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Lettura: La sepoltura dei topi: dentro il capitolo escluso da Dracula
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La sepoltura dei topi: dentro il capitolo escluso da Dracula

L’antologia di Bram Stoker recupera L’ospite di Dracula e altri racconti rari del maestro del gotico

Valentina Paradiso 1 ora fa Commenta! 7
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La sepoltura dei topi riporta l’attenzione sul Bram Stoker che esiste oltre Dracula. L’antologia La sepoltura dei topi e altri racconti, annunciata in libreria per l’11 settembre 2026 da Burno, raccoglie quindici testi dell’autore irlandese e soprattutto recupera due tasselli particolarmente curiosi: L’ospite di Dracula e Gibbet Hill.

Contenuti
La sepoltura dei topi, cosa contiene la nuova raccoltaL’ospite di Dracula è davvero un capitolo escluso?Cosa succede nel capitolo perduto di DraculaPerché L’ospite di Dracula è interessante ancora oggiLa sepoltura dei topi e il lato meno conosciuto di Bram StokerGibbet Hill e gli altri racconti recuperati

Una precisazione è però necessaria: La sepoltura dei topi non è il capitolo eliminato da Dracula. È il titolo del volume e di uno dei racconti inclusi. Il testo collegato direttamente alla genesi del romanzo del 1897 è invece L’ospite di Dracula, pubblicato soltanto dopo la morte di Stoker.

La sepoltura dei topi, cosa contiene la nuova raccolta

La sepoltura dei topi

Secondo la scheda ufficiale di Burno, La sepoltura dei topi e altri racconti comprende quindici storie e inaugura la collana Horror Dimenticati. L’edizione italiana è un volume illustrato di 320 pagine, in formato 19 x 26 centimetri e con copertina cartonata.

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La selezione permette di osservare Stoker fuori dall’ombra ingombrante del suo vampiro più famoso. Il soprannaturale rimane importante, ma convive con racconti di suspense, atmosfere macabre, minacce più concrete e inquietudini tipiche della narrativa tardo-vittoriana. Per chi vuole ripercorrere l’evoluzione di queste forme narrative, abbiamo già approfondito la storia e le caratteristiche della letteratura horror.

  • La Coppa di Cristallo
  • Salvato da un Fantasma
  • La Profezia della Zingara
  • I Duplici
  • Gibbet Hill
  • La Casa del Giudice
  • Il Segreto della Crescita d’Oro
  • Il Vecchio Hoggen: un Mistero
  • Il Ritorno di Abel Behenna
  • La Squaw
  • L’Uomo di Shorrox
  • Il Sogno delle Mani Rosse
  • Le Sabbie di Crooken
  • La Sepoltura dei Topi
  • L’Ospite di Dracula

L’ospite di Dracula è davvero un capitolo escluso?

L’origine della definizione arriva direttamente da Florence Stoker, vedova e curatrice dell’eredità letteraria dello scrittore. Nel 1914 fece pubblicare Dracula’s Guest and Other Weird Stories e, nella prefazione, spiegò di avere aggiunto alla raccolta un episodio fino ad allora inedito proveniente da Dracula, eliminato perché il romanzo era diventato troppo lungo.

La prefazione e il racconto originale possono essere consultati nell’edizione digitale di Project Gutenberg. Da questa testimonianza nasce l’idea, diventata molto popolare, dell’inizio perduto di Dracula. È tuttavia più prudente parlare di episodio espunto o appartenente a una fase precedente della lavorazione: la precisa posizione che avrebbe dovuto occupare nel romanzo è stata oggetto di discussione tra gli studiosi.

Il collegamento con Dracula resta comunque evidente. Il protagonista è un giovane inglese in viaggio nell’Europa centrale e il racconto termina con un riferimento diretto al Conte, creando un ponte narrativo con il mondo che i lettori incontreranno nel romanzo.

Cosa succede nel capitolo perduto di Dracula

L’ospite di Dracula porta il lettore nei dintorni di Monaco, durante la notte di Valpurga. Un viaggiatore inglese decide di avventurarsi da solo nella campagna nonostante gli avvertimenti ricevuti. La sua escursione lo conduce verso un villaggio abbandonato e poi in un cimitero, mentre il tempo peggiora e l’atmosfera assume progressivamente i contorni del soprannaturale.

Tra tombe, neve, fulmini e presenze difficili da spiegare, il viaggiatore raggiunge il sepolcro della contessa Dolingen di Graz. La sequenza culmina con l’apparizione di una donna apparentemente morta e con l’intervento di un enorme lupo che, anziché comportarsi semplicemente come una belva, sembra avere una funzione misteriosamente protettiva.

Il dettaglio decisivo arriva dopo il salvataggio del protagonista: dall’albergo emerge che Dracula aveva chiesto che l’inglese venisse protetto. Il racconto acquista così il sapore di un prologo autonomo all’incontro con il Conte, pur presentando differenze rispetto alla forma definitiva del romanzo.

Perché L’ospite di Dracula è interessante ancora oggi

Leggere L’ospite di Dracula accanto al romanzo significa osservare il laboratorio narrativo di Stoker. Sono già presenti molti ingredienti destinati a diventare riconoscibili: il viaggio di un inglese razionale verso territori percepiti come estranei, gli avvertimenti ignorati, la compresenza di superstizione e realtà quotidiana e soprattutto l’impressione che il protagonista sia entrato in un mondo governato da regole che ancora non conosce.

È anche un buon punto di partenza per riscoprire quanto Dracula abbia inciso sul nostro modo di immaginare l’orrore. Tra i classici horror che continuano a essere letti oggi, il romanzo di Stoker conserva infatti una posizione particolare proprio per la capacità di unire il gotico tradizionale con una struttura narrativa sorprendentemente moderna.

La sepoltura dei topi e il lato meno conosciuto di Bram Stoker

Il racconto che dà il titolo all’antologia mostra invece un volto differente dello scrittore. Pubblicato originariamente nel 1896, La sepoltura dei topi segue un viaggiatore inglese che si inoltra nelle zone più povere e marginali della Parigi dell’Ottocento. L’incontro con raccoglitori di stracci, personaggi minacciosi e sciami di topi trasforma progressivamente la curiosità iniziale in una fuga per la sopravvivenza.

Qui l’orrore non dipende principalmente dai vampiri. Stoker costruisce la tensione sulla precarietà dell’ambiente urbano, sulla violenza umana e sulla presenza dei topi, che diventano il simbolo più concreto della decomposizione nascosta dietro la superficie della città moderna. È un esempio efficace di quanto la produzione breve dell’autore sapesse muoversi tra forme diverse di paura.

Gibbet Hill e gli altri racconti recuperati

L’altro elemento che rende particolare il volume è Gibbet Hill, racconto rimasto per oltre un secolo estremamente difficile da reperire e recuperato dalla produzione ottocentesca dello scrittore. La sua presenza, insieme a L’ospite di Dracula, sposta quindi l’interesse dell’antologia oltre la semplice ristampa di racconti horror già conosciuti.

La sepoltura dei topi e altri racconti può così essere letta come una porta d’ingresso verso lo Stoker meno conosciuto: non soltanto l’autore di un personaggio capace di modificare per sempre l’immaginario del vampiro, ma uno scrittore che sperimentò con fantasmi, presagi, crudeltà umane, ossessioni e paure quotidiane. L’ospite di Dracula rimane inevitabilmente il richiamo principale, ma le altre quattordici storie spiegano perché vale la pena guardare oltre il Conte.

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