La Biblioteca Alexandrina: dopo più di millecinquecento anni, come la fenice, rinasce dalle sue ceneri.

 

“Una città non è una città senza una biblioteca. Magari pretende di chiamarsi città lo stesso, ma se non ha una biblioteca sa bene di non poter ingannare nessuno.”

Neil Richard Gaiman

Oggi come allora, la Biblioteca di Alessandria è tra le biblioteche più importanti e prestigiose al mondo.

Come ampiamente discusso nel precedente articolo, la distruzione dell’antica Biblioteca di Alessandria d’Egitto è attribuita a incendi, invasioni, incuria e mancanza d’interesse.

Dopo più di 1500 anni di oblio, dal 1974, grazie ad un progetto selezionato dal comitato dell’Università di Alessandria d’Egitto per la creazione della nuova biblioteca dell’ateneo, sotto la direzione dell’UNESCO e grazie a contributi internazionali (tra cui quelli dell’Italia), la «Bibliotheca Alexandrina» è stata ricostruita, più o meno sui resti di quell’antica, davanti al mare di Alessandria.

Questo progetto, il cui costo finale ammonta a circa 220 milioni di dollari, è partito nel 1998 quando, la gara d’appalto indetta dalla stessa UNESCO, è stata aggiudicata, su oltre 1400 partecipanti, dallo studio Snøhetta, studio internazionale di architettura, architettura del paesaggio e design di interni con sede principale a Oslo e una minore a New York. I principali fondatori della compagnia sono Craig Dykers (nato a Francoforte nel 1961) e Kjetil Trædal Thorsen (nato a Karmøy nel 1958), a cui si aggiungono altri quattro collaboratori: Robert Greenwood, Ole Gustavsen, Tarald Lundevall e l’architetto paesaggista Jenny Osuldsen.

Nel 1990 con una conferenza ad Assuan vengono aperti i finanziamenti che permetteranno nel 1995 l’inizio dei lavori.

Nel 2002, il 16 ottobre, dopo quasi trent’anni la nuova Biblioteca di Alessandria viene finalmente inaugurata.

Come si presenta la nuova Biblioteca?

Soluzioni e forme rivoluzionarie si fondono con la spiritualità del luogo e simboli storici. Sulla facciata del corpo principale in granito grigio di Assuan, sono incisi quattro mila caratteri, che rappresentano le lingue di centoventi idiomi.

L’edificio, la cui forma è stata scelta in omaggio al dio Ra, è un enorme corpo cilindrico sezionato, inclinato di sedici gradi verso il mare.

 

La struttura si sviluppa su undici piani per una superficie totale di ottantacinque mila metri quadrati. La sala di lettura principale è situata sotto una struttura composta da pannelli in vetro solare posizionati a trentadue metri di altezza da cui filtra la luce.

E’ poi possibile trovare un laboratorio per il restauro di antichi manoscritti, un museo della scrittura e una scuola internazionale d’informatica oltre ad una sezione dedicata all’infanzia. Uno specchio d’acqua con piante di papiro circonda l’edificio e una grande piazza lo lega alle altre strutture: un centro conferenze, ottenuto da una struttura preesistente, che può contenere circa milleseicento persone e un planetario a sfera che di notte s’illumina in modo spettacolare grazie a sottili lame di luce. Una passerella aerea collega l’edificio della biblioteca direttamente con l’ingresso della sede universitaria di Alessandria a dimostrazione dello scambio culturale fra le due istituzioni.

La Biblioteca può contenere otto milioni di volumi, centomila manoscritti, decine di migliaia di dischi multimediali. Dagli antichi papiri a internet, lo scopo del progetto è quello di contenere il sapere dell’umanità tornando ad essere il centro del culturale del mondo.

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Erika Zappoli
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