga dal Nord della Striscia e un albero che custodisce la memoria del territorio. L’incontro sardo offrirà quindi l’occasione per parlare di letteratura, storia, trasmissione della memoria e responsabilità delle parole davanti alla guerra.

Paola Caridi a Berchidda: data, orario e programma
L’appuntamento è inserito nella sezione Time to Read della trentanovesima edizione di Time in Jazz, festival fondato e diretto artisticamente da Paolo Fresu. La parte estiva della manifestazione si svolgerà dall’8 al 16 agosto in diversi centri della Sardegna e affiancherà ai concerti incontri, laboratori e iniziative dedicate ai libri. Secondo il programma ufficiale di Time in Jazz, Paola Caridi presenterà La voce di Gaza giovedì 13 agosto alle 19:00 a Berchidda, in dialogo con Mattea Lissia.
La cornice del festival amplia il significato dell’incontro. Time in Jazz non propone il libro come semplice novità editoriale, ma come occasione di ascolto di una realtà spesso filtrata dalla cronaca e dall’emergenza. La scheda dell’evento insiste sulla necessità di restituire complessità alle persone, alle memorie e alle parole legate a Gaza. La partecipazione è collocata in un programma culturale che intreccia musica, letteratura, formazione e riflessione civile.
La voce di Gaza: il sicomoro che racconta la storia
La voce di Gaza nasce da un’immagine narrativa immediata: ai piedi di un antico sicomoro si ferma un bambino stanco, arrivato dal Nord di Gaza mentre cerca una via di salvezza. L’albero gli racconta ciò che ha visto nel corso dei secoli, trasformandosi in una voce capace di collegare passato e presente. Attraverso il suo sguardo entrano nella storia viaggiatori, mercanti, profeti, carovane e popoli che hanno attraversato una terra posta tra Africa, Asia ed Europa.
Il racconto richiama episodi e figure provenienti da tradizioni diverse, dai magi diretti verso Betlemme a Sansone, fino alle rotte commerciali dell’incenso e al viaggio di due giraffe dall’Etiopia verso Costantinopoli. La narrazione arriva poi alla Gaza contemporanea, alla guerra e alla distruzione. La presentazione editoriale usa esplicitamente il termine genocidio: nell’articolo è opportuno attribuire questa formulazione alla prospettiva dell’autrice e dell’editore, evitando di trasformarla in un’affermazione priva di contesto.
Memoria, radici e racconto per giovani lettori
Il sicomoro non è soltanto un narratore, ma il simbolo della continuità tra paesaggio, memoria e identità. Le radici trattengono ciò che le macerie rischiano di cancellare, mentre il bambino rappresenta la possibilità che la storia venga ascoltata e trasmessa. Con questo dispositivo Paola Caridi rende accessibili cinquemila anni di storia senza ridurli a una sequenza di date e conflitti. La memoria prende la forma di un racconto condiviso, nel quale natura e presenza umana diventano inseparabili.
Il libro dialoga con altre opere che affidano alla letteratura il compito di restituire volti e parole a Gaza. Su iCrewPlay Libri abbiamo raccontato Racconti da Gaza al tempo del genocidio, antologia nata da laboratori di scrittura svolti nei campi tenda, e Diario da Gaza di Wi’am Qudaih, testimonianza costruita durante il conflitto. La voce di Gaza sceglie però una strada diversa: non il diario diretto o il racconto collettivo, ma una favola storica capace di rivolgersi insieme a ragazzi e adulti.
Edizione Feltrinelli, illustrazioni e fascia di lettura
Feltrinelli ha pubblicato La voce di Gaza nella collana Feltrinelli Up. Il volume conta 144 pagine, ha un prezzo di copertina di 15 euro e porta l’ISBN 9788807910982. Le illustrazioni sono firmate da Marcella Onzo e accompagnano una storia indicata dall’editore per lettori da 10 anni. La componente visiva non è un semplice ornamento: aiuta a costruire il rapporto tra il bambino, l’albero e il paesaggio, rendendo leggibile un tema complesso senza attenuarne la gravità.
La scelta di rivolgersi a un pubblico da 10 anni è coerente con altri lavori di Caridi dedicati alla formazione civile, come Gerusalemme. La storia dell’Altro e Pace e guerra. Proteggere i diritti e costruire la democrazia. Anche in questo caso l’autrice usa la narrazione per affrontare storia, identità e conflitto senza rinunciare alla complessità. Il libro può quindi essere letto in famiglia, a scuola o nei gruppi di lettura, purché la discussione sia accompagnata e adeguata all’età dei partecipanti. I dati bibliografici sono disponibili nella scheda ufficiale di Feltrinelli.
Chi è Paola Caridi e come si inserisce il nuovo libro
Paola Caridi è giornalista, saggista e studiosa del Medio Oriente. Dopo il dottorato in Storia delle relazioni internazionali è stata corrispondente dal Cairo per Lettera22, associazione di cui è fondatrice e presidente, e ha vissuto e lavorato per circa dieci anni a Gerusalemme. La sua produzione unisce ricerca storica, esperienza giornalistica e attenzione per le forme con cui il mondo arabo viene raccontato in Italia.
Nel catalogo Feltrinelli figurano, tra gli altri, Gerusalemme senza Dio, Hamas. Dalla resistenza al regime, Il gelso di Gerusalemme e Sudari. La voce di Gaza prosegue questo percorso cambiando pubblico e registro. L’incontro di Berchidda permetterà di comprendere come un’autrice abituata al saggio e al reportage abbia trasformato materiali storici e politici in un racconto illustrato. Il dialogo con Mattea Lissia potrà inoltre approfondire il ruolo dell’albero narrante e il rapporto tra documentazione e invenzione.
Perché l’incontro va oltre la presentazione del libro
Chi parteciperà all’incontro troverà quindi molto più di una presentazione promozionale. Il libro apre domande su come raccontare una città distrutta, come trasmetterne la storia ai più giovani e come evitare che l’emergenza cancelli la profondità del tempo. La voce del sicomoro invita a guardare Gaza non soltanto come scenario del presente, ma come luogo attraversato per millenni da culture, scambi, migrazioni e racconti.
Salvo aggiornamenti del programma, l’appuntamento resta fissato per giovedì 13 agosto 2026 alle 19:00, a Sa Casara – Sa colte ’e su ’oltiju, Berchidda. Prima di organizzare il viaggio è consigliabile controllare eventuali variazioni sul sito del festival. La data del 21 agosto non compare nelle fonti ufficiali consultate e deve quindi essere considerata un’informazione da correggere nel calendario editoriale.