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La distruzione della Biblioteca di Alessandria D’Egitto : tra mito e realtà

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Se possedete una biblioteca e un giardino, avete tutto ciò che vi serve.
(Marco Tullio Cicerone)

 

A scuola ci hanno sempre insegnato che la Biblioteca di Alessandria d’Egitto fosse stata distrutta da un incendio.

Alcuni studiosi affermano che i motivi potrebbero essere altri.

Un po’ di Storia

disegno di come appariva la bibliotaca di Alessandria nel momento del suo massimo splendore

La Biblioteca di Alessandria fu costruita intorno al III secolo a.C. da Tolomeo I che iniziò la carriera militare sotto il comando di Alessandro Magno, suo amico d’infanzia e diventò uno delle sue guardie del corpo. Alla morte dell’imperatore e nel corso delle guerre per spartirsi l’impero, si proclamò re d’Egitto nel 305 a.C., mantenendo il controllo del territorio nord-africano diede inizio al periodo ellenistico egizio fondando la dinastia tolemaica, che regnò fino al 30 a.C. con Cleopatra.

Durante il suo regno la nuova capitale egizia, Alessandria, conobbe un’importante periodo di sviluppo in campo culturale e artistico, con l’avvio della costruzione della famosa Biblioteca e del Museo. La biblioteca fu arricchita nel tempo tra IV e I secolo a.C.

immagine di come doveva presentarsi la bibliotaca alessandrina prima dell'incendio

Fu comunque nella prima metà del II secolo a.C che la biblioteca toccò l’apice del suo splendore. Fonti storiche dicono conservasse circa 490.000 rotoli. Dopo la metà del II secolo, le guerre di conquista e i difficili rapporti familiari non permisero ai Tolomei di portare avanti il progetto culturale voluto dal loro progenitore, così la Biblioteca ed il Museo persero sempre di più il loro ruolo di centro del sapere. Dopo che l’Egitto divenne provincia romana i vari imperatori persero l’interesse per la biblioteca considerandola troppo costosa. I continui tagli al personale, i tagli ai finanziamenti e le numerose imposizioni burocratiche la portarono all’oblio e al declino.

In realtà le fonti riguardanti la distruzione della Biblioteca di Alessandria sono contrastanti e incomplete, alcune addirittura false, rendendo difficile una ricostruzione veritiera di cosa e quando possa essere accaduto realmente.

Una prima causa accreditata è l’incendio che ne distrusse almeno in parte il patrimonio librario durante la conquista dell’Egitto da parte di Giulio Cesare. In seguito ai disordini scoppiati ad Alessandria, un incendio si sviluppò nel porto della città, danneggiando la biblioteca. Fonti successive però fanno supporre che la biblioteca esistesse ancora dopo questo incendio. Ipoteticamente solo i libri depositati in un magazzino nei pressi del porto vennero effettivamente distrutti.

riproduzione di tavoletta che riporta l'iscrizione di quando Cesare arrivò ad Alessandria e la biblioteca c'era ancora

Un’altra causa della distruzione della biblioteca viene indicata da alcuni storici intorno all’anno 270 d.C, durante il conflitto tra l’imperatore Aureliano e la regina Zenobia di Palmira. Nel corso dei feroci scontri che ci furono nella città di Alessandria, fu raso al suolo il Bruchion, quartiere della città dove si trovavano la reggia e la biblioteca.

Altri studiosi ipotizzano che la distruzione della biblioteca possa essere avvenuta in una data vicina al 400 d.C., basandosi su fonti che attestano l’esistenza del Museo fino al IV secolo. Secondo quanto interpretato, la fine della Biblioteca di Alessandria e del Museo sarebbero collegate a quella del Serapeo, la biblioteca minore di Alessandria, che venne distrutta in seguito all’editto dell’imperatore Teodosio I del 391, con il quale stabilì che l’unica religione ammessa all’interno dell’Impero di Roma fosse il cristianesimo, come indicato dal concilio di Nicea del 325.

Con l’editto di Tessalonica l’imperatore Teodosio mise fuori legge sia i riti politeisti sia le eresie cristiane, distruggendo tutti i testi ritenuti pagani.

Quest’ipotesi potrebbe quindi essere nata dalla confusione tra le due biblioteche di Alessandria. E dunque la Biblioteca maggiore potrebbe essere sopravvissuta anche a questo episodio.

Seraperum di Alessandria d’Egitto

Altre fonti indicano l’anno della distruzione il 642, quando il generale ʿAmr b. al-ʿĀṣ, comandante delle truppe arabe che avevano appena conquistato l’Egitto, distrusse la biblioteca di Alessandria e i libri in essa contenuti su ordine del califfo ʿOmar. Secondo alcuni studiosi il racconto sarebbe un falso, messo in giro dagli stessi arabi alcuni secoli dopo come propaganda.

Non si sa ancora con precisione quale sia stata la causa della distruzione dell’antica Biblioteca di Alessandria d’Egitto, che siano stati gli incedi ripetuti nei secoli, l’invasione araba o il disinteresse degli imperatori, il risultato rimane sempre lo stesso.

La Biblioteca di Alessandria, la più grande e ricca biblioteca del mondo antico e uno tra i principali poli culturali ellenici, venne distrutta in parte o completamente più volte tra l’anno 48 a.C. e il 642 d.C. e dimenticata fino all’anno 2002 quando in suo ricordo è stata edificata ed è tuttora in funzione, la moderna Bibliotecha Alexandrina.

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